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Datasheet
- Produttore
- Activision
- Sviluppatore
- Blizzard Entertainment
- Genere
- Action RPG
- PEGI
- 16+
- Data di uscita
- 15/5/2012
- Lingua
- Italiano
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
Link
Arriva arriva el Diablo....
Preparatevi a soffrire atroci dolori articolari.
Al di là delle critiche piovute addosso a Blizzard per la sconsiderata scelta di rendere il codice attivo solo online collegandosi al Battle.net - e la meno sconsiderata ma altrettanto controversa possibilità di rivendere per moneta sonante gli oggetti recuperati - resta un fatto: Diablo III è uno dei giochi più attesi su PC
Lo dimostra la fila che si forma davanti allo stand di Blizzard prima dell’apertura dei cancelli: mentre tutti gli espositori stanno ancora finendo di mettere in ordine le ultime cose prima che la folla tracimi oltre i cancelli, una lunga coda si forma attorno all’enorme sagoma nera che contiene le 50 postazioni di gioco. Con un pizzico di scetticismo imposto dal ruolo, attendiamo il nostro turno, cercando di ricordare il divertimento di 15 anni fa, quando, effettivamente, Diablo sembrava un gioco innovativo e appassionante. Ma di cose ne capitano tante in tre lustri, soprattutto quando si parla di videogiochi. Possibile appassionarsi ancora a un GdR che prevede solo la pressione di un tasto del mouse? Dopo mezz’ora veniamo trascinati via con difficoltà dalla postazione conquistata con tanta pazienza, insoddisfatti per non essere riusciti ad esplorare il dungeon fino in fondo. E questo, già, dovrebbe fornire un indizio sul nostro indice di gradimento.
Ecco, Diablo, anche nel 2011, anche al terzo episodio, questo è: un concentrato di giocabilità in punta di mouse. Non c’è niente da fare, anche i più scettici devono piegarsi di fronte alla volontà di Blizzard: quel poco che hanno presentato conquista e spinge a volerne sempre di più. E quindi, anche se non ci si può sbilanciare con i commenti, un’anteprima come questa fa solo venire voglia di avere un altro assaggio, di poter tornare a fare scorribande nei dungeon di Sanctuarium infestati di creature e trappole, a caccia di fantastici tesori.
La prova del fuoco
Cominciando la demo, ci viene offerta la possibilità di scegliere fra cinque classi e decidere se il nostro personaggio sarà maschio o femmina. Mentre la scelta del sesso sembra avere una funzione prettamente estetica (ma non abbiamo avuto il tempo di poter esaminare statistiche o fare paragoni) ogni classe ha invece delle caratteristiche che la rendono unica, trasformando radicalmente l’esperienza di gioco. Il monaco, per esempio, è un personaggio molto bilanciato, dotato sia di attacchi a corto raggio con spade e pugnali, sia di incantesimi dalla distanza. È rapido e dotato di grande agilità. Se però lanciare magie vi fa sentire troppo Harry Potter, potete sempre puntare sul barbaro, che, più lento e resistente (è l’unico che può indossare gli equipaggiamenti più pesanti), risolve ogni situazione passandola al filo di lama. All’opposto, il mago, manipolatore degli elementi e del tempo, affronta le orde degli inferi scagliando saette devastanti e creando sacche spaziali indipendenti dal normale flusso del tempo: bello, ma forse meno gratificante di una furiosa mischia corpo a corpo. Lo sciamano, invece, proviene dalla temibile tribù degli umbaru, e può contare sulla forza dell’alchimia: spara con la cerbottana dardi intrisi di veleno ed è in grado di evocare creature che spuntano dal terreno per scagliarsi contro il primo nemico a portata di tiro. Pur essendo un attacco lento, è devastante e, soprattutto, offre un senso di amplificazione dell’input che non ha paragoni. Chiude la fila il cacciatore di demoni, altro personaggio equilibrato, che ha un unico scopo nella vita: rintracciare e distruggere tutte le entità che mettono a repentaglio l'umanità. Agile e letale con la balestra, può contare su un intero arsenale di oggetti arcani e trappole mistiche.
Soli FRa le trappole
Data la natura pervasiva del Battle.net, ci sarebbe davvero piaciuto poter verificare quanto, in modalità online, il gioco si avvicinasse a Gauntlet, ma la versione demo sullo showfloor presentava solo un dungeon, letteralmente definito “le prigioni dell’agonia”, da affrontare rigorosamente in single player. Mouse alla mano, Diablo III si inserisce nella tradizione della saga con estrema naturalezza - è proprio il degno seguito di Diablo e Diablo II: interfaccia intuitiva e azione frenetica, per un’esperienza di gioco viscerale, che lascia con il polpastrelli fumanti. L’ambientazione, composta tramite un engine che rende casuale la struttura del dungeon, è molto suggestiva e ricca di microscopici accorgimenti, così come le creature che popolano questi mondi, dettagliate come le miniature in piombo di un avido collezionista.
L’unica nota stonata di questa sinfonia fantasy è il classico ritornello Blizzard: “It’s done when it’s done”, ovvero uscirà quando sarà pronto. E noi adesso non sappiamo come ingannare l’attesa…

