Genere
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Lingua
ND
PEGI
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Prezzo
ND
Data di uscita
15/1/2013

DmC: Devil May Cry

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Datasheet

Produttore
Capcom
Sviluppatore
Ninja Theory
Genere
Azione
Data di uscita
15/1/2013
Giocatori
1
Recensione

Devil May Cry riparte da occidente

Il nuovo Dante affronta il giudizio del pubblico.

di utente_deiscritto_116, pubblicato il

Ma sarà poi vero, che i giocatori sono stanchi delle “solite cose” e vogliono rinnovamento? Qualche dubbio, a ripercorrere la storia di Devil may Cry, viene spontaneo. All’annuncio, i forum si infiammarono più per l’assenza del “loro” Dante, sostituito da un hooligan qualsiasi, che per il legittimo dubbio che Ninja Theory, team inglese autore di Heavenly Sword ed Enslaved, fosse in grado di tirar fuori qualcosa di buono dall’occasione concessagli. Dopotutto l’avventura di Nariko, pur ricca di pregi, non brillava esattamente per quelle qualità legate tradizionalmente alla serie Capcom. Il resto lo hanno fatto delle dichiarazioni infelici (non si sa quanto calcolate ad arte) sul design di Dante ormai datato e sull’ormai leggendario “feeling dei 60fps”, e una serie di notizie, dall’assenza del lock on all’apertura a giocatori di tutti i livelli, che via via accumulavano nubi sul destino del gioco. E allora, quanto “è Devil May Cry” questo DmC? Quanto pesano le concessioni fatte alla vil razza dannata dei casualoni? DmC è davvero hardcore o rischia di danneggiare reputazioni di intenditore accuratamente costruite? E soprattutto: qualcuno ha capito, alla fine, cosa cavolo sia “il feeling dei 60fps”, o Motohide Eshiro ci stava rifilando una supercazzola nippo-britannica?

È davvero difficile che il lavoro di Ninja Theory venga interamente messo da parte per far tornare la serie in Giappone, specie alla luce di dichiarazioni di Capcom che parlano addirittura di “mettere sotto chiave” il team. L’ultima volta che abbiamo sentito una cosa simile, Blue Castle Games è diventata Capcom Vancouver - DmC
È davvero difficile che il lavoro di Ninja Theory venga interamente messo da parte per far tornare la serie in Giappone, specie alla luce di dichiarazioni di Capcom che parlano addirittura di “mettere sotto chiave” il team. L’ultima volta che abbiamo sentito una cosa simile, Blue Castle Games è diventata Capcom Vancouver
Come spesso capita, la montagna ha partorito il topolino: se mai si dovesse trovare un punto criticabile riguardo il rapporto di questo reboot con la serie, è che sotto molti aspetti, Ninja Theory se l’è giocata fin troppo sul sicuro. Con alcune eccezioni di varia rilevanza che andremo a esaminare, tutti gli elementi caratterizzanti della serie sono al loro posto, a volte reinterpretati, a volte piegati alla volontà di renderli più accessibili, ma quasi sempre gestiti con buon senso insospettabile, viste le premesse.

FIGLIO DI CHI?
La storia, ad esempio, si limita a rimettere ordine nella mitologia della serie riducendo il tutto alle sue basi, e ricostruendo da lì una linea narrativa che, una volta arrivati al finale, potrebbe essere riallacciata ai primi capitoli della serie pressochè “a costo zero” in termini creativi. Dante è un teppistello che riesce a vedere creature che nessun altro vede, ma è più interessato a inseguire sottane che a fare il cacciatore di demoni. L’incontro con Kat e Vergil, membri di un movimento di resistenza chiamato L’Ordine, gli farà scoprire le sue origini e gli darà uno scopo: vendetta sul potente demone Mundus. Nulla di nuovo, come si diceva, ma il tutto è calato in un contesto di velata critica sociale sul potere dei media e della finanza che, per quanto sempliciotto, rispetto ai precedenti della serie e alla media del genere è oro puro. Intendiamoci, la storia non è esattamente il pilastro di questo tipo di giochi (Bayonetta, per dire, è un capolavoro nonostante storia e dialoghi chiaramente scritti da un team di gibboni alcolizzati), ma a maggior ragione è apprezzabile lo sforzo di Ninja Theory, che ancora una volta, dopo Enslaved, si appoggia ad Alex Garland (28 Giorni Dopo, Sunshine) per dare al suo gioco una storia coerente e persino decorosamente recitata, al netto di un doppiaggio italiano che azzecca le voci di Dante e Vergil per scivolare a vari livelli sulle altre, e di una traduzione spesso discutibile.

