Genere
ND
Lingua
Giapponese
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
2/10/2001

Devil May Cry

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Datasheet

Data di uscita
2/10/2001
Lingua
Giapponese
Giocatori
1

Multiplayer

Non sono previste modalità in multiplayer.

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Anteprima

Devil May Cry

Anche Capcom decide di seguire il trend, sempre più affermato, che vede la pubblicazione di grossi titoli offerta in concomitanza con delle demo gratuite di titoli altrettanto attesi: in questo caso è Resident Evil: Code Veronica Perfect Edition a regalarci la possibilità di vestire i diabolici panni di Dante, nell'intrigante Trial Edition di Devil May Cry. Preparatevi a piangere.

di Mattia Ravanelli, pubblicato il

I movimenti delle telecamere sono comunque piuttosto limitati e sotto questo punto di vista ci si poteva aspettare una maggior spettacolarizzazione, nonché una regia maggiormente audace, soprattutto da parte di Mr.Mikami. In poche parole in buona parte la stessa critica che era stata mossa oltre un anno fa a Resident Evil: Code Veronica.
Per il resto il sistema di controllo si dimostra assolutamente affidabile e privo di sbavature: il sistema che permette a Dante di aggrapparsi a un muro, una sporgenza o di effettuare comunque un doppio salto si rivela particolarmente utile, anche ai fini della struttura di gioco, aprendo tutta una serie di possibilità allo sviluppo strutturale dei livelli che possono mostrare maggiori punti nascosti o da raggiungere comunque grazie a una certa intraprendenza di Dante, piuttosto che con le solite scale o passaggi obbligati.

SPADA O FUCILE?

Come ben sottolineato dal primo, bellissimo, trailer di Devil May Cry distribuito ormai svariati mesi or sono, la metà natura diabolica e la metà umana di Dante sopravvivono in lui anche rispecchiandosi nelle due risorse di attacco di cui può disporre, come detto una spada magica (diavolo) e le armi da fuoco (uomo).
Esistono svariate tipologie di armi, visualizzabili in questo demo in numero limitato: abbiamo due pistole (una per mano) o un divertentissimo fucile a pompa, piuttosto che la Force Edge (presente in due "edizioni", Air, quella "base" e Terra), dotata a sua volta di particolari poteri. E i poteri di Dante si legano sia alle armi da fuoco che alle spade. Immediatamente nelle vicinanze della barra che indica l'energia vitale del protagonista si trova infatti una serie di lettere (una scritta incomprensibile?) che si illumineranno poco per volta a seconda dei nemici eliminati: una volta che tutte le lettere sono "accese" è possibile premere il tasto L1 e creare di conseguenza un'aura attorno a Dante, che esegue a quel punto colpi più potenti e dotati di particolari effetti d'illuminazione, lo stesso accade ai proiettili sparati in quei momenti, che vengono avvolti da particolari emissioni violacee di sicuro impatto. Tale barra tende ovviamente a esaurirsi nel momento stesso in cui viene attivata e solo una nuova strage di avversari può rimetterla a nuovo.
Ma non si può parlare delle armi di Dante senza citare le animazioni che ne accompagnano l'utilizzo e caratterizzano in generale gli scontri. Indubbiamente quanto offerto da Dante e dalla Capcom è uno spettacolo quasi inedito per quanto ben studiato e confezionato. Nonostante i movimenti "normali" di Dante siano, tutto sommato, rivedibili (la corsa normale è piuttosto scivolosa e fa sembrare Dante particolarmente slegato rispetto alle ambientazioni e ai fondali), nel momento stesso in cui il nostro protagonista inizia i combattimenti, c'è di che perdere mascelle e mandibole assortite. Dante saltella e incrocia le gambe muovendosi, seguendo con lo sguardo i propri nemici e facendo fuoco con due pistole senza per questo smettere di saltare, muoversi con circospezione e, nello stesso tempo, mantenere un'aria assolutamente... "cool"! Il modo, poi, con cui utilizza il fucile a pompa con una sola mano, ricaricando con un veloce colpo il fucile stesso e continuando a colpire, è davvero divertentissimo ed estremamente esaltante. Tutto questo si lega indissolubilmente allo studio di un personaggio che può, realmente, assurgere a nuovo paladino di Capcom e, in generale, a fare strage di cuori nel mondo dei videogiochi. Dante offre difatti una caratterizzazione davvero da applausi, con dei vestiti (seta o pelle rossa?) azzeccati e delle animazioni, lo ripetiamo, sbalorditive, in particolar modo i velocissimi salti che ne ricordano la natura per metà diabolica.

NEMICI E COTILLON

I nemici incontrati in questa demo sono principalmente due: una sorta di streghe/spiriti dotate di enormi forbici e delle grosse marionette malefiche (con tanto di fili, provate, se ne avete la possibilità, a lasciare al loro giogo il nostro Dante e ne vedrete delle belle). Non si tratta certamente di una grande varietà, ma d'altronde è la natura stessa della versione dimostrativa ad essere limitata.
Il sistema di gestione delle porte è poi del tutto simile a quello di Onimusha (punto in meno per Capcom, che sembra sempre più allergica alle novità di qualsiasi sorta), uccidendo i nemici si ottengono quindi dei Red Orb che, in diversa quantità, possono servire per aprire delle porte. Se i Red Orb si rivelassero inutili, è sempre comodo tornare alle vecchie, sane, chiavi piuttosto che risolvere qualche normalissimo puzzle a base di spade incastonate e via di questo passo.
L'aspetto grafico di Devil May Cry... Una serie di alti e bassi, in verità molti alti e pochi bassi, perlomeno per quanto visibile in questa demo. In primis va sottolineata una riuscita assolutamente stupefacente delle scene esterne (l'inizio all'esterno del castello e alcune "stanze" nel giardino dello stesso), anche maggiormente evocative rispetto all'interno del castello. In generale PlayStation 2 muove una mole di poligoni davvero di tutto rispetto, senza per questo soffrire di alcun rallentamento e rimanendo fissa sui 60 frame al secondo, anche, comunque, grazie a delle telecamere particolarmente avare di carrellate e cambi dinamici d'inquadratura. Nonostante questo non mancano passaggi spettacolari, su tutti il movimento verso l'alto, all'interno di una piccola torre, di un grosso pilastro di roccia che, trasportando Dante, gli fa visitare in pochissimi secondi l'intera dimensione verticale della torre. Spettacolo assicurato.
I punti negativi arrivano per una risoluzione non proprio all'altezza e per delle texture che, sinceramente, sono migliorabili e dotate di quelle odiose scalettature che non sembrano ancora volerci abbandonare definitivamente. Lo stesso dicasi per alcune texture che appaiono troppo "schiacciate" e prive di profondità, tanto da apparire semplicemente appiccicate a una parete poligonale, facendole perdere un po' quella naturale sensazione tridimensionale che dovrebbe caratterizzare alcune stanze. Ma si tratta, in definitiva, di critiche che lasciano spesso il tempo che trovano, vista poi la realizzazione generale dell'intero apparato grafico.
Diversa la situazione della struttura di gioco che s'intravede in questa versione dimostrativa: oltre a offrire poca varietà e davvero poche innovazioni, come da consuetudine Capcom, le stanze e i luoghi di combattimento appaiono più ristretti e limitati di quanto non ci si sarebbe potuti aspettare, dando al tutto un aspetto a tratti retrò, soprattutto vista la capacità della PS2 di muovere con disinvoltura anche spazi decisamente ampi. Ma per questa, come per molte altre considerazioni finali, dobbiamo necessariamente attendere la versione finale del gioco, prevista per inizio estate in Giappone.