Genere
Action RPG
Lingua
Italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
3/9/2013

Diablo III

Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Activision
Sviluppatore
Blizzard Entertainment
Genere
Action RPG
PEGI
16+
Data di uscita
3/9/2013
Lingua
Italiano

Lati Positivi

  • Gameplay viscerale e in costante evoluzione
  • Frame rate solido in ogni situazione
  • Estremamente rigiocabile
  • Coop eccellente

Lati Negativi

  • Occasionale screen tearing
  • La storia non è lunghissima

Hardware

Diablo III è disponibile su PC, PlayStation 3 e Xbox 360. Sarà disponibile nel 2014 la versione next-gen per PlayStation 4.

Multiplayer

Diablo III dispone di diverse modalità multiplayer competitive e cooperative per un massimo di quattro giocatori in locale e online via PlayStation Network e Xbox Live.

Modus Operandi

Abbiamo completato Diablo III su Xbox 360 utilizzando una copia del gioco gentilmente fornitaci da Mediahook.

Link

Recensione

Un Diavolo per console

Il male non è mai stato così divertente su PlayStation 3 e Xbox 360.

di Nicola Congia, pubblicato il

Quando Blizzard ha ammesso di essere al lavoro su una versione console di Diablo III molti probabilmente hanno storto il naso, temendo una virata degli autori di World of Warcraft verso le odiate (dai puristi PC, perlomeno) console casalinghe. Di umore esattamente opposto i possessori di PlayStation 3 e Xbox 360, che di hack & slash con queste caratteristiche, al di là dei due Torchlight, del tribolatissimo (dal punto di vista tecnico) Sacred 2: Fallen Angel e poco altro non hanno molto da scegliere. Ma con una versione PlayStation 4 in dirittura d’arrivo e una next-gen che si profila terreno vergine per nuovi generi e modelli di business, l’ipotesi di un maggiore impegno rispetto al passato da parte di Blizzard in ambito console è tutt’altro che fantascientifica.

Ma al di là delle ipotesi, quel che importa sottolineare in questo caso è la qualità della conversione. Laddove la maggior parte degli sviluppatori si sarebbe limitata a compiere un’operazione di questo tipo con il minimo sforzo, Blizzard si è presa la briga non solo di ottimizzare il tutto - controlli, telecamera, grafica - per le caratteristiche delle piattaforme di Sony e Microsoft tanto da far sembrare il gioco un progetto autoctono e non un porting, ma è anche intervenuta su alcune scelte di design che hanno modificato notevolmente il concept originale. Naturalmente l’anno di feedback avuto a disposizione dal lancio della versione PC ha facilitato il compito agli sviluppatori, ma chi si aspettava un’operazione puramente commerciale si è dovuto ricredere. Rispetto al gioco originale le novità più salienti di questa edizione riguardano una nuova visuale, la possibilità di giocare offline, una modalità co-op locale, l’eliminazione della casa d’aste (con conseguente nuova distribuzione del bottino) e l’introduzione di una mossa evasiva, una capriola che conferisce un’impronta maggiormente action ai combattimenti senza peraltro snaturarne la dimensione strategica.

Detto questo, considerato che Diablo III è l’unico gioco pubblicato da Blizzard sulle console di questa generazione, abbiamo pensato di rivolgerci prevalentemente ai possessori di PlayStation 3 e Xbox 360 che non conoscono né la serie né le qualità di uno degli sviluppatori più chiacchierati del settore. Insomma, Diablo III merita di essere acquistato oppure no?

In modalità co-op ogni angolo dello schermo è occupato dall’interfaccia di un giocatore. - Diablo III
In modalità co-op ogni angolo dello schermo è occupato dall’interfaccia di un giocatore.

BENVENUTI A SANCTUARIUM

La risposta è sì, assolutamente sì. A meno che non siate del tutto allergici al genere degli hack & slash Diablo III è un gioco da avere, un titolo in grado di assicurare decine di ore di divertimento da soli o in compagnia. Mentre il settore si muove verso una fusione sempre più marcata tra cinema e videogiochi con intere, lunghissime sequenze in cui il giocatore o è del tutto passivo o al limite interagisce in modo blando, Diablo III rimane ancorato alla concezione vecchio stile del videogioco come medium che deve offrire prima di tutto un gameplay solido e divertente, ed è questo il vero punto di forza della produzione di Blizzard.

