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Datasheet
- Produttore
- Gameloft
- Sviluppatore
- Gameloft
- Genere
- Action RPG
- Distributore Italiano
- App Store
- Data di uscita
- 21/12/2011
- Lingua
- Italiano
- Giocatori
- 1
- Prezzo
- Freemium
Lati Positivi
- Gioco gratuito
- Tantissimi oggetti da sbloccare e acquistare
- Controlli touch funzionali
- Lo si può giocare anche senza gli acquisti in euro
Lati Negativi
- Non c'entra quasi nulla con i due predecessori
- Solo arene e ondate di nemici
- Gameplay ripetitivo e povero di varianti
- Dov'è il multiplayer?
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
Le arene del destino
Dungeon Hunter cambia e diventa freemium.
Leggendo su App Store, forum e newsgroup i primissimi commenti degli utenti a Dungeon Hunter III, ci siamo quasi spaventati. Tradimento, truffa e altri termini poco incoraggianti hanno salutato l'uscita del terzo episodio della serie action-GdR di Gameloft come peggio non poteva succedere, ma è bastato poco per capire il perchè di questa pessima accoglienza. Se infatti i primi due capitoli si erano segnalati come i più validi omaggi per iOS alla tradizione di Diablo, Sacred, Dungeon Siege e Baldur's Gate: Dark Alliance, questo nuovo episodio ha abbandonato il solco tracciato in precedenza eliminando qualsiasi trama e qualsiasi dungeon da esplorare a favore di un modello "arene+orde", principale responsabile dei commenti poco edificanti prima citati.
generazione hack'n'horde
Dungeon Hunter III tenta insomma una strada del tutto nuova al genere, senza più un mondo da esplorare, questa da risolvere e personaggi con cui interagire. Un approccio molto discutibile contando il passato della serie, ma non per questo ci pare giusto bocciare il gioco e in fondo molti degli elementi dei due predecessori a livello di controlli, motore grafico e interfaccia non sono andati del tutto persi. La nuova formula di gioco di Gameloft consiste nel scegliere uno dei quattro personaggi disponibili (Guerriero, Astromante, Furfanteo, Sciamano) e iniziare a svuotare piccole arene dai nemici presenti, affrontando orde sempre più difficili e impegnative fino al confronto con il classico boss finale. In tutto troviamo quattro mondi, ognuno composto da quattro livelli a loro volta suddivisi in cinque prove ciascuno. L'impatto iniziale con il gioco non è per nulla traumatico per chi ha già giocato gli episodi precedenti.
Lo stick virtuale sinistro serve per muovere il nostro alter ego e sopra di esso troviamo l'icona della fata per gli attacchi magici, mentre sulla destra ci sono i comandi per attacco normale, attacco speciale e per curarsi con le immancabili pozioni. I combattimenti nelle arene sono regolati da un timer e non presuppongono nessuna tattica particolare, ma solo un forsennato "icon-smashing" che non cambia di una virgola nemmeno contro i boss (al massimo possiamo giusto scappare e tornare all'attacco). Su questo versante, e contando anche che le arene si ripetono cinque volte per un singolo mondo, il gameplay diventa presto ripetitivo; gli stessi nemici sono presenti in poche varietà e all'interno delle arene non si può far molto se non rompere barili, evitare qualche trappola o distruggere nemici "fissi" come funghi o alveari. Insomma, a prima vista Dungeon Hunter III non ci ha fatto una grande impressione, ma a ben vedere il suo punto di forza non risiede tanto nei combattimenti (fin troppo prevedibili e poverissimi di varianti), quanto più nei suoi contenuti a sfondo ruolistico e nella sua natura freemium.
divertimento a zero euro?
Il gioco è infatti gratuito e volendo lo si può completare anche senza spendere un solo euro. Gameloft ha però studiato un sistema di IAP (In App Purchase) per comprare direttamente dal gioco quantità più o meno elevate di oro e gemme, facilitando non poco l'acquisto di armi, armature e potenziamenti e risparmiando parecchio tempo. Nel nostro caso ci siamo limitati a un ordine di 50 gemme per 1,59 euro, ma la voglia di avere tutto subito è davvero contagiosa. Gli oggetti acquistabili con o senza denaro "vero" sono infatti centinaia e tra essi vanno anche contati le chiavi per aprire gli scrigni, gli anelli, gli amuleti, le abilità passive e attive e i potenziamenti per armi, armature, attacchi speciali e fate (queste ultime hanno prezzi quasi folli). Si pensi ad esempio che per rendere attivo un potenziamento bisogna aspettare 30 minuti, ma volendo possiamo eliminare l'attesa utilizzando una gemma ed è facile capire come un acquisto di 50 gemme, a fronte di una spesa accettabile, possa far risparmiare parecchio tempo. Come detto prima, si possono benissimo giocare e rigiocare i livelli per guadagnare denaro, gemme ed esperienza non sborsando un solo euro, ma in questo caso i tempi si allungano notevolmente e con una simile ripetitività del gameplay solo i giocatori più pazienti resisteranno a non mettere mano al portafogli.
Tutto sommato, spendendo l'equivalente del costo di Dungeon Hunter II alla sua uscita, possiamo partire con un considerevole ammontare di oro e gemme o acquistarle più in là nel gioco quando i prezzi degli oggetti sbloccati iniziano a diventare molto impegnativi. Un simile modello freemium si è già attirato contro critiche molto aspre, ma a nostro avviso rappresenta un modo intelligente per conoscere un gioco; lo si scarica gratuitamente, lo si prova per qualche ora e se piace si può iniziare a usare denaro vero per facilitare e abbreviare il tutto. È poi normale che i produttori le studino tutte per invogliare le IAP (si pensi solo all'attesa per i potenziamenti), ma nel nostro caso siamo arrivati fino al livello 32 di esperienza senza un solo acquisto giocando circa cinque ore, per poi cedere alla tentazione delle gemme giusto per toglierci uno sfizio. Alla fine i pregi maggiori di Dungeon Hunter III, che anche tecnicamente sfoggia un comparto grafico di tutto rispetto su iPad 2, sono proprio lo sblocco e l'acquisto degli oggetti, la crescita del proprio personaggio e la voglia spasmodica di accumulare oro, gemme e chiavi. Può bastare questa avidità videoludica rispetto ai ben più coinvolgenti e strutturati predecessori? A nostro avviso si, anche se in futuro ci aspettiamo almeno un comparto multiplayer (colpevolmente assente) e qualche arena in più.

