Genere
Gioco di Ruolo
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
ND
Data di uscita
13/4/2006

Dragon Quest L'Odissea del Re Maledetto

Dragon Quest L'Odissea del Re Maledetto Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Square Enix
Genere
Gioco di Ruolo
PEGI
12+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
13/4/2006
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Ottimo comparto grafico
  • Senso di libertà assoluto

Lati Negativi

  • Alcuni rallentamenti
  • Mancanza del doppiaggio

Hardware

Per giocare serve una copia originale del gioco, una Playstation 2 NTSC/JAP, un pad Dual Shock e una memory card con almeno 178 KB di spazio disponibile.

Multiplayer

Il gioco non è predisposto per una modalità multiplayer.

Link

Recensione

Dragon Quest VIII

Milioni di copie vendute nei giorni di lancio, code chilometriche di fronte ai negozi, numerosi titoli ormai usciti sotto questo "marchio"… Insomma, quando si parla di grandi numeri non si può fare a meno di citare Dragon Quest. A distanza di quattro anni e tre mesi dal suo predecessore è finalmente disponibile l'ottavo capitolo della conclamata serie di giochi di ruolo che ha conquistato ormai numerosissimi seguaci.

di Gianluigi Riccio, pubblicato il

Andando avanti nella scoperta della mappa troviamo fortunatamente dei punti ristoro e salvataggio indipendenti dai borghi o dai castelli così come ci capiterà di scoprire i classici dungeon, spesso vasti e imponenti nella loro maestosità, o misteriose e affascinanti locazioni come torri o cattedrali.
Per quanto riguarda gli spostamenti abbiamo la possibilità di scegliere tra diversi "mezzi" quali un incrocio tra un leopardo e una tigre della Malesia, una nave e un volatile leggendario che rendono i trasferimenti più comodi e agili con il vantaggio di poter evitare parzialmente diversi scontri casuali.

TRADIZIONE E NOVITA'

Analizzando nel dettaglio la saga di Dragon Quest saltano subito all'occhio le novità apportate a questo ottavo capitolo, che non sono poche ma che allo stesso tempo non hanno la pretesa di rivoluzionare il genere. Quella di maggiore valenza è sicuramente il passaggio totale alle tre dimensioni che ha favorito nuovi e interessanti spunti di gioco, come quello già descritto della visuale in prima persona a cui possiamo appellarci in ogni momento, sia per un fine puramente esplorativo, sia per risolvere enigmi di varia natura.
Per quanto riguarda il sistema di combattimento ci troviamo di fronte ad un sistema classico all'eccesso, a partire dai menu di gioco che non sono stati svecchiati per nulla rispetto ai capitoli precedenti se non per le opzioni in più disponibili; infatti ritroviamo puntualmente il controllo a turni e la disposizione canonica in linea del party e dei nemici.
In battaglia il protagonista è l'unico che possiamo controllare esclusivamente in modalità manuale, mentre per i compagni è possibile sia mantenere questo tipo di impostazione sia scegliere tra alcune tattiche predefinite che rendono automatiche e più snelle le azioni dei loro turni.
Gli attacchi si dividono, come da consuetudine, in quattro tipologie: normali, attraverso abilità speciali, con incantesimi (che servono anche a curare gli alleati e non solo) e tramite oggetti. Gli attacchi che si appoggiano alle abilità speciali sono strettamente legate a due diverse variabili: l'arma equipaggiata e il grado di potenziamento nell'inedito sistema di "skillmaster": nuova componente di gioco che permette lo sviluppo delle differenti caratteristiche dei membri del gruppo in base ai punti "skill" che riceveremo all'accrescimento del livello di esperienza. Questo tipo di offensiva, così come gl'incantesimi, si manifesta in numerose mosse spettacolari condite da molteplici effetti luce e di altra natura, ma senza mai frustrare il giocatore con tempi troppo lunghi di esecuzione.
Altra novità importante nello svolgimento degli scontri è quella del "tension system", grazie al quale i nostri eroi saranno in grado di immagazzinare energia, in stile "super sayan", per recare danni sempre maggiori agli avversari: più volte riusciremo ad accumulare tensione più l'attacco risulterà devastante, ma è necessario fare attenzione ad alcuni assalti nemici, capaci di annullarne l'effetto. Un ulteriore arricchimento del gameplay è proposto dall'opzione "scout" che ci permette di trovare in alcuni mostri, gli unici visibili durante la fase di esplorazione, dei validi alleati in battaglia, ma questo solo dopo averli sfidati e sconfitti; e tra questi mostri, come i fedeli alla saga non mancheranno di notare, rincontreremo delle vecchie conoscenze della serie.
Ultima importante novità non trascurabile è la "pentola dell'alchimia" con cui potremo sbizzarrirci in particolari combinazioni di armi, corazze e oggetti di varia natura per crearne di altri sempre più potenti e performanti, e questo grazie anche a delle vere e proprie ricette che dovremo trovare in giro.