Il gioco lascia la massima libertà riguardo allo stile generale da adottare. Potrai mixare liberamente, richiamandole con il pad digitale, armi demoniache e angeliche, la fida spada Rebellion, e armi da fuoco. Queste ultime includono le classiche pistole Ebony & Ivory, un fucile a canna liscia, e uno “sparachiodi” con cariche telecomandate - DmC
Il gioco lascia la massima libertà riguardo allo stile generale da adottare. Potrai mixare liberamente, richiamandole con il pad digitale, armi demoniache e angeliche, la fida spada Rebellion, e armi da fuoco. Queste ultime includono le classiche pistole Ebony & Ivory, un fucile a canna liscia, e uno “sparachiodi” con cariche telecomandate
Se alcuni dei limiti erano nel materiale di partenza, però, qualche puerilità e qualche "vaffa" ce lo saremmo anche risparmiato, se non altro da demoni millenari. Le scelte che ancorano il gioco al quotidiano (Mundus era un demone cornuto fiammeggiante, ora è un magnate della finanza) sono destinate a non convincere tutti, e lasciano perplessi proprio nel momento in cui si considera che il gioco mostra il suo lato migliore proprio quando si tuffa nel fantastico, in particolar modo per quel che riguarda il design dei livelli.

DOWN IN LIMBO
Come anticipato in sede di preview, la varietà degli scenari e la loro efficace caratterizzazione grafica sono tra i punti di forza del gioco. Chi ha avuto modo di giocare Enslaved sarà già in una certa misura preparato all’inconsueta visione di un Unreal Engine 3 traboccante di colore, ma nel portare sugli schermi Limbo City e la sua spettrale versione ultraterrena, Alessandro “Talexi” Taini ha davvero dato il meglio di sé, tra i cromatismi lisergici della discoteca demoniaca e le prospettive distorte e vertiginose della scalata al covo della Succube. Il level design spicca anche, nell’ottica della serie, per una maggiore ariosità, che però non è funzionale ai combattimenti (sempre gestiti chiudendo sezioni di scenario fino all’eliminazione dei nemici), quanto alla ricerca di extra all’interno degli stessi. Questa scelta valorizza la (pur semplice) anima platform/avventurosa del gioco: oltre ai consueti potenziamenti, in ogni livello sono infatti nascoste delle anime perdute da liberare, e chiavi da associare a portali (non necessariamente nello stesso livello) che sbloccano 21 missioni segrete. La loro ricerca spinge a riprendere alcuni livelli dopo aver sbloccato alcune armi o abilità per raggiungere un potenziamento fuori portata, e aggiungono spessore al gioco. Nel senso della maggiore varietà dell’esperienza fanno la loro parte anche sezioni particolari o basate sul platforming, come un livello in cui sarà necessario proteggere la fuga di Virgil e Kat eliminando gli ostacoli che rischiano di fermarli.

Se le scelte legate alla caratterizzazione dei personaggi sono tutto sommato irrilevanti, una volta impugnato il pad, lo stesso non si può dire per il design dei nemici: in un gioco in cui è cruciale scegliere, nel caos della battaglia, l’arma giusta per il nemico giusto, il fatto che il design dei nemici tenda a farli somigliare un po’ tutti non è affatto una buona notizia. - DmC
Se le scelte legate alla caratterizzazione dei personaggi sono tutto sommato irrilevanti, una volta impugnato il pad, lo stesso non si può dire per il design dei nemici: in un gioco in cui è cruciale scegliere, nel caos della battaglia, l’arma giusta per il nemico giusto, il fatto che il design dei nemici tenda a farli somigliare un po’ tutti non è affatto una buona notizia.
Punti bonus per il fatto che l’obiettivo sia stato raggiunto senza uscire dallo schema dello stylish action, e che (rara avis) non ci sia un singolo QTE in tutto il gioco. A seconda dell’approccio (avventuroso, puramente bellico, ricerca del punteggio), la durata del gioco può quindi variare di molto: se la nostra prima partita, condotta alternando l’esplorazione e i combattimenti, contava alla fine poco meno di 13 ore, le successive, puramente belliche, hanno richiesto poco più della metà. Va detto però che la longevità di questo tipo di giochi è legata principalmente alla ricerca del bel gioco, del punteggio più alto, dello stylish gaming in senso stretto, cosa che ovviamente introduce il vero cuore di questa recensione, ovvero un esame più approfondito del sistema di combattimento.


