Genere
Picchiaduro
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
60,90 Euro
Data di uscita
10/12/2003

Dynasty Warriors 4

Dynasty Warriors 4 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Picchiaduro
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
10/12/2003
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
60,90 Euro

Lati Positivi

  • Azione frenetica e intuitiva
  • Grande quantità di missioni e bonus

Lati Negativi

  • Nessuna innovazione
  • Realizzazione tecnica obsoleta
  • Ripetitivo nel breve termine
  • Assenza del supporto Xbox Live

Hardware

Per giocare a Dynasty Warriors 4 è necessario un Xbox PAL e una confezione originale del gioco. E' supportato la decodifica dell'audio secondo lo standard multicanale Dolby Digital 5.1.

Multiplayer

Multiplayer solo offline a due giocatori per Dynasty Warriors 4 e nessun supporto per il network di Xbox Live.

Link

Recensione

Dynasty Warriors 4

Miti e leggende. Onore e coraggio. Arti di guerra e arti magiche. La saga di Dynasty Warriors ha sempre offerto un approccio interessante al genere degli strategici bellici, affondando le sue radici nei racconti epici dell'antico oriente e portando il giocatore nel cuore della battaglia, a menar fendenti e guidare i propri soldati alla vittoria. Da qualche tempo, anche gli utenti Xbox hanno l'opportunità di cambiare la storia.

di Andrea Focacci, pubblicato il

Koei non è una software house ricordata per fulgidi esempi di prodotti qualitativamente elevati, tuttavia Dynasty Warriors 2 fu uno dei migliori titoli ad accompagnare il cammino di PlayStation 2 lungo i suoi primi passi. L'idea era tanto semplice quanto realizzata in modo soddisfacente: riproporre la frenesia delle battaglie feudali giapponesi - rivisitate e reinventate sotto un'impronta fantasy - attraverso un popolato picchiaduro a scorrimento. L'approccio allo scenario di battaglia richiedeva comunque una certa dose di strategia, ma la sensazione di trovarsi in mezzo a un conflitto di ampia scala era reso tangibile dalla moltitudine di soldati - amici e nemici - che si affaccendavano intorno a noi: in quanto generali, le doti in battaglia del nostro personaggio permettevano di sgominare intere armate e sfidare a duello gli stessi leader nemici. Il morale delle truppe seguiva l'andamento delle nostre gesta o delle nostre disfatte, in un'atmosfera decisamente epica.

NEI MITI DELL'ANTICA CINA

Dal primo appuntamento a 128 bit con la saga, sono succeduti altri due capitoli - più uno speciale su PlayStation 2 - dei quali solo gli ultimi due convertiti anche per la console Microsoft. In tutto questo tempo dispiace constatare come Koei non abbia introdotto praticamente nessuna variazione o innovazione di sorta, limitandosi a presentare nuove situazioni e ad affinare i punti consolidati del suo strategico tutta azione. Dynasty Warriors 4 basa gran parte della sua narrazione ispirandosi al Romanzo dei Tre Regni, un epico racconto di scontri militari che affonda le sue radici nella leggenda della Cina, intorno al 14° secolo, quando ancora regnava Luo Guazhong: in pratica, l'equivalente asiatico delle leggende di Re Artù. Nel contesto bellico in cui è ambientato il gioco, Koei ripropone l'ormai consolidata formula semi-arcade della serie, che assume i connotati di un picchiaduro a scorrimento una volta entrati nel campo di battaglia: ai principali tasti del pad sono adibite le mosse basilari in dotazione al personaggio, i grilletti fungono da visuale in prima persona - per guardarsi intorno e sopperire alle mancanze di una telecamera troppo rigida nelle rotazioni automatiche - e, a seconda del personaggio controllato, per effettuare una mossa speciale rapida.
Durante il combattimento, inoltre, è possibile osservare un indicatore su schermo riempirsi progressivamente: una volta raggiunto l'apice del suo cammino, siamo in grado di effettuare una devastante combo, in grado di sbaragliare in un batter d'occhio gli avversari più vicini alla nostra persona.