Un esempio di questo approccio è dato dal livello di difficoltà. Le opzioni a nostra disposizione sono talmente tante che è virtualmente impossibile non riuscire a regolare il gioco per il livello di sfida che cerchiamo. Esistono due parametri che combinati permettono di ottenere un ampio ventaglio di possibilità. Di default, si inizia a difficoltà media in modalità Normale. Completando il gioco a Normale si sbloccano progressivamente Incubo, Abisso e Inferno, modalità caratterizzate da nemici più rapidi e letali ma anche ricche di equipaggiamento e oggetti rari. La difficoltà può essere ulteriormente modificata dal menù opzioni scegliendo tra una decina di livelli circa, da facile a Maestro V, un vero e proprio inferno anche a normale. Se tutto ciò non bastasse è possibile, una volta raggiunto il livello 10, creare un personaggio hardcore e prepararsi ad affrontare una partita caratterizzata da morte permanente. Le difficoltà più elevate permettono di ottenere quantità industriali di PE, tanto che per fare un esempio dopo aver completato le primissime quest a livello Maestro V ci si ritrova in capo a pochi minuti ad aver raggiunto il livello 5.

La gestione dell’inventario è rapida e intuitiva. - Diablo III
La gestione dell’inventario è rapida e intuitiva.

UN GIOCO INFINITO

Il cuore di Diablo III è l’azione. Furibonda, viscerale, tattica e in continua evoluzione. Dopo aver scelto uno dei cinque personaggi - Mago, Barbaro, Sciamano, Monaco e Cacciatore di demoni - ci si ritrova tra le lande desolate di una Sanctuarium in preda alle forze del male per aiutare un’umanità oppressa e disorientata. Ogni personaggio ha i suoi punti di forza e tutti sono assai divertenti da potenziare: il mago è abile nel lanciare incantesimi mentre il barbaro, la più viscerale delle classi, aggredisce in corpo a corpo orde consistenti di nemici; lo sciamano può evocare demoni da scagliare contro i suoi avversari mentre il monaco combina attacchi arcani e corpo a corpo. Il cacciatore di demoni, infine, può sfoltire le fila nemiche con balestre e trappole. Si inizia utilizzando un solo pulsante per gli attacchi standard ma dopo qualche ora ci si ritrova a sfruttare ogni tasto del controller per lanciare abilità e incantesimi che possono essere ulteriormente modificati da rune attive e passive, anch'esse ottenute con il level-up. I progressi sono continui e costanti e non appena si riesce a trovare una combinazione soddisfacente, il passaggio di livello ci regala una o più nuove abilità o rune che ci costringono a rivedere le nostre priorità. E questo va avanti partita dopo partita, con tutti i personaggi.

L’equipaggiamento può essere creato, acquistato presso i mercanti o trovato in battaglia. Esistono ciondoli, armi e armature di diverso tipo che forniscono un incremento alle statistiche del personaggio. Gli oggetti più rari si possono trovare sul campo di battaglia ai livelli più difficili, ma una volta addestrati a dovere fabbro e gioielliere è possibile costruirsi da sé un equipaggiamento di tutto rispetto. Il fabbro può riparare gli oggetti, riciclare quelli che non ci servono più e forgiare nuove armi e armature mentre il gioielliere può rimuovere, combinare e incastonare gemme negli oggetti dotati di appositi slot. I due personaggi, sbloccabili nel corso della prima partita e poi disponibili fin dal principio nelle successive, possono essere livellati fino a un certo punto in ogni modalità, il che vuol dire che per esplorare tutto il loro potenziale dovremo completare Diablo III più volte. Ogni personaggio può equipaggiare specifiche combinazioni di oggetti, da quelli comuni ai leggendari e se ai livelli di difficoltà meno impegnativi l'importanza di un utilizzo mirato dell'equipaggiamento è limitata, ai livelli più duri è essenziale avere un personaggio ben bilanciato nelle sue abilità offensive e difensive. Anche perché per via di un design imprevedibile, la morte in Diablo III è sempre dietro l'angolo.