Commenti

  1. FusRoDah

     
    #1
    Domani, devo resistere solo fino a domani :berto:
  2. York~

     
    #2
    Grandissima recensione, non mi aspettavo voti così alti per un reebot, davvero.
    Un gigantesco dito medio a coloro che davano il titolo già per enorme flop, senza neanche averlo minimamente provato. I fan di vecchia data si sono accaniti sul nuovo Dante, disprezzando il titolo.

    Premetto che io ancora non l'ho giocato, ma adesso lo far, e mi considero un fan storico della saga, ma il nuovo Dante non mi sembra malaccio. Ho visto dalla demo un po troppe volgarità gratuite, ma fa niente. Magari non sarà ai livelli del primo Dante, ma perchè catalogare già il titolo come spezzatura?


    Chiudo dicendo che il gameplay mi sembra spettacolare da quanto visto/provato, e che la mia copia ora è qui tra le mie braccia. Corro a giocarci :felix:
  3. Sav29

     
    #3
    quando calerà di prezzo lo prenderò sicuramente
  4. FusRoDah

     
    #4
    York~Grandissima recensione, non mi aspettavo voti così alti per un reebot, davvero.
    Un gigantesco dito medio a coloro che davano il titolo già per enorme flop, senza neanche averlo minimamente provato. I fan di vecchia data si sono accaniti sul nuovo Dante, disprezzando il titolo.

    Premetto che io ancora non l'ho giocato, ma adesso lo far, e mi considero un fan storico della saga, ma il nuovo Dante non mi sembra malaccio. Ho visto dalla demo un po troppe volgarità gratuite, ma fa niente. Magari non sarà ai livelli del primo Dante, ma perchè catalogare già il titolo come spezzatura?


    Chiudo dicendo che il gameplay mi sembra spettacolare da quanto visto/provato, e che la mia copia ora è qui tra le mie braccia. Corro a giocarci :felix:




    1- Eh si, pienamente d'accordo!



    2- WTF? Come fai ad avercelo un giorno prima dell'uscita? Maledetto :lol:
  5. York~

     
    #5
    FusRoDah1- Eh si, pienamente d'accordo!



    2- WTF? Come fai ad avercelo un giorno prima dell'uscita? Maledetto :lol:
    La prima volta in vita mia che il gioco ordinato via internet arriva il giorno prima dell'uscita stessa. E non l'ho ordinato neanche così tanto tempo fa, anzi...Un po di culo porta fortuna, no? Almeno ora sono più invogliato di prima a giocarlo :herpderp:
  6. FusRoDah

     
    #6
    York~La prima volta in vita mia che il gioco ordinato via internet arriva il giorno prima dell'uscita stessa. E non l'ho ordinato neanche così tanto tempo fa, anzi...Un po di culo porta fortuna, no? Almeno ora sono più invogliato di prima a giocarlo :herpderp:


    Ma non vale :'( e poi.....



    che culo :-|
  7. York~

     
    #7
    FusRoDahMa non vale :'( e poi.....



    che culo :-|
    Vabbè dai, questione di un giorno, che sarà mai :lol:
  8. Colo 97-2

     
    #8
    Questo reboot mi attira anche se non ho mai provato un solo capitolo precedente della serie, che sia la volta buona quando calera' di prezzo...???:lol:
  9. utente_deiscritto_116

     
    #9
    Ma LOL, sono primo al mondo in un fracco di livelli. Io rullo*


    *finché non esce il gioco, ovvio :P
  10. Origami

     
    #10
    l'opinione generale, per quanto ho visto in rete, è che il nuovo personaggio fa cacà ma il sistema di combattimento è eccellente (a parte le pistole, molti si lamentano che sono troppo deboli). Cmq io parlo solo da esterno, avevo provato il primo dmc su ps2 e nn mi era piaciuto granchè, e ho sullo scaffale dmc4 per pc che attende da un paio d'anni l'installazione
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