Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
59,00 Euro
Data di uscita
4/12/2002

Doshin the Giant

Doshin the Giant Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Nintendo
Genere
Strategico in tempo reale
Distributore Italiano
Take2 / Halifax
Data di uscita
4/12/2002
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
59,00 Euro

Lati Positivi

  • Semplice ed immediato
  • Buon adattamento in italiano

Lati Negativi

  • Gameplay monotono e ripetitivo
  • Grafica di basso livello

Hardware

Per giocare con Doshin The Giant avete bisogno di una confezione originale del gioco, di un GameCube PAL, di un joypad e di una Memory Card con almeno quaranta blocchi disponibili. Le fotografie scattate occupano ciascuna ulteriori quattro blocchi.

Multiplayer

Nessuna opzione multiplayer è inclusa nel gioco.

Link

Recensione

Doshin The Giant

Chissà se oggi il gigante buono emergerà nuovamente dal mare? Il suo scopo è quello di rendere agevole la vita a noi abitanti dell'isola di Barudo. Ci spiana il terreno, ci porta gli alberi e ci protegge dalle intemperie. Certo, a volte si arrabbia e diventa pericoloso, ma in fondo è un gran bravo gigante. Ecco, sta per arrivare l'alba: porterà con sé Doshin?

di Stefano Castelli, pubblicato il

Il genere dei cosiddetti "God Game" (o "God Simulator") è relativamente poco popolato e vanta tra le sue file videogame come Populous, Black & White e pochi altri videogiochi. Sono titoli che vedono il giocatore interagire con interi popoli tramite interventi paranormali e divinità scese in terra. Doshin The Giant rappresenta l'interpretazione "made in Nintendo" di questo particolare filone videoludico e giunge su Nintendo Gamecube dopo una sfortunata nascita per 64DD, il fallimentare lettore di dischi ottici prodotto per Nintendo 64 e mai giunto in occidente.

BENVENUTI A BARUDO!

Barudo è una piccola isola esotica. Gli abitanti di questo luogo paradisiaco si tramandano una importante leggenda: all'alba di un dato giorno un grande uomo giallo arriverà dal mare e porterà amore e aiuto agli isolani, aiutandoli a vivere e prosperare. Infatti, all'alba del primo giorno di gioco, il bonario Doshin, gigante di oltre venti metri completamente giallo e dalla smisurata forza, emerge dalle acque e si mette ai comandi del giocatore. Doshin può girovagare liberamente sull'isola, interagendo con gli abitanti e col mondo circostante e modificando a piacimento la conformazione del suolo per aiutare gli isolani a costruire le proprie abitazioni.
Controllare Doshin è molto semplice: è possibile farlo muovere, saltare (badando però, perché a ogni atterraggio la terra cederà sotto il suo peso) ed utilizzare alcuni poteri che gli consentono di abbassare o alzare il livello del terreno. Inoltre il gigante buono può afferrare alcuni elementi del fondale e trasportarli in altri luoghi: tramite tutte queste azioni il giocatore deve assecondare le necessità degli isolani (illustrate tramite semplici fumetti), spianando loro il terrenno e trasportando nel loro villaggio alberi ed eventualmente cibo (pesci e animali). Doshin deve inoltre usare le proprie forze per salvare gli abitanti da eventi disastrosi come tornadi e terremoti.
Esistono alcune regole importanti da tenere a mente: per esempio, il terreno dove non vi sono alberi diventa arido e inospitale, inadatto alla vita degli uomini, mentre avvicinando più alberi si potrebbe far germogliare un fiore, da offrire agli isolani. Inoltre, gli abitanti di Barudo sono divisi in differenti tribù, ciascuna dotata del suo livello di conoscenza: facendoli incontrare sarà possibile velocizzare la loro crescita culturale.
La vita di un gigante dura però solo un giorno (quantizzato in circa trenta minuti di gioco): al tramonto Doshin diverrà via via più debole, fino a fermarsi completamente e a scomparire. Un nuovo gigante comparirà il giorno successivo per continuare con nuovi isolani l'opera interrotta dal suo predecessore, il tutto per cinquanta giorni successivi, dopo i quali il gioco sostanzialmente termina: in teoria è possibile proseguire a oltranza, all'infinito, ma lo stimolo di scoprire solo qualche piccola chicca in più e di sbloccare una zona segreta non ci sembra sufficiente per definire davvero infinito questo gioco.

