Genere
Piattaforme
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
7+
Prezzo
€ 29,99
Data di uscita
5/6/2009

Donkey Kong: Jungle Beat

Donkey Kong: Jungle Beat Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Genere
Piattaforme
PEGI
7+
Distributore Italiano
Nintendo Italia
Data di uscita
5/6/2009
Data di uscita giapponese
11/12/2008
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
1
Prezzo
€ 29,99
Formato Audio
Stereo

Lati Positivi

  • Gameplay fresco e originale
  • Divertente e appagante
  • Grande varietà di livelli
  • Si presta perfettamente a sezioni "mordi e fuggi"
  • Ottimo aspetto tecnico
  • Offerto al pubblico ad un prezzo ridotto

Lati Negativi

  • Longevità tutt'altro che esaltante

Hardware

Per giocare a Donkey Kong: Jungle Beat abbiamo bisogno di una copia originale del gioco, di un Wii e ovviamente della coppia telecomando – Nunchuk.

Multiplayer

Le avventure di Donkey sono per un solo giocatore.

Link

Recensione

Dalla giungla con furore

Fate largo al gorilla, o passerete un brutto quarto d'ora!

di Pocoto, pubblicato il

Originariamente pubblicato quattro anni fa, Donkey Kong: Jungle Beat rappresenta senza ombra di dubbio uno dei platform più divertenti e originali della scorsa generazione di console, un concentrato di idee purtroppo sconosciuto al grande pubblico, in parte a causa della scarsa reperibilità del gioco stesso e in secondo luogo per colpa delle vendite tutt'altro che esaltanti del GameCube. Non ci deve quindi stupire la scelta della casa di Kyoto di ripubblicare questo ottimo titolo nella linea New Play Control!, collana nata per dare una seconda opportunità a tutti quei prodotti che per diversi motivi sono stati ingiustamente snobbati.

BANANARAMA

Donkey Kong è l'assoluto e indiscusso protagonista di una storia certamente non trascendentale, ma divertente nella sua semplicità: il re della giungla si è svegliato di pessimo umore e per giunta deve suo malgrado constatare che il suo tesoro, un pantagruelico mucchio di banane, è misteriosamente scomparso. Senza perdersi d'animo, il gorillone parte alla ricerca del maltolto, pronto a menar le mani con chiunque abbia il coraggio di ostacolarlo e saranno molti gli imprevisti che il primate dovrà superare. La giungla infatti pullula di una fauna tanto particolare quanto pericolosa, composta da giganteschi scimpanzé emuli di Bruce Lee, volatili fin troppo cresciuti e vogliosi di assaporare una cena a base di scimmia, elefanti armati di ananas esplosivi e via discorrendo, non entriamo maggiormente nel merito della questione per evitare di anticiparvi le altre bislacche creature.

IL SENSO DI DONKEY PER IL RITMO

La precedente incarnazione di Donkey Kong: Jungle Beat faceva uso esclusivamente dei bongos e il design del gioco stesso era plasmato intorno a questa periferica, grazie alla quale Nintendo realizzò un perfetto ibrido fra il più classico dei platform e un rythm-game, un felice cocktail sapientemente dosato, in grado di divertire tutti, dall'utente smaliziato al novizio.
In questa versione riveduta e corretta il sistema di controllo è stato completamente modificato, è diventato molto più "tradizionale", ma per fortuna il gioco ha mantenuto intatte tutte le sue caratteristiche che tanto ci avevano colpito in positivo. Per muovere il gorilla ora basta inclinare lo stick analogico nella direzione desiderata invece che picchiettare su una delle due membrane dei bongos, per saltare basta la pressione del tasto A invece che un colpo secco su entrambi i tamburi e per utilizzare l'onda sonica - un dirompente attacco scaturito dal potente battito di mani di Donkey Kong - basta un semplice scossone del Wiimote al posto del precedente applauso. Il gioco ha sicuramente perso in dinamismo, ma non certo in spessore: è divertente e appagante come in passato.