Configurazione delle mappe, quest secondarie e nemici mutano a ogni partita. - Diablo III
Configurazione delle mappe, quest secondarie e nemici mutano a ogni partita.

TECNICA INFERNALE

Pad alla mano, le sensazioni date dai personaggi cambiano notevolmente. Giocare con il barbaro o con lo sciamano sono due cose completamente diverse e questo fatto, unitamente ai molteplici livelli di difficoltà e alla generazione casuale delle mappe e delle quest secondarie all’inizio di ogni partita, contribuisce a fornire costantemente nuovi stimoli. Quando si gioca offline è possibile farsi accompagnare da uno dei tre seguaci che incontriamo nel corso dell'avventura: il templare, un guerriero con notevoli proprietà curative; un lestofante, abile con archi e trappole, e una maga. Anche i seguaci salgono di livello e possiedono diverse abilità e slot per oggetti specifici per la loro classe. I seguaci però non possono seguirci in battaglia se decidiamo di giocare in co-op locale o online. Ed è proprio in questi frangenti che il titolo di Blizzard offre il meglio di sé, in particolare se ci si mette d'accordo sulle classi da utilizzare con un gruppo di amici. Il livello di difficoltà viene incrementato sensibilmente per ogni giocatore che si unisce al party e massacrare orde di mostri in compagnia risulta decisamente più divertente. Esistono diverse modalità multiplayer cooperative e competitive che si sbloccano progressivamente dopo aver completato il gioco a diversi livelli di difficoltà.

Dal punto di vista tecnico, Diablo III è eccellente. La risoluzione è inferiore rispetto alla controparte PC ma le visuali sono decisamente appaganti, dalle lande desolate dei primi livelli ai gironi infernali in cui ci troveremo verso la fine del gioco. Gli sviluppatori hanno optato per un framerate solido intorno ai 60 fps e dopo aver giocato diverse ore in multiplayer via PSN e Xbox Live senza mai aver visto compromessa la fluidità del gioco, nemmeno in presenza di una marea di effetti, non possiamo che sottolineare la bontà del lavoro svolto da Blizzard. Gli ottimi filmati che illustrano gli eventi salienti della storia si accompagnano a musiche a tratti cupe, a tratti incessanti, mentre scenari macabri e dialoghi inquietanti ci catapultano nell’atmosfera di follia e dannazione che velano gli occhi e le menti degli abitanti di Sanctuarium.

Il frame-rate è solido anche in presenza di quantità industriali di nemici ed effetti. - Diablo III
Il frame-rate è solido anche in presenza di quantità industriali di nemici ed effetti.

La storia può essere completata in una decina di ore circa a livello Normale, ma i titoli di coda non sono tanto una fine quanto un nuovo inizio. Probabilmente non sono molti in percentuale i giocatori che dopo aver completato un The Elder Scrolls o un Dragon Age: Origins con una classe hanno sentito il bisogno di ricominciare daccapo con un nuovo personaggio; qui invece l'esplorazione di tutte le possibilità è integrata nel design stesso del gioco. Diablo III non è tanto un gioco da finire quanto da scoprire e padroneggiare con calma in tutte le sue sfumature.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
La prima e verosimilmente ultima fatica di Blizzard sulle console che oramai si apprestano a lasciare il campo alla next-gen è un gioiello che se fosse arrivato qualche tempo fa, lontano dal clamore di PlayStation 4 e Xbox One e dal cannibale GTA V, avrebbe fatto sicuramente più effetto. Atmosfera e gameplay sono impareggiabili e la modalità coop è quanto di meglio si può trovare su console. Diablo III è un gioco che ci sentiamo di consigliare senza riserve non solo agli appassionati degli hack & slash, ma in generale a tutti coloro che apprezzano i videogiochi.

Commenti

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!