Genere
ND
Lingua
Giapponese
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
2/10/2001

Devil May Cry

Devil May Cry Aggiungi alla collezione

Datasheet

Data di uscita
2/10/2001
Lingua
Giapponese
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Maestosa realizzazione grafica
  • Character design di altissimo livello
  • Ritmo di gioco frenetico e coinvolgente

Lati Negativi

  • Scarsa longevità
  • Gameplay alla lunga ripetitivo
  • Conversione scandalosa

Hardware

Per giocare è necessario avere una PlayStation 2 PAL, un pad Dual Shock 2 e una Memory Card con 410 KB liberi.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multiplayer.

Link

Recensione

Devil May Cry

Si è detto che Capcom non avesse più nulla da dire; si è detto che la trilogia di Bio Hazard fosse diventata scontata; si è detto che la casa di Street Fighter non avesse la capacità di rinnovarsi. A tutte queste dicerie Capcom risponde a testa alta, crea Devil May Cry, e torna al successo. Solid Snake, inizia a tremare.

di Amedeo Rabottini, pubblicato il

Su questo sfondo adventure, fatto di stanze, porte e lunghi corridoi, è stato inserito l'elemento picchiaduro che, alla fine, è la nota dominante del gioco. La vera novità sta nel fatto che i nemici solo raramente saranno tanti e quasi incapaci di dare del filo da torcere, contando quindi sul fattore numerico. Più spesso, invece, avremo di fronte dei singoli demoni che dovranno essere affrontati sfruttando i vari punti deboli, individuabili di volta in volta. Spesso, poi, i nemici sconfitti ritorneranno a darci la caccia, creando un'altalena in cui il giocatore è preda e cacciatore.
Sebbene il ritmo di gioco sia frenetico fin dal primo minuto, e sia estremamente facile immedesimarsi nel protagonista (come vedremo più avanti), è giusto dire, fin da ora, che l'esaltazione delle primissime ore di gioco è destinata a diminuire col passare del tempo e che l'esperianza in compagnia di Dante riserverà delle situazioni spesso ripetitive: alla fine si tratta pur sempre della solita meccanica. E' questa la nota dolente di tutto il gioco, che riserverà ben poche sorprese a livello di gameplay; molte, invece, saranno le sorprese in termini di nuovi particolari che, sebbene accessori, riusciranno a sorreggere tutta la struttura.

DANTE, IL TRASFORMISTA

La natura demoniaca di Dante è l'espediente narrativo che ha consentito a Capcom di creare un personaggio estremamente versatile, in grado di compiere vari e tanti tipi di azione. Su tutti vanno menzionati la possibilità di utilizzare sia armi da mischia, sia armi da fuoco e di trasformarsi totalmente in demone.
Anzitutto, Dante avrà la possibilità di scegliere se attaccare con l'uno o l'altro tipo di arma a seconda delle situazioni, se alternarle nel corso di un combattimento, se combinarle per creare delle combo devastanti. Semplicemente, con il pulsante X si sferrerà un colpo con l'arma da mischia selezionata e con il tasto Cerchio si sparerà con il fucile o pistola scelta precedentemente nell'inventario.
Per quanto questa soluzione possa sembrare poco immediata all'interno di un combattimento vero, all'atto pratico la scelta del tipo di attacco appare istintiva e rapida, e regala un ritmo di gioco incredibilmente coinvolgente, in grado di far calare il giocatore perfettamente nella parte di Dante.
Controllare Dante significa avviarsi con la spada sguainata verso il demone, trafiggerlo con una "combo" devastante, fare una capriola per schivare l'attacco nemico, saltare sui muri per sferrare un nuovo colpo, volare a metri di distanza per riprendere fiato colpendo di nuovo con le armi da fuoco.
Il tutto poi è arricchitto dall'eccezionale mole di "power up", nella forma di nuove armi o di nuove mosse, acquistabili spendendo una quantità variabile di sfere rosse raccolte durante il gioco.
Per concludere poi, premendo il tasto L1, Dante accederà alla modalità demone con la quale metterà a nudo tutta la sua natura di Figlio di Sparda. Il suo corpo sarà ricoperto di un alone blu e nero, i suoi movimenti saranno più veloci, i suoi colpi più potenti, la sua resistenza ancora maggiore. A definire il tempo limite entro il quale Dante potrà rimanere in questo stato contribuirà una barra di energia demoniaca, ampliabile nel corso dell'avventura.

DANTE, IL MAGNIFICO

Prima di qualsiasi discorso tecnico, prima di texture, poligoni o fluidità, quello che colpisce di Devil May Cry è un lavoro di design che si pone al di sopra di qualunque cosa vista fino ad ora. Dante, il bellissimo protagonista, è il frutto di uno studio attento a ogni minimo particolare, dagli indumenti, alle azioni, fino al carattere stesso del protagonista, che finirà con l'essere ricordato come "il duro dei videogiochi". Dante è dinamico, carismatico, incosciente e spregiudicato, e il giocatore non potrà che farsi coinvolgere nella sua avventura fin dal primo minuto.
Il discorso tecnico poi è un altro insieme di elogi e complimenti al team di programmazione, che finalmente ci ha mostrato cosa sono in grado di fare i poligoni curvi: lo scenario gotico non può che giovare di guglie appuntite e curve pericolosamente sinuose, tutto a ricordare la maestosità del regno degli Inferi. Lo scroll non sembra risentire di una mole di poligoni mai vista su PS2, e l'abbondare di effetti speciali non impensierisce il titanico motore grafico.
Alcuni effetti, in particolare, richiedono applausi a scena aperta, tra morphing ed effetti di luce devastanti. Rimane il problema delle scalettature, evidenti soprattutto con i poligoni curvilinei, ma questo difetto può essere tranquillamente perdonato, soprattutto quando si ha a che fare con dei boss dalla grandezza spropositata per qualsiasi eroe dei videogiochi; non per Dante. Il ritmo di gioco, che raggiunge nei suoi picchi dei momenti realmente intensi, è ben accompagnato da un audio composto da temi d'amosfera che sfociano poi in pezzi techno in stile Matrix in concomitanza con l'arrivo dei demoni più ostici e che amplificano e sostengono i momenti impegnativi.
Un gran lavoro, dunque: grazie Capcom! Una pessima conversione: il peggio che si potesse fare, signora Capcom.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Devil May Cry è, sopra tutto, la vittoria del design. Poligoni, effetti speciali, storia e filmati di background, tutto gira intorno a un personaggio che riesce con estrema facilità a catalizzare l'attenzione del giocatore. La conversione PAL è stata pessima, un lavoro del peggior tipo possibile; detto questo, però, neanche quegli enormi bordi neri possono impedire a Devil May Cry di dimostrarsi un titolo assolutamente consigliato. Vanno precisati i già noti difetti della scarsa longevità di gioco e della ripetitività del gameplay; ciononostante, l'ultimo nato in casa Capcom è un capolavoro dall'indubbio valore, al quale non si dovrebbe affatto rinunciare.