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Datasheet
- Produttore
- Ubisoft Entertainment
- Genere
- Azione
- PEGI
- 16+
- Data di uscita
- 1/9/2011
- Lingua
- italiano
- Giocatori
- 1
- Prezzo
- 39,90 €
Lati Positivi
- Ottime scene d'intermezzo
- Sistema di guida arcade
- Discreta sensazione di velocità
- Buon sistema di controllo
Lati Negativi
- Avventura troppo corta
- Basso livello di sfida
- Pop up eccessivo
- Frame rate instabile
- Imprecazioni di Tanner ripetitive
- Missioni quasi tutte uguali
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
Link
Rinnegato stereoscopico
Il primo Driver per Nintendo 3DS è troppo corto.
Dopo anni di lavoro sotto copertura per la polizia, l'agente John Tanner (ora un uomo tutto nuovo) ha finalmente deciso di farsi giustizia da solo, sfruttando la sua guida più che irruente e la sua lingua oltremodo affilata. Eppure, nonostante l'accattivante stile grafico delle scene d'intermezzo, Driver Renegade 3D risulta certamente il capitolo meno riuscito, per non dire scialbo e striminzito, della serie automobilistica di Ubisoft. Dopo il soddisfacente risultato fatto segnare da Driver: San Francisco, infatti, la piccola versione espressamente congegnata per la console stereoscopica di Nintendo si è dimostrata fin troppo breve, poco entusiasmante e non priva di magagne.
LEVEL UP PRECOCE
Il fatto è questo: a stare larghi e volersi gustare tutte le sequenze d'intermezzo (dal tratto piacevole), bastano solamente tre ore di gioco per completare lo Story Mode di Driver Renegade 3D. "Skippando" a piè pari il comparto narrativo (poco convincente) e guidando come forsennati, invece, è possibile arrivare al capolinea dell'avventura in un centinaio di minuti o poco più. Al di là del blando livello di difficoltà registrato (anche se impostato al massimo, il gioco resta pur sempre una passeggiata) e dell'ottusa intelligenza artificiale dei malviventi da inseguire (sorpassarli per credere), il grosso problema di Driver Renegade 3D risiede nella ripetitività delle venti missioni disponibili, tutte troppo simili tra loro e sempre troppo brevi, tanto da risolversi in un batter d'occhio, con una dose di turbo (la cosiddetta "barra di rabbia" di Tanner) e un paio di sportellate ben assestate.
STRADA ASSASSINA?
La totale mancanza del senso di sfida è altresì riscontrabile nella sovrabbondante presenza di garage per la riparazione automatica della propria vettura (che evitano il pericolo del game over), nella desolazione urbana della città in cui ha luogo l'azione (una New York del tutto priva di pedoni e di un credibile traffico automobilistico) e persino nell'elementare planimetria della stessa. Se non altro, l'introduzione della "schivata laterale" (si attiva con i tasti dorsali ed è utilissima anche per affiancare e tamponare) risulta una felice trovata ludica, che si combina in maniera del tutto armonica con la natura arcade di Driver Renegade 3D. La modalità Carriera, inoltre, si dimostra sensibilmente più gratificante e impegnativa dello Story Mode, ma la qualità delle sette modalità di gara (finiscono per assomigliarsi tutte: corsa libera, corsa contro il tempo, furia, corsa demolizione, strada assassina, corsa sopravvivenza ed eliminazione) è palesemente inficiata da magagne tecniche, quali un vistoso pop up e inspiegabili crolli del frame rate.
LIBERA NEW YORK DALLA STEREOSCOPIA
Laddove la colonna sonora si dimostra valida, ben selezionata e sempre piacevole da ascoltare (con brani pop, rock, metal, funky ecc.), le imprecazioni che Tanner rivolge ai criminali braccati portano a noia ben presto e, anzi, innalzano per violenza verbale il bollino PEGI a quota 16+ (ovvero un target già troppo cresciuto per il risicato tasso di sfida proposto dal gioco). L'impatto visivo restituito da Driver Renegade 3D, infine, lascia dubbi e perplessità. Data la visuale esterna delle automobili, i colori slavati e la piatta ambientazione metropolitana, infatti, non vi è proprio alcun motivo per impostare l'effetto stereoscopico al massimo della sua portata. Molto meglio un leggero accenno di 3D, se proprio lo si desidera, oppure tanto vale giocare Driver Renegade 3D alla vecchia maniera, godendo del soddisfacente senso di velocità del gioco, senza impacciarsi la vista tra un inseguimento e l'altro.


