Genere
Action RPG
Lingua
Sottotitoli in inglese
PEGI
12+
Prezzo
44,90 Euro
Data di uscita
2/3/2006

Drakengard 2

Drakengard 2 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Action RPG
PEGI
12+
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
2/3/2006
Lingua
Sottotitoli in inglese
Giocatori
1
Prezzo
44,90 Euro

Lati Positivi

  • Due stili di gioco in uno
  • Longevità apprezzabile

Lati Negativi

  • Azione ripetitiva
  • Tecnicamente migliorabile

Hardware

Per giocare avrete bisogno di una console PlayStation 2 PAL con almeno 52 KB liberi su Memory Card, oltre ovviamente a una confezione originale del gioco.

Multiplayer

Il gioco non include nessuna opzione multigiocatore.

Link

Recensione

Drakengard

Un portentoso spadaccino ed un drago fiammeggiante stringono un patto per salvare se stessi e ottenere la potenza necessaria per vincere una guerra. E' questo l'incipit da cui partono le vicende del nuovo action-game di Square-Enix. Lontano dai canoni classici di Final Fantasy, Drakengard catapulta il giocatore nel mezzo di un'incessante battaglia che si svolge tra terra e cielo.

di Stefano Castelli, pubblicato il

Oltre ad aumentare la propria potenza, Caim incrementa il livello di abilità con le singole armi impugnate: ciascuna di essa può essere potenziata fino al quarto livello, ottenendo così potenza offensiva e incantesimi più efficaci. E' importante dunque variare l'uso delle armi per potenziare quelle di nostro interesse.

PANZER DRAKENGARD?

Premendo il tasto Select durante un combattimento mentre si è in un luogo abbastanza ampio è possibile richiamare il dragone: Caim ci salta automaticamente in groppa si inizia così a vagare in volo per l'area di gioco "bombardando" i nemici con potenti sfere infuocate. Mano a mano che si colpiscono i nemici si accumula energia da scatenare poi in un devestante soffio infuocato che colpisce tutta l'area sottostante il drago, generalmente facendo piazza pulita di tutti gli sventurati malcapitati. In caso il dragone venga colpito più volte (magari da balestrieri o maghi) lo si vedrà fuggire, lasciando nuovamente Caim sul terreno a continuare il massacro da solo.
Oltre a interagire in questo modo con le fasi di combattimento terrestre, il dragone è anche assoluto protagonista di altri livelli del gioco che paiono maggiormente ispirati alla saga di Panzer Dragoon (Sega): ci si ritroverà infatti a cavallo della bestia alata, impegnati a spazzare via dai cieli numerosi tipi di nemico. Durante queste fasi avremo pieno controllo del drago (a differenza, per esempio, di Panzer Dragoon ORTA) e potremo colpire i nemici con due differenti attacchi: sfere di fuoco "frontali", che avanzano in linea retta, e proiettili fiammeggianti che inseguono i nemici fino a colpirli. Per usare questo secondo tipo di colpo è necessario prima "agganciare" i bersagli, "toccandoli" con uno speciale mirino: a seconda del livello del proprio drago (che si evolverà nel corso del gioco) potremo colpire più bersagli contemporaneamente.

Il drago ha anche a sua disposizione una sorta di "smart bomb", un attacco che va "caricato" colpendo un certo numero di avversari e che infligge danni a tutti i nemici che circondano la nostra bestia alata. Oltre alla capacità strettamente offensive sono disponibili alcune azioni "evasive" come picchiate e repentini cambi di direzione, molto utili per sfuggire agli attacchi avversari e contrattaccare efficacemente. Sia durante le fasi di volo sia attraverso le battaglie terrestri ci si imbatte in nemici che non sfoggiano un'intelligenza artificiale particolarmente evoluta. Generalmente si comportano seguendo degli schemi prefissati rigidi e sin troppo prevedibili: probabilmente gli sviluppatori hanno pensato di puntare sul numero degli avversari, anziché sulla loro vera intelligenza, ottenendo però risultati non del tutto convincenti. Specialmente durante le battaglie all'arma bianca ci si ritrova spesso circondati da decine e decine di nemici che si assomigliano un po' tutti e che si limitano a lanciare un affondo o un'incantesimo di tanto in tanto, venendo il più delle volte massacrati in maniera ingloriosa.

