Genere
Strategico
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
52,11 Euro
Data di uscita
1/8/2002

Disciples II: Dark Prophecy

Disciples II: Dark Prophecy Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Arxel Tribe
Genere
Strategico
Distributore Italiano
C.T.O
Data di uscita
1/8/2002
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
52,11 Euro

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Anteprima

Disciples II: Dark Prophecy

Dopo il primo Disciples: Sacred Lands, ecco che Strategy First torna alla carica con il seguito, denominato Disciples II: Dark Prophecy. Riuscirà questo secondo episodio ad elevarsi dalla pletora di giochi che si apprestano ad invadere il mercato?

di Jacopo Mauri, pubblicato il

Uno dei generi più in voga è, al momento, quello degli strategici in tempo reale. Per fortuna, però, c'è qualcuno che ha ancora il coraggio di proporre qualcosa di diverso. Questo è, a grandi linee, ciò che sta facendo Strategy First Inc., che all'uscita di decine di RTS risponde con il suo nuovo gioco di strategia a turni. Scelta coraggiosa, dal momento che di giochi a turni puri se ne vedono ormai veramente pochi (ancora meno degli ibridi, ovvero quei giochi che propongono entrambe le modalità di gioco - vedi pure M.A.X. 2). Ma non è finita: infatti Dark Prophecy oltre ad essere "turn based", offre anche una ambientazione in stile Fantasy, riportando quindi alla mente vecchi classici del calibro di Heroes of Might and Magic o, perchè no, Warcraft.

Dando uno sguardo ravvicinato a questo seguito, non si può che essere contenti dei progressi fatti rispetto al primo episodio: le novità riguardano principalmente due aspetti del gioco; il primo è ovviamente il comparto grafico. Chi possiede Sacred Lands o perlomeno ci ha fatto una partita, sa sicuramente che la grafica del gioco è tutt'altro che buona. Infatti l'organizzazione degli elementi su schermo non è perfettamente ponderata e tra l'altro la definizione delle varie unità è molto bassa. Proprio per questo motivo, la SFInc, ha deciso di effettuare un pesante restyling grafico al gioco, in modo da renderlo al passo coi tempi. Pur non offrendo elaboratissimi ambienti realizzati tridimensionalmente, Dark Prophecy gode di una piacevolissima grafica in alta risoluzione (800X600) con una invidiabile profondità di colore di 16 bit.

Grazie a questo, i personaggi del gioco risultano ben definiti, come anche l'ambientazione ricca di atmosfera e le varie schermate che introducono il giocatore alla partita vera e propria. Queste novità a livello grafico, poi, si rispecchiano anche sui vari incantesimi: infatti ora essi hanno una vivacità e spettacolarità anni luce avanti a quelle del predecessore. Inoltre ora il campo di battaglia è sgombro dagli impedimenti che affliggevano Sacred Lands, offrendo quindi una visuale molto più ampia che permette al giocatore di capire al meglio quello che sta avvenendo.

Si diceva poco fa di una duplice trasformazione del gioco: ebbene, oltre all'aspetto grafico, i programmatori della casa hanno speso parecchie ore per migliorare il comportamento delle fazioni neutrali. Queste, che nel primo episodio erano menomate da un'intelligenza artificiale di basso livello, possono ora compiere un più ampio ventaglio di azioni. Non si limiteranno quindi ad una presenza passiva, magari sostando in un punto prestabilito della mappa, ma attaccheranno e, prendendo l'iniziativa, avranno un notevole influsso sullo svolgersi degli eventi. Starà al giocatore decidere che tipo di atteggiamento mantenere con queste fazioni neutrali: sarà possibile sia attaccarle che lasciarle in vita, magari tendendo a sfruttare il loro potenziale bellico a proprio ed esclusivo vantaggio.

Per quanto riguarda il gioco in singolo, il lavoro svolto da Strategy First è molto buono: le missioni da affrontare sono ben 28 e garantiscono quindi una sfida sempre nuova, oltre ovviamente ad un'ottima longevità. Oltre ad esse, si trovano anche una ventina di quest.

Quello delle quest è un discorso un po' particolare: il gioco definitivo godrà infatti di un complicato sistema che genererà sfide concatenate le une con le altre. Questo porterà ad avere molteplici obiettivi da portare a termine in quanto la conclusione di una quest implicherà il portare a termine un'altra quest ad essa collegata. Sarà anche possibile dover uccidere una serie di mostri e portare a termine diverse sfide prima che un'avventura, concatenata con tutti gli eventi accaduti in precedenza, possa essere dichiarata conclusa.

Questo sistema non farà altro che allungare ulteriormente la longevità del titolo, rivelandosi tanto efficace quanto il generatore casuale di quest già visto all'opera in molti giochi (Darkstone e Diablo per fare un paio di esempi). Estremamente gradita l'introduzione di ben 200 nuovi personaggi e 50 nuove unità; inoltre sarà ora possibile potenziare tutte le unità a disposizione che saranno poi messe al comando di un Leader. Questi, nel gioco definitivo, avranno la facoltà di adoperare più di un oggetto alla volta. Sarà quindi possibile congiungere gli effetti di due speciali item in modo da ampliare la potenza di fuoco e distruggere più celermente il nemico.

Questi Leader, come detto, saranno al comando di truppe, che potranno essere composte da diversi tipi di unità: per quanto riguarda il Clan della Montagna spiccano per potenza sia gli gnomi soldati che i giganti di pietra, mentre per quanto concerne l'Impero Umano, le unità più interessanti sono i classici guerrieri e i potenti stregoni. Oltre che con essi, sarà anche possibile sbizzarrirsi con i leggendari negromanti (persone in grado di resuscitare i morti, X-files insegna) che con i loro eserciti di non-morti sono molto temibili.

Concludendo: tutto il team di programmazione sta lavorando sodo per rendere Disciples II: Dark Prophecy un gioco con i fiocchi. Dal canto nostro non possiamo che augurare il più sincero in bocca al lupo ai ragazzi di Strategy First, dal momento che il loro nuovo progetto sembra essere qualcosa di veramente buono: un comparto grafico rinnovato, un gameplay ritoccato e moltissime novità sono le sue caratteristiche migliori. Vista inoltre la quasi assoluta mancanza di concorrenza, il gioco avrà probabilmente piazza libera al momento della sua uscita (non vi è ancora una data precisa, ma si parla dell'inverno 2000); e se poi il gioco dovesse avere successo, non sarebbe improbabile un (gradito) ritorno in grande stile dei giochi di strategia a turni.