Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
19,90 Euro
Data di uscita
7/7/2004

Driv3r

Driv3r Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Sviluppatore
Reflections Interactive
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
7/7/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
19,90 Euro

Lati Positivi

  • Buona resa visiva delle città
  • Varietà di mezzi e missioni
  • Valida simulazione fisica delle vetture

Lati Negativi

  • Sezioni a piedi da dimenticare
  • Troppi bug e imprecisioni
  • Difficoltà sbilanciata
  • Scarsa fluidità dell'azione

Hardware

Per giocare avrete bisogno di una confezione originale del gioco, di una console Xbox PAL e di un joypad.

Multiplayer

Nessuna modalità multiplayer è presente nel gioco.

Link

Recensione

Driv3r

Visitare alcune tra le più belle città del mondo, guidare splendide automobili, concedersi qualche giro in barca e crivellare ogni tanto qualche criminale: niente da fare, la vita del poliziotto di Miami è decisamente meglio di quanto possa sembrare. Il terzo episodio della saga di Driver è finalmente qui per dimostrarcelo, dopo uno sviluppo a dir poco lungo e travagliato. Sarà valsa la pena aspettare così tanto?

di Stefano Castelli, pubblicato il

A questo aggiungiamo una telecamera incapace di seguire correttamente l'azione di gioco (specialmente all'interno degli edifici) e un'interazione col mondo circostante ridotta al minimo: insomma, le sezioni pedonali di Driv3r sono davvero da dimenticare e verranno presto considerate dal giocatore come degli sgradevoli incidenti di percorso da superare per far ritorno alle ben più divertenti e appaganti fasi di guida. Un paio di gradevoli note riguardano la possibilità di gettarsi realisticamente dai mezzi in corsa ed il tentativo di rendere realistico il sistema di mira, costringendo così il giocatore a impegnarsi negli scontri a fuoco: troppo poco per risollevare le sorti delle "passeggiate" in Driv3r. L'intelligenza artificiale dei nemici (e dei personaggi in generale) sembra modellata sui comportamenti di qualche primitiva forma di vita acefala: in particolare, vedere i criminali che si limitano a correre verso Tanner rimanendo poi in piedi a cercare di crivellarlo di colpi senza la benché minima reazione è qualcosa che non ci si aspetterebbe di vedere nel 2004 inoltrato. Addirittura, avvicinandosi in auto a un nemico e poi fermandosi lo si vedrà spesso e volentieri gettarsi contro la nostra vettura, rimanere "investito" (non si sa bene per quale motivo), quindi rialzarsi e continuare all'infinito finché la morte, pietosa, non giungerà a lenire le sue sofferenze. Come avrete capito, neanche l'intelligenza artificiale è il punto forte del gioco.
Sia nelle fasi di guida che in quelle a piedi è possibile utilizzare due diverse inquadrature, una in terza e l'altra in prima persona: quest'ultima torna molto utile nelle sparatorie, poiché avvicina molto lo schema di gioco a quello di uno sparatutto in prima persona.

ORIZZONTI LONTANI (MICA TANTO)

La resa delle tre diverse città è certamente il fiore all'occhiello di Driv3r: Miami, Nizza e Istanbul sono ricreate in modo credibile e rappresentano alcune delle più ampie aree di gioco apparse di recente in un videogame. Inoltre, la possibilità di giocare missioni in varie ore del giorno o con diverse condizioni climatiche contribuisce ad aumentare il realismo delle situazioni: in particolare, la resa notturna delle città è probabilmente la più credibile mai vista in un titolo simile.
Tutto questo ha però un caro prezzo da pagare: il motore grafico del gioco non è in grado di gestire agevolmente la mole di grafica offerta, col risultato di lasciarsi andare in frequenti rallentamenti dell'azione. Inoltre, il traffico automobilistico e pedonale non è mai troppo accentuato: ne conseguono città un po' troppo delolate e come tali poco realistiche, prive della mole di vita che ci si aspetterebbe di trovare su una spiaggia di Nizza o sul lungo-mare di Miami. A questo si aggiunge inoltre il fantomatico "problema dell'orizzonte": gli sviluppatori hanno praticamente impostato due diversi orizzonti nel gioco, uno splendidamente distante e l'altro tragicamente vicino. E' grazie al primo che possiamo, da qualsiasi posizione sulla mappa, ammirare i grattacieli di Miami che si stagliano contro il cielo o apprezzare le coste francesi di Nizza che ondeggiano in lontananza. Guardare il paesaggio che si estende per chilometri sotto i nostri occhi è appagante: i problemi sorgono quando entra in gioco la "seconda linea di orizzonte", quella decisamente più prossima, che si "occupa" di far comparire tutti gli oggetti "intermedi" a distanze tristementi prossime al punto di vista del giocatore.
Mettetevi in auto e iniziate a correre: ecco che a una trentina di metri dal vostro naso iniziano ad apparire dal nulla automobili, lampioni, alberi, pedoni. E l'aria di realismo che poteva fino ad allora pervadere il vostro monitor va a farsi friggere. Il fatto che tale problema sia molto più evidente in Driv3r rispetto ai due titoli di Grand Theft Auto Double Pack (versione Xbox) la dice lunga sul livello di ottimizzazione del motore di gioco da parte di Reflections.