FRUTTA MATTA

Consci del fatto che il sistema di controllo rivisitato è sicuramente più preciso, i programmatori di casa Nintendo hanno deciso di fare qualche piccola ma significativa modifica al livello di difficoltà, che è stato leggermente alzato rispetto al passato, tanto più che ora Donkey può subire al massimo tre colpi prima di sventolare bandiera bianca, mentre in precedenza colpito dai nemici si limitava a perdere parte del prezioso malloppo di banane.
Nonostante sia passato ormai quasi un lustro, Donkey Kong: Jungle Beat non ha accusato per niente il passare degli anni, il tempo è stato decisamente galantuomo nei confronti del gorilla di Nintendo. Uno dei maggiori punti di forza dell'intera produzione è sicuramente l'incredibile varietà di situazioni ludiche, ogni livello è un vero e proprio tornado di trovate, una più esilarante dell'altra. Si passa dallo zompare di liana in liana a intricati dedali sottomarini, si svolazza all'interno di enormi bolle di sapone stando ben attenti a non franare al suolo, si cavalcano mufloni lanciati a velocità folle su pendici montane e soprattutto si prendono a cazzotti i giganteschi boss di fine livello, mastodonti che vi aspettano minacciosi al termine di ogni sezione.

MACEDONIA GLOBALE TOTALE

L'unica nota dolente di Donkey Kong: Jungle Beat è da ricercare nella ridotta longevità, difetto che è stato ereditato tale e quale dalla precedente versione. I livelli, per quanto numerosi, sono piuttosto corti e se siete dei giocatori esperti vi basteranno una manciata di ore per esaurire tutto il contenuto che il gioco ha da offrire, tuttavia, grazie alla sua struttura "mordi e fuggi", il titolo si presta benissimo a brevi sessioni ludiche e avrete più di un motivo per ritornare sui vostri passi, per ripetere una particolare sezione o anche solo per migliorare il vostro punteggio. A rendere il boccone meno amaro ci pensa Nintendo, che offre Donkey Kong: Jungle Beat a un prezzo ridotto.
Sotto il profilo tecnico non abbiamo difetti da segnalare, la grafica è ancora ottima, in particolar modo spicca lo stile, cartoonesco, fresco e agile come il suo protagonista. I livelli sono caratterizzati con cura, il colpo d'occhio è a tratti notevole e possiamo tranquillamente affermare che Donkey Kong: Jungle Beat è un gioco tanto bello da vedere quanto divertente da giocare. Anche il comparto audio, che può contare su temi musicali "tribali" ed effetti sonori di qualità, è degno di lode.
Nonostante la perdita della periferica che donava al gioco la sua peculiarità, Donkey Kong: Jungle Beat si rivela ancora oggi un titolo eccezionale, uno dei platform più originali degli ultimi anni, fresco, impegnativo e divertente. La longevità piuttosto ridotta penalizza minimamente un titolo che merita di essere riscoperto da chi, per un motivo o per un altro, si fosse lasciato sfuggire la versione precedente.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Cambiando il sistema di controllo il risultato non cambia: il passaggio dai bongos alla coppia Wiimote – Nunchuk non è stato traumatico e Donkey Kong: Jungle Beat, pur perdendo in un certo dinamismo nella fruizione, mantiene intatte tutte le sue caratteristiche peculiari. Siamo di fronte a un platform originale, dotato di una varietà di situazioni ludiche invidiabile, facile da giocare ed appagante. Il comparto tecnico è ancora di assoluta qualità, le modifiche compiute da Nintendo nella struttura si sposano perfettamente con il nuovo sistema di controllo e in linea generale Donkey Kong: Jungle Beat convince appieno, salvo una longevità tutt'altro che trascendentale, ma essendo il gioco offerto al pubblico a un prezzo ridotto si può anche chiudere un occhio sotto questo punto di vista. Se ve lo siete lasciato sfuggire in passato, ora è il tempo di rimediare, non avete più scuse.

Commenti

  1. Godot

     
    #1
    IL gioco per GameCube imho. I nuovi controlli continuano a non convincermi ma se pocoto, che a differenza di me l'ha giocato, dice che funzionano bene pur perdendo qualcosina, mi fido.
    Chi non l'ha ancora giocato lo compri immediatamente (non è un consiglio, è un ordine).
  2. Knives Millions

     
    #2
    zarà faddo badrone!
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!