LA PICCHIATA DEL DRAGO

Rispetto alla qualità complessiva dei precedenti giochi Squaresoft o Enix, Drakengard è un videogame che non riesce a soddifare appieno sotto praticamente ogni aspetto. Anche in presenza di due stili di gioco così diversi tra loro, l'azione è molto ripetitiva e noiosa: affrontare centinaia e centinaia di nemici senza particolari varianti di gioco può inizialmente esaltare il giocatore amante dei picchiaduro a scorrimento e dell'azione estrema, ma alla fine anche questa fascia di utenti soccomberà all'eccessiva ridondanza dei combattimenti, all'assenza di esplorazione e alla carenza di stimoli nel proseguire. Anche elementi avanzati, come la presenza di alleati da utilizzare in battaglia al posto di Caim o le evoluzioni del drago, non riescono a scuotere il gameplay dal ritmo monocorde in cui si rinchiude per tutti i capitoli del gioco. Persino la trama, punto di forza di giochi come i recenti capitoli di Final Fantasy o Dragon Quest, si rivela piatta e popolata da personaggi privi di grande carisma.

L'evoluzione di Caim è sin troppo lineare: una maggiore possibilità di personalizzazione del personaggio e delle sue abilità avrebbe giovato moltissimo al gioco, mentre così l'unica scelta effettiva concessa al giocatore è la selezione dell'arsenale di otto armi da portare in battaglia. Niente armature, niente poteri speciali, nulla che possa avvicinare Drakengard al livello di personalizzazione di titoli come Vagrant Story oppure a un Final Fantasy qualsiasi. Dunque, se in quanto a contenuti il gioco appare chiaramente sotto-tono, la sua realizzazione tecnica riesce a compensare? Purtroppo no: l'aspetto visivo risulta troppo spoglio e semplicistico in praticamente ogni fase del gioco. Dimenticate la ricchezza delle ambientazioni di Final Fantasy X o la definizione dei personaggi di Dynasty Warriors: Drakengard appare "indietro" rispetto ai titoli concorrenti. L'aspetto che colpisce maggiormente e in senso negativo è l'enorme quantità di nebbia che avvolge l'area di gioco sia durante le sezioni a terra che nel corso di quelle in volo: elementi del fondale e nemici appaiono a poche decine di metri da Caim, fuoriuscendo da una parete grigia che si staglia all'orizzonte e che diventa ulteriormente (e sgradevolmente) evidente quando Caim si alza in volo col suo drago. Per orientarsi conviene dunque affidarsi alla mappa e identificare la posizione dei nemici.
La staticità delle ambientazioni è un altro aspetto che lascia il giocatore davvero contrariato: non esiste alcuna possibilità di interazione tra personaggi e fondale: i colpi di spada o i soffi del drago ignorano bellamente mobilio o fondale. Aggiungete a quanto descritto sino ad ora una gestione della telecamera davvero troppo "oscillante" e capirete come anche il giudizio strettamente tecnico su Drakengard non può che essere deludente. Insomma, Drakengard non è quello che si può definire un gioco pienamente riuscito. Per riassumere i suoi pregi è doveroso parlare di una longevità apprezzabile, di buoni filmati di intermezzo (come da tradizione Squaresoft) e di un livello di sfida che, nei capitoli avanzati del gioco, diventa finalmente apprezzabile. Elementi che non bastano a consigliare senza riserve Drakengard ai patiti di Action-RPG.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
L'esordio su PlayStation 2 della nuova etichetta Square-Enix nel campo degli Action-RPG non avviene nel migliore dei modi. Drakengard è infatti un gioco strutturalmente povero che non riesce a convincere né sotto un piano strettamente sostanziale, né sotto un profilo squisitamente tecnico. I livelli si susseguono senza particolari sussulti nel gameplay, proponendo un'azione monotona e poco divertente e lasciando l'amaro in bocca per quello che, con uno sviluppo concettuale e tecnico più curato, sarebbe potuto diventare un videogame validissimo. Nel complesso il nostro giudizio sul gioco è comuqnue più che sufficiente, ma un giro di prova è consigliato a tutti. Di certo i fanatici dell'azione pura troveranno in Drakengard una dozzina di ore di continui combattimenti e mischie. Gli altri, potrebbero non esserne pienamente soddifatti.