LEADER SOLITARI

Inutile dire che, escludendo il naturale coinvolgimento che questa impostazione di gioco richiama durante i primi minuti di esperienza, Dynasty Warriors 4 appare ben presto come i suoi predecessori: a fronte di un'apparente libertà di deambulazione, il titolo Koei è limitato da sin troppi passaggi obbligati, riducendosi a un fendente dopo l'altro che finisce per risultare stancante, limitante e ripetitivo dopo poche ore dal suo inizio. La narrazione della trama - illustrata da filmati d'intermezzo di pregevole fattura - non riesce a mitigare l'amaro in bocca per una serie che da troppo tempo continua a copiare se stessa. Lo stesso lasso di tempo necessario alla conversione per Xbox - circa sei mesi - appare assolutamente inspiegabile una volta inserito il DVD nel lettore della console Microsoft: nessun miglioramento grafico, totale assenza di missioni esclusive e, cosa ancor più grave vista la recente tendenza del mercato, nessun supporto per il gioco multiplayer: se si eccettua la banale modalità offline, poco pratica e noiosa, Xbox Live non è stato minimamente preso in considerazione dagli sviluppatori Koei.
E' un peccato, visto che Dynasty Warriors 4 rimane comunque un discreto titolo strategico, impreziosito dalla presenza di più di cinquanta missioni, ma anche mortificato da una realizzazione tecnica ormai obsoleta e da routine di intelligenza artificiale che mostrano tutta la loro povertà nei combattimenti serrati, quando le fila delle piccole armate si sparpagliano in pochi secondi e i soldati si guardano troppo spesso in faccia, senza abbozzare reazioni pertinenti.

LA NEBBIA DELLA GUERRA

Parlando di realizzazione tecnica, è impossibile tacere il profondo senso di povertà grafica che esprime un motore tridimensionale come quello utilizzato da Koei per Dynasty Warriors 4: se il dettaglio su schermo poteva impressionare favorevolmente al momento del suo debutto, tre anni or sono, soprattutto grazie alla grande folla presente su schermo, oggi appare francamente inaccettabile essere costretti a combattere in un piccolo fazzoletto di terra, circondati da immensi muri di impenetrabile nebbia bianca. Non si può nemmeno giustificare quanto visto come una scelta intenzionale - riconducendo il tutto all'utilizzo di una sorta di "Fog of War", per impedire di avere una quadro complessivo della situazione - visto che tanto la posizione delle nostre truppe quanto quella degli avversari è perfettamente intellegibile dalla mappa posta in bella vista sullo schermo.
La tecnologia di Koei è ormai vecchia e obsoleta: nella prospettiva di un eventuale quinto capitolo, la software house nipponica farà meglio a riscrivere il codice da zero. Dal punto di vista audio, è ben accetto il supporto del Dolby Digital 5.1 anche se, in tutta franchezza, avremmo preferito che il gioco ci risparmiasse più di un'anacronistica schitarrata rock all'interno dei menu e nelle schermate di presentazione. Al commento le considerazioni conclusive.

Voto 2 stelle su 5
Voto dei lettori
Dynasty Warriors 4 rimane un discreto strategico di guerra, piacevolmente incrociato con un picchiaduro a scorrimento frenetico e affollato ma che, tuttavia, non è possibile premiare con la piena sufficienza: dalla sua prima apparizione a 128 bit, la serie non ha introdotto nessuna novità degna di nota e questa conversione per Xbox, nel particolare, non giustifica i sei mesi di attesa che gli utenti Microsoft hanno dovuto patire rispetto alla controparte PlayStation 2. Il motore di gioco, infarcito di nebbia e texture di scarsa qualità, è ormai evidentemente obsoleto e non può essere tollerato di fronte agli attuali standard del mercato. L'assoluta mancanza di un supporto per il multiplayer online, inoltre, abbandona Dynasty Warriors 4 al suo destino solitario di monotonia e ripetitività.