VIDEOGIOCO O ANIMAZIONE?

Dal punto di vista tecnico Dragon Quest VIII si presenta come un titolo di ottima fattura, realizzato, per quanto riguarda i personaggi e le parti mobili, con la ormai nota tecnica del cel-shading resa in maniera esemplare e che riesce a manifestarci pienamente il tratto inconfondibile di Toriyama, vera croce e delizia di questa saga. D'altro canto tutte le strutture "fisse" degli ambienti sono realizzate in un canonico 3D, ma la palette dei colori utilizzata per le texture è così vivida e brillante che riesce a fondersi bene con il resto degli elementi suddetti. Infatti il feeling che ci offre il comparto grafico è proprio quello di poter muovere e comandare i protagonisti di un'animazione giapponese, grazie anche a una caratterizzazione dei personaggi molto buona, nonostante la mancanza totale del doppiaggio renda il tutto un po' meno coinvolgente e privo di un certo pathos.
Il dettaglio dei personaggi e delle ambientazioni è elevatissimo e si propone quindi di ricreare ancora più a fondo la percezione di un mondo assolutamente vivo e tangibile, dove poterci perdere in lunghe sessioni di esplorazione, anche solo per ammirare un magnifico tramonto. Infatti lo scorrere del tempo avviene in tempo reale portando con sé le conseguenze del caso; ad esempio di notte le botteghe sono chiuse e i mostri escono allo scoperto ancora più numerosi e forti.
Le musiche del compositore Koichi Sugiyama sono, come al solito, di alta caratura e si sposano alla perfezione con lo stile del gioco in tutti i suoi comparti: sia quello prettamente visivo sia quello narrativo; il genere artistico adottato, di stampo sinfonico, recupera le sonorità dei grandi del periodo barocco quali J.S.Bach e Antonio Vivaldi e unisce così all'opera un valore aggiunto di grande carisma e impatto.
In conclusione, possiamo tranquillamente affermare che Dragon Quest VIII è un titolo validissimo capace di farci vivere un'esperienza imperdibile e diverse ore di spensierato divertimento, con una longevità nella media dei GdR nipponici. Insomma, un'altra occasione, per gli appassionati e non, di godersi in prima persona vicende straordinarie, cariche di avventure e di pericoli, dove non mancano però i sentimenti e anche un bella dose di ironia.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Il gioco vale la candela? Sì, assolutamente sì. Dragon Quest VIII, come altri titoli della serie, merita senza alcun dubbio di essere giocato almeno una volta nella vita, perlomeno da tutti coloro che non disdegnano completamente il genere. Ci troviamo di fronte a un titolo che, nonostante alcune pecche (vedi la mancanza del doppiaggio), si apprezza per la sua spontaneità e la sua compattezza nel proporre schemi "rpgiani" forse un po' troppo classici, ma che riescono a donare sempre nuovi spunti di miglioramento attraverso piccoli rinnovamenti che però, probabilmente per scelta, non prendono mai la strada dell'innovazione pura. I membri del partito "rivoluzione a tutti i costi" potranno storcere anche un po' il naso, ma di fatto rimane la sostanza di un gioco denso e completo, capace di emozionare e far divertire un ampia fascia di utenti.