Genere
Azione
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
1/9/2011

Driver: San Francisco

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Datasheet

Produttore
Ubisoft Entertainment
Sviluppatore
Reflections Interactive
Genere
Azione
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
1/9/2011

Hardware

Driver: San Francisco è disponibile su Xbox 360, PlayStation 3 e Windows.

Multiplayer

La sezione multiplayer di Driver è parecchio corposa, ben 11 modalità per gioco competitivo o cooperativo online, a squadre o in singolo. Disponibile anche lo split screen.

Modus Operandi

Abbiamo ricevuto entrambe le versioni del gioco, fornite da Ubisoft in versione finale. La prova è stata effettuata concentrandoci sulla versione Xbox360, giocando la campagna per singolo giocatore e provando tutte le modalità multiplayer.

Link

Recensione

Derapate e sgommate a Frisco

Jericho è scappato ancora, chiamate Tanner.

di Federico Pompili, pubblicato il

Tutti abbiamo visto un film poliziesco nella nostra vita e molto probabilmente in molte pellicole di questo genere abbiamo assistito ad un inseguimento fra auto. Quale migliore setting per scene di questo tipo se non il famoso sali-scendi di San Francisco? Ecco, la stessa cosa devono averla pensata i ragazzi di Ubisoft Reflections, perché è proprio nella città californiana che hanno ambientato il nuovo capitolo della serie Driver.

Provaci ancora, John

Il gioco riprende circa da dove avevamo lasciato il finale di Driv3r: il super criminale Jericho è stato arrestato ed è giunta la sua ora, il trasferimento verso il patibolo è in atto, ma anche questa volta riesce a farla franca in qualche modo. Aiutato da mercenari assoldati per l'occasione, infatti, riesce a evadere dal blindato della polizia in cui era stipato. Noi vestiamo ancora una volta i panni di John Tanner, storico protagonista della saga ormai iniziata nel 1999 su PlayStation e PC, e assistiamo alla scena da posizione defilata, certi che qualcosa sarebbe successo. Scatenato il caos in strada, ci tuffiamo subito all'inseguimento del villano, ma purtroppo per Tanner veniamo centrati in pieno da un Tir. Purtroppo per Tanner, ma non per noi, che grazie a questo escamotage possiamo acquisire l'abilità fondamentale del gioco, che ne delinea le caratteristiche più peculiari. Il potere chiamato Shift.
Infatti, non temendo di “spoilerare” nulla, vi anticipiamo che tutta la storia e le gare avvengono nella bella San Francisco, ma in realtà accade tutto nella testa del protagonista. Proprio per questo possiamo letteralmente uscire dalla testa di John ed entrare nel corpo di qualsiasi ignaro guidatore presente nella mappa o nella porzione della mappa. Più avanti procediamo con la storia e le sfide e più miglioramenti acquisiamo, fra questi anche il poter evolvere lo Shift in modo da controllare porzioni sempre maggiori di mappa e spostarsi ancora più velocemente in essa. "Uscendo" dal corpo del protagonista, infatti, potremo inizialmente muoverci limitatamente all'area circostante la nostra vettura, ma con l'aumento dei poteri avremo una visuale a volo d'uccello su tutta la città e potremo spostarci in un batter d'occhio.

L'inconfondibile Challenger di Tanner - Driver: San Francisco
L'inconfondibile Challenger di Tanner

Occhio di falco

Posta questa doverosa premessa, è posta anche la caratteristica fondamentale del gameplay di Driver: San Francisco, dato che il team di Ubisoft è stato capace di creare veramente tantissime situazioni che ruotano intorno allo Shift e all'uso più avanzato che se ne può fare. Ci verranno proposte, così, interessanti missioni principali che seguono la storia, ma anche divertenti e disparate missioni secondarie che possono andare dalle più semplici corse a tempo o a checkpoint alle più elaborate sfide, alcune veramente ai limiti del geniale per le trovate che hanno avuto i game designer. Fra le molteplici sfide e missioni secondarie ci potrebbe capitare di dover fermare dei malviventi con un auto della polizia, oppure addirittura di sfidare quest'ultima per farsi rincorrere e seminarli. Può capitare di dover difendere un convoglio da attacchi multipli, da più direzioni, e allora entra in gioco un uso più oculato e dettagliato dello Shift, che richiede di trasferirsi magari in tranquilli cittadini che stanno procedendo nel senso inverso ai veicoli da abbattere, per lanciarsi in contromano cercando di realizzare un frontale spaventoso: stile da vendere e risultato garantito. Non vogliamo svelare troppo delle missioni, anche perché non basterebbe un articolo intero per descriverle tutte, ma sono parecchie e molto variegate, e se all'inizio possono sembrare fin troppo facili e con ampio margine di errore, in realtà il gioco è stato calibrato veramente bene e ha una curva di apprendimento morbida e precisa, tanto che verso la fine forse si esagera un po' e l'inevitabile dinamica di “trial & error” fa affiorare un po' di frustrazione.

