Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
20/8/2004

DOOM 3

DOOM 3 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Activision
Sviluppatore
id Software
Genere
Sparatutto
PEGI
18+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
20/8/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
59,90 Euro

Hardware

DOOM 3 è stato provato su di un Pentium 4 a 2,66 GHz, con 512 MB di RAM, scheda video 3D dotata di chip grafico Radeon 9600 XT con 256 MB di memoria video, driver ATI Catalyst aggiornati all'ultima versione ufficiale (non beta) disponibile, DirectX 9.0c. L'installazione (piuttosto lunga - il gioco è su 3 CD) richiede 2,2 GB di spazio libero su disco fisso e 400 MB per il file di Swap di Windows, ma l'occupazione su disco, una volta installato il gioco, ammonta a meno di 1,8 GB. Il gioco è stato provato alla risoluzione di 1280*1024 pixel con dettaglio "Alto" e alla risoluzione di 1024*768 con dettaglio "Alto", sempre con AntiAliasing disattivato: in entrambi i casi DOOM 3 è risultato giocabile, sebbene con un frame rate non ottimale alla risoluzione più elevata e percettibilmente migliore alla risoluzione di 1024x768 pixel.

Multiplayer

DOOM 3 prevede scontri fra quattro giocatori nelle modalità DeathMatch, Team DeathMatch, Last Man Standing, Tournament e mediante connessione in rete locale (LAN) o via Internet. Il manuale di gioco sottolinea come l'esperienza multiplayer funzioni adeguatamente solo su connessioni a Banda Larga (realisticamente ISDN doppio canale, ADSL o superiori).

Link

Speciale

DOOM 3: Finalmente fra noi!

E' arrivato. Sembra quasi irreale dirlo, dopo averlo atteso cosi tanto tempo. L'abbiamo aspettato per anni: dapprima dinanzi a poche immagini, poi i brividi dei primi "rolling demo", poi le sessioni "in-game", infine l'assaggio diretto, a bocca aperta, (su Xbox) allo scorso E3 2004. L'abbiamo atteso con pazienza e passione, a volte rabbia, ma ora è tutto dietro alle spalle. Adesso è tempo di raccontare il nostro primo vero incontro con DOOM 3!

di Matteo Camisasca, pubblicato il

Fin dai primi mostri abbattuti (gli scienziati e le guardie armate "mutati" dal male) DOOM 3 si è mostrato fedele alla sua natura: per chi ha provato DOOM o DOOM II, basterebbe l'espressione "è DOOM" per descrivere quell'atmosfera e quello stile di gioco unici, profondamente basati su un set di armi che ha fatto leggenda (pistola, shotgun, mitragliatrice... sono solo l'antipasto), su giochi di luci e ombre (soprattutto ombre nere come la pece, da squarciare con la torcia in dotazione...), su assalti improvvisi dei nemici che fanno sobbalzare anche il giocatore dai nervi più saldi, e su mostri sempre più grandi e infidi, frutto di un design notevolissimo.
Soffermiamoci un istante sulla torcia, probabilmente l'elemento più importante e determinante di tutta la dotazione del nostro marine spaziale. Al di là dell'efficacia estetica con cui è stata realizzata e dell'enfasi che pone su tutte le superfici pregevolmente simulate mediante texture e bump mapping, la torcia è indispensabile - banalmente - per vedere dove andiamo (dato il buio totale di certi passaggi), è importante per scovare armi, munizioni e kit medici negli anfratti più oscuri e, non ultimo, per capire - in diverse situazioni - con che nemici abbiamo a che fare. Che c'è di strano? Di strano c'è che la torcia non è montata sull'elmetto o su qualche parte dell'armatura del nostro marine, ma viene impugnata al posto dell'arma correntemente selezionata.
Questo piccolo particolare incide sul gameplay in modo profondissimo, in quanto sono moltissime le situazioni in cui bisogna scegliere se "vedere" o "sparare" e altrettante le situazioni in cui non si è abbastanza veloci nel passare dalla torcia a un'arma (carica, preferibilmente...).

Tutto ciò influisce anche sul ritmo di gioco: l'esplorazione dei livelli alla ricerca di armature e medikit diviene un elemento a sé rispetto agli scontri (salvo nelle rare situazioni in cui gli scontri avvengano in ambienti sufficientemente illuminati), un passaggio fondamentale da vivere nei momenti di calma, fra un assalto e l'altro, sempre e comunque sperando di aver fatto - veramente - fuori ogni nemico nei paraggi. In generale l'incedere del gioco è decisamente più lento rispetto a un Quake III Arena qualsiasi (ma anche Call of Duty o Far Cry), ma questa "lentezza" va letta positivamente in quanto contribuisce a enfatizzare le sensazioni "forti" (paura, spavento, sorpresa...) offerte d'improvviso (e generosamente) dal gioco.
Siamo insomma davanti a un DOOM 3 che è meno "DOOM" (inteso come semplicemente & furiosamente "arcade") dei suoi predecessori, ma che conserva intatta e anzi potenzia al massimo, la sensazione più importante che intende far emergere con tutto il suo essere: l'estrema tensione, anzi la paura.
DOOM 3 ci ha fatto paura (e con paura intendiamo sobbalzare sulla sedia dinanzi al monitor, emettendo "urli" molesti per chi era nella nostra stessa stanza) sia durante il primissimo "hands on" di ieri notte (fatto a luci spente, nel buio più completo, con gli occhi fissi sul monitor) sia stamattina, in piena luce del giorno, ed è avvenuto all'incirca con la medesima frequenza. Considerate inoltre - fattore molto importante - che chi scrive, poco o tanto che sia, ha nella retina questo videogioco da diversi anni, fra filmati, fiere, presentazioni a porte chiuse ecc... Se dunque l'effetto è stato questo su chi non poteva essere sorpreso da certe scene, da certi mostri, da certe situazioni (tutti più o meno già noti), non osiamo immaginare quale potrà essere su chi si avvicini sostanzialmente per la prima volta a DOOM 3.

Ci avviamo a concludere la prima parte di questo speciale, non perché manchino gli spunti anzi, anche a livello di "prime impressioni", ma soprattutto perché ci sarà l'occasione a breve, prima e oltre la già annunciata recensione completa, di approfondire "l'esperienza" DOOM 3 in molti altri articoli, ciascuno dedicato a un singolo aspetto rilevante, dal multiplayer ai primi "mod" dedicati, dalla configurazione hardware per giocarci al meglio alle prestazioni "tecnico-grafico-velocistiche" in diverse configurazioni. Chiudiamo qui, rammentandovi che questo articolo in realtà non è concluso: c'è ancora un'intera pagina in cui, fotograficamente, didascalia dopo didascalia, proseguiamo il racconto del nostro primo incontro con DOOM 3 per PC. A tal proposito due annotazioni: le immagini sono state acquisite con il tasto di cattura schermo presente nel gioco; stranamente DOOM 3 pare catturare il fotogramma corrente alla risoluzione di 640*480 pixel indipendentemente dalla risoluzione scelta per giocare. Inoltre le immagini non sono state modificate nella gamma dei colori e della luminosità, motivo per cui appaiono decisamente scure: vi consigliamo di cliccare sulle miniature di vostro interesse per godere della corrispondete immagine al massimo della risoluzione. Infine, una summa delle nostre "prime impressioni" su DOOM 3 la trovate, come era lecito attendersi, nel Commento conclusivo, in alto a destra.