UN CATTIVO POLIZIOTTO?

Quello che colpisce davvero negativamente in Driv3r è l'enorme quantità di imperfezioni e bug rimasti nel codice del gioco, assolutamente ingiustificabili in un prodotto "definitivo". Missioni che falliscono senza apparente motivo, collisioni imprecise o impossibili, personaggio che rimane letteralmente "fuso" con i veicoli o gli elementi del paesaggio: questo e tanto altro è ciò che aspetta gli acquirenti di Driv3r, e state pur certi che alcuni di tali "imprecisioni" potranno più di una volta portare al prematuro (e snervante) fallimento di una missione.
A questo si aggiunge una difficoltà calibrata davvero male: alcune missioni si possono superare giocando con una mano sola, altre sembrano direttamente trapiantate dalla struttura di gioco di Stuntman e richiedono decine di tentativi per essere superate, punendo ogni minimo errore del giocatore con la necessità di iniziare da capo (talvolta anche dopo interi quarti d'ora di gioco, "stile Enclave", per chi conoscesse il discusso gioco fantasy di Starbreeze).
La varietà nelle missioni c'è, alcuni lati della realizzazione tecnica sono impressionanti e il modello di guida è abbastanza azzeccato, ma si tratta di aspetti positivi che convivono con una quantità di incongruenze, sbilanciamenti ed imprecisioni tale da sminuire inevitabilmente quanto c'è di buono nel gioco, relegandolo al giudizio di videogame appena sufficiente.
Rimanendo in ambito di Xbox, il paragone con gli ultimi due capitoli della saga di GTA (tra l'altro, disponibili in coppia e a prezzo ridotto) è fin troppo ingeneroso nei confronti di Driv3r: prima di "puntare" al re della categoria deve vedersela con l'agguerrito True Crime: Streets Of L.A. (con cui condivide l'ambito strettamente poliziesco) e con la discreta conversione di Mafia.
Dunque, un gioco sostanzialmente deludente, che riesce ad arrivare a un giudizio di stiracchiata sufficienza grazie ai pregi sopra descritti, ma cui è stata letteralmente negata una riuscita consona al suo "retaggio" a causa di uno sviluppo davvero troppo frettoloso e dall'assenza di una corretta sessione test precedente alla commercializzazione. Un ottimo modo per riempire di denaro le tasche di una software house e di delusione il cuore di tantissimi videogiocatori.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Il primo pensiero che passa per la mente dopo la prima partita con Driv3r è "Tutto qui?": si fa quasi fatica a rendersi conto di come il gioco di Reflections manchi gran parte delle promesse, rivelandosi un titolo qualitativamente allineato con il (discusso) secondo episodio della saga. Il divario tra sequenze di guida e sezioni e piedi è enorme, rappresentando solo uno degli indizi di uno sviluppo sbilanciato, che ha prediletto (forse per mancanza di tempo) alcuni elementi trascurandone tragicamente altri. A questo bisogna aggiungere l'enorme quantità di bug e imprecisioni che affliggono sia l'aspetto grafico, sia la giocabilità vera e propria. E ancora, la fluidità poco costante, la qualità delle texture ballerina, gli oggetti che appaiono all'orizzonte: una lunga lista di difetti che non riesce ad essere riscattata dalle qualità positive del gioco (come l'ottima resa delle città e il buon modello di guida). In definitiva, cosa manca davvero a Driv3r? Facile: a occhio e croce, altri sei mesi di sviluppo e soprattutto due-tre mesetti di sano e insostituibile beta-testing. Non resta che aspettare un probabilissimo Driver 4, sebbene dopo il mezzo passo falso di Stuntman e dopo tanta attesa era comunque lecito attendersi un titolo ben più dignitoso e raffinato.