Genere
Avventura
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
€ 1,75
Data di uscita
9/12/2011

Dizzy: Prince of the Yolkfolk

Dizzy: Prince of the Yolkfolk Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Codemasters
Sviluppatore
Codemasters
Genere
Avventura
Distributore Italiano
Android Market
Data di uscita
9/12/2011
Data di uscita americana
9/12/2011
Lingua
Inglese
Giocatori
1
Prezzo
€ 1,75

Lati Positivi

  • Ottimo riarrangiamento grafico e musicale
  • Fedelissimo al gioco originale
  • Lievi aggiunte strutturali che rendono l'esperienza più moderna e gradevole

Lati Negativi

  • I controlli touch potevano osare di più
  • Complessivamente è un gioco semplice e un po' breve

Hardware

Dizzy: Prince of the Yolkfolk è disponibile su sistemi iOS e Android. Questo articolo fa riferimento alla versione Android, provata nella release 3.0 su un Samsung Galaxy S II. Durante la nostra prova abbiamo incontrato un bug che ci ha bloccato il personaggio impedendoci di continuare e costringendoci a ricominciare da capo (il salvataggio automatico è praticamente continuo e ci aveva bloccati in quella situazione). È però accaduto solo una volta. Il gioco occupa 39,16 MB di spazio e richiede un sistema operativo Android 2.1 o superiore.

Multiplayer

Non sono state incluse opzioni multiplayer. È però presente il supporto OpenFeint, con una serie di obiettivi che vengono sbloccati completando l'avventura.

Modus Operandi

Abbiamo regolarmente acquistato e scaricato il gioco dall'Android Market e abbiamo completato l'avventura nel giro di un paio d'ore.

Link

Recensione

Ovosodo

L'ovetto antropomorfo si rimette in gioco.

di Andrea Maderna, pubblicato il

L'esplosione del mercato mobile ha fornito un'accessibile valvola di sfogo a tutta una serie di sviluppatori poco a proprio agio nell'ambito delle grosse produzioni. Del gruppo, inevitabilmente, fanno parte anche quegli esponenti della vecchia scuola che non hanno saputo o non hanno voluto riciclarsi in un mercato così diverso da quello che un tempo li ospitava. È per esempio il caso di Jeff Minter e delle assurde produzioni della sua Lamasoft. Ed è considerabile analoga la situazione di questo Dizzy: Prince of the Yolkfolk.

arcade adventure come una volta

Un personaggio che fu piuttosto famoso a cavallo fra anni Ottanta e Novanta prova insomma a tornare in scena, chiaramente rivolgendosi soprattutto a un pubblico di nostalgici, con la messa a nuovo di uno fra gli episodi meglio riusciti della serie. In Dizzy: Prince of the Yolkfolk ci si ritrova a guidare l'uovo antropomorfo Dizzy, impegnato a salvare la sua "bella" da un sonno incantato. Per farlo, bisogna esplorare un'ambientazione che rappresenta una parodia all'acqua di rose del fantasy generico e mette in campo una serie di situazioni statiche da risolvere utilizzando l'oggetto giusto nel luogo giusto. Enigmi molto semplici, insomma, che richiedono sostanzialmente di recuperare un dato elemento e portarlo pazientemente alla sua destinazione.
Al di là di questo, in Dizzy: Prince of the Yolkfolk si trova anche un lieve elemento platform, assolutamente poco più che abbozzato. Non ci sono quasi per nulla nemici da eliminare, e i pochi presenti vanno comunque affrontati attraverso enigmi da risolvere (proprio il confronto con il gemello malvagio di Dizzy propone forse il puzzle più azzeccato del gioco). Si tratta insomma di un remake molto fedele all'originale, non a caso curato dallo stesso Paul Ranson che se ne occupò all'epoca: l'impianto grafico rilegge molto bene lo stile dei tempi, dandogli una rinfrescata senza stravolgere, e il tema musicale è riarrangiato benissimo, anche se a furia di ascoltarlo in loop si finisce in fretta a sfruttare l'opzione per disattivare le musiche.

Se ci avviciniamo alla chiave inglese, il Dizzy malvagio preme il pulsante e ci fa cadere nella botola. Come si può fare? - Dizzy: Prince of the Yolkfolk
Se ci avviciniamo alla chiave inglese, il Dizzy malvagio preme il pulsante e ci fa cadere nella botola. Come si può fare?

minimo indispensabile

Dal punto di vista dell'impianto di gioco, rispetto all'originale si notano alcune differenze, minori ma di un certo impatto. Per esempio si è passati da una struttura a schermate fisse all'introduzione di un gradevole scrolling multidirezionale, che migliora la visibilità in più di una situazione, e Dizzy ha conquistato la capacità di mettersi a correre dopo qualche secondo di camminata, snellendo parecchio il peso del dover continuamente andare avanti e indietro per eseguire i vari compiti. Al di là di questo, di qualche piattaforma leggermente spostata e altri dettagli del genere, il gioco è rimasto sostanzialmente lo stesso. Chiaramente ora lo si controlla tramite touch pad, quindi con le canoniche icone da pad virtuale e i loro limiti di precisione e feedback fisico. Non che l'assenza di un pad si senta particolarmente, trattandosi di un gioco che punta poco o nulla sull'azione, ma certo un lavoro di adattamento più profondo, magari con la possibilità di toccare direttamente interlocutori e oggetti da raccogliere col polpastrello, senza dover premere il tasto virtuale, non sarebbe dispiaciuta.
A conti fatti, comunque, Dizzy: Prince of the Yolkfolk offre esattamente quel che promette, vale a dire un remake fedele all'originale e molto ben realizzato di uno fra i migliori episodi di una serie a modo suo storica. Il problema è che questo lo rende un gioco perfetto per i nostalgici, ma molto semplice e piuttosto breve, anche paragonandolo ad altri titoli venduti allo stesso prezzo in ambito mobile.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Un remake perfetto, quindi micidialmente old school, di un classico dei primi anni Novanta. Consigliato ai nostalgici, forse un po' troppo semplice e breve per tutti gli altri.

Commenti

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