AMORE E ODIO

Ciascun isolano contento delle azioni di Doshin genera un cuore che va ad allinearsi attorno allo schermo, come a formare una corona di venticinque elementi: completato un cerchio Doshin cresce in altezza, aumentando anche la propria forza fisica. Crescere è importante in quanto alcuni elementi del fondale (come per esempio le abitazioni degli isolani) possono venire spostati solamente quando la nostra creatura è sufficientemente possente. Doshin non è però solamente una creatura benevola: il gigante giallo può infatti trasformarsi nel pericoloso Jashin, gigante rosso dall'aspetto demoniaco, le cui azioni provocano odio nei cuori degli abitanti. Assorbendo odio (sotto forma di teschi), Jashin può crescere esattamente come Doshin. A differenza della sua nemesi buona, Jashin non può sollevare oggetti, ma ha a disposizione alcune mosse aggiuntive.
Per esempio, è in grado di volare per brevi distanze grazie alle sue ali, ed è persino capace di lanciare potenti sfere energetiche che distruggono edifici e modificano il terreno su cui si schiantano. Il passaggio da Doshin a Jashin e vice-versa è a discrezione del giocatore, che può così avere un minimo di possibilità di interpretazione del gioco, facendosi amare o odiare dagli abitanti di Barudo.
A seconda delle azioni effettuate dal gigante gli abitanti potrebbero decidere di costruire un monumento in suo onore: la costruzione di questa opera rappresenta praticamente la buona riuscita di una giornata "di lavoro". Esistono differenti tipi di monumenti, ciascuno acquisibile tramite un diverso comportamento: solo sperimentando vari metodi di gioco sarà possibile ottenerli tutti. In caso il giocatore voglia, è possibile immortalare alcuni paesaggi o momenti di gioco in una fotografia, da salvare poi su Memory Card e inserire in un apposito album: ciascuna immagine richiede ben quattro blocchi liberi su Memory Card.

UN GIGANTE PICCOLO PICCOLO

Giocando a Doshin The Giant si viene colpiti da una sgradevole sensazione di incompiutezza. Parlando della grafica, essa sembra una trasposizione diretta della versione originale per 64DD, solo in parte adeguata alle ben superiori potenzialità di GameCube. Ci si ritrova così a guidare il gigante in ambienti spogli, ricoperti di texture di bassa qualità e popolati da abitanti molto stilizzati. Qualche albero, un po' di acqua e una manciata di abitazioni sono gli elementi che si trovano su Barudo. Sono stati persino mantenuti alcuni elementi bidimensionali, come stormi di uccelli che mostrano solo un paio di fotogrammi di animazioni, risultando veramente brutti da rimirare. Anche il sonoro contribuisce a fornire questo senso di "pochezza", esibendo effetti sonori di bassa qualità e musichette adeguate, ma molto ripetitive. Fortunatamente il gioco comprende un buon doppiaggio in italiano, competente e basato su una valida traduzione. Se è possibile soprassedere sulla realizzazione tecnica (tutto sommato mediocre), lo stesso non di può fare sulla limitatezza e la ripetitività del gameplay. Giorno dopo giorno si eseguono sempre le stesse due-tre azioni: si livella il terreno, si trasportano alberi e di tanto in tanto si va a cercare o far germogliare un fiore. Non bastano gli occasionali eventi atmosferici o tellurici a ravvivare una situazione piatta e monotona: Doshin The Giant sembra addirittura la demo di un gioco di la da venire, una versione embrionale di un videogame più grande. I margini di miglioramento sono enormi, e un eventuale sequel potrebbe, mantenendo le stesse linee guida, ma offrendo più varietà, diventare un vero capolavoro. Così com'è risulta davvero difficile consigliare l'acquisto del gioco a videogiocatori smaliziati e in cerca di un prodotto completo e valido. I giocatori occasionali o di giovane età alla ricerca di un'esperienza semplice e immediata possono trovare in Doshin The Giant un'idea intrigante e un'espereinza di gioco diversa, ma che comunque meritava oggettivamente di essere realizzata meglio.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Un concentrato di semplicità, poesia e immediatezza. Doshin The Giant sembra un'effige della decantata "Nintendo Difference", un gioco fuori dalle righe e pregno di simbolismi e serenità. Ciò non basta però a renderlo un videogame realmente valido e meritevole di acquisto per i giocatori abituali più esigenti: il gioco è sin troppo elementare, ripetitivo e semplicistico, per tacere della realizzazione tecnica di basso profilo. Rende quasi l'idea di una demo di un videogame di più ampio respiro, e ben presto ci si rende conto di aver visto anzitempo tutto ciò che questo videogioco ha da offrire: troppo poco per giustificarne l'acquisto se si è alla ricerca di un titolo impegnativo e longevo. I giocatori più giovani o alla ricerca di un'esperienza occasionale e immediata potrebbero trovare invece in Doshin the Giant qualcosa di realmente e poeticamente diverso.