Più acrobazie vuol dire più punti da spendere - Driver: San Francisco
Più acrobazie vuol dire più punti da spendere

IL PERICOLO È IL MIO MESTIERE

Per ogni sorpasso azzardato, salto, testacoda, derapata e altri numeri circensi che si eseguono con la vettura ci verranno assegnati dei punteggi che si sommeranno e ci permetteranno, una volta entrati in un garage, di acquistare automobili nuove e modalità avanzate. Anche qui il gioco Ubisoft si dimostra all'altezza della situazione e ci propone un parco macchine e sfide completissimo. Tutte queste acrobazie da stuntman, però, non renderebbero così bene se non fosse per il motore del gioco, che, oltre a garantire una grafica molto piacevole e dei modelli dettagliati, ci regala sessanta fotogrammi al secondo di aggiornamento a schermo, con solo qualche piccolo calo in rare occasioni. Non potrebbe essere altrimenti, dato che il gioco si scrolla di dosso qualsiasi velleità simulativa. Scordatevi reazioni pari al reale delle vetture o di dover utilizzare uno stile di guida pulito per vincere le sfide: l'impostazione "arcade" del gioco è votata a fare derapare e perdere il controllo delle vetture, forse anche troppo. Il motore fisico sembra aver alleggerito parecchio i veicoli, che a volte scivolano come saponette sull'asfalto: questo inevitabilmente conduce a minore attrito e controllo, tanto che gli incidenti - davvero devastanti - fanno parte integrante del gameplay e colpiscono in modo fin troppo incisivo. Parlando di piccoli problemi, perché di questo si tratta, non possiamo non menzionare la scarsa intelligenza artificiale, che entra in gioco quando abbandoniamo la nostra vettura temporaneamente per utilizzarne un'altra. In queste situazioni si notano i limiti della I.A. del gioco, dato che più del minimo indispensabile il pilota automatico non fa. E a volte può essere penalizzante.


Commenti

  1. utente_deiscritto_5167

     
    #1
    Kit Fisto...alle più elaborate sfide, alcune veramente ai limiti del geniale per le trovate che hanno avuto i game designer.

    Che vi dicevo? :)
    Da non sottovalutare.
  2. utente_deiscritto_19700

     
    #2
    l'ho preso piu' per la collector (con la meravigliosa Dodge Challanger Hemi gialla del 1970) che per il gioco vero e proprio dato che non sono patito dei giochi con le auto.....tuttavia la demo mi ha divertito.....essendo virato molto sull'arcade.
  3. utente_deiscritto_5167

     
    #3
    Il fatto è che molti si incastrano con la storia... Dai, che certi titoli a quadrupla A hanno una narrazione che nemmeno Cento Vetrine...
  4. jurgen81

     
    #4
    "... l'impostazione "arcade" del gioco è votata a fare derapare e perdere il controllo delle vetture, forse anche troppo"

    Nella demo mi pareva di essere su una saponetta impazzita (e si che mi ritengo un discreto esperto di derapata alla Burnout).
  5. utente_deiscritto_5167

     
    #5
    jurgen18"... l'impostazione "arcade" del gioco è votata a fare derapare e perdere il controllo delle vetture, forse anche troppo"

    Nella demo mi pareva di essere su una saponetta impazzita (e si che mi ritengo un discreto esperto di derapata alla Burnout).

    In Burnout la derapata è sempre "sotto controllo". Addirittura la vettura spesso "si aggiusta" in chiusura di curva per non farvi sbattere sul muro del rettilineo (sto giocando proprio in questi giorni Revenge su 360 e Dominator su PSP).
    In Driver SF la sbandata va dosata a dovere. L'errore comune (e naturale) è cercare si controsterzare subito, con conseguente effetto ubriaco ("destra-sinistra.destra). L'importante, tuttavia, è usare una bottarella di freno a mano per le curve a 90 gradi o le inversioni furiose, e poi dosare l'acceleratore, senza andare a manetta (metà grilletto) e soprattutto controsterzando poco. Sembra complesso, ma è dannatamente divertente "domare" le auto in questo modo.
  6. babaz

     
    #6
    bah, onestamente a me basterebbe anche l'egine granitico a 60fps per farmelo piacere
    sono un sucker per i 60fps

    shin, è davvero rock solid?
  7. Bluemoon

     
    #7
    babazbah, onestamente a me basterebbe anche l'egine granitico a 60fps per farmelo piacere
    sono un sucker per i 60fps

    shin, è davvero rock solid?

    su ps3 sì. 360 non ho visto. han sempre o quasi mostrato ps3. comunque esatto, 60 rock solid e si sentono tutti. hanno fatto una scelta. il mondo di gioco è costruito a partire proprio dai quei 60 fps, quindi tagliando altre cose (complessità, texture, ecc.), per rendere la guida snella.
  8. utente_deiscritto_5167

     
    #8
    babazshin, è davvero rock solid?
    Confermo. Anche su XBOX? 60 FPS granitici. Certo, ad avere la vista bionica come la mia, in qualche rarissima curva ho intravisto qualche scattino, ma siamo tra l'impercettibile ed il microscopico.
  9. SixelAlexiS

     
    #9
    Shin XConfermo. Anche su XBOX? 60 FPS granitici. Certo, ad avere la vista bionica come la mia, in qualche rarissima curva ho intravisto qualche scattino, ma siamo tra l'impercettibile ed il microscopico.
    io nella demo dei cali li ho visti, cmq in generale ha una bella grafica, la cosa che lo ammazza è quel filtrino del cazz che sgrana tutto.
    Ma le auto poligonalmente sono fatte bene ed hanno anche dei bei riflessi.
  10. dusteppe

     
    #10
    Grandissimo gioco, bellissimo, orginalissimo ed innovativo!
    Ma un appunto: il multi è a pagamento ovvero usabile solamente tramite passport, uno schifo in pratica, andava quantomeno segnalato.
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