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E3 2007: Post Mortem

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L'E3 Media & Business Summit 2007 si è tenuto a Santa Monica dall'11 al 13 luglio 2007.
Speciale

E3 2007: Post Mortem

Nuovo anno, nuova formula: è quella giusta?

di Simone Soletta, pubblicato il

L'unico piccolo fastidio nell'organizzazione degli hotel era rappresentato dal - pur bellissimo - Fairmont Miramar Hotel, piuttosto distante dal "blocco" degli altri alberghi e pertanto leggermente più scomodo dal punto di vista logistico, ma la presenza di una serie di navette ha reso anche questo tipo di movimenti abbastanza gestibile.
E lo show floor? C'era anche quest'anno, nei panni di un hangar del piccolo aeroporto di Santa Monica. Questa è stata forse la scelta peggiore fatta dall'organizzazione, perché la distanza del Barker Hangar dal resto della "fiera" era tale da costringere i visitatori a vere e proprie sfacchinate nel traffico. In un caso, il nostro povero Matteo si è sorbito oltre un'ora di navetta per raggiungerlo, e le dimensioni dello show floor erano talmente ridotte da rendere incomprensibile tale scelta. Certamente Santa Monica avrebbe potuto proporre alternative più ravvicinate, magari nel Civic Center che ha ospitato il Media Briefing di Nintendo.
Fatto sta che il Barker Hangar è stato sostanzialmente disertato durante i primi giorni dell'evento, fino a che - vista l'importanza dei giochi presenti - molti giornalisti (e noi fra questi) hanno deciso di sacrificare qualche appuntamento minore negli hotel per ritagliarsi qualche ora preziosa da passare allo show floor. Non provare titoli del calibro di Super Mario Galaxy, BlackSite: Area 51, Crysis, Project Gotham 4, The Legend of Zelda: Phantom Hourglass, Wii Fitness, Orange Box e tanti altri, beh, sarebbe stato davvero imperdonabile e tutto sarebbe stato più semplice se la logistica fosse stata studiata in modo migliore.
Infine, ci è parso criticabile il posizionamento temporale dell'evento: evidentemente l'intenzione della ESA era quella, come già detto, di creare il nuovo E3 principalmente per i media "domestici", lasciando alla Games Convention e al Tokyo Game Show il compito di ribadire sugli altri mercati, nel giro di un paio di mesi appena, quanto mostrato a Santa Monica. Il problema è che il primo, grande evento del 2007 non poteva ovviamente essere disertato, e che luglio a Santa Monica è davvero alta stagione.
Per fortuna il clima fenomenale della città costiera californiana, sempre ventilato e "fresco" nonostante il sole battente, ha contribuito a rendere vivibile l'evento, ma per chi ha dovuto pagare voli e hotel la differenza rispetto a maggio si è fatta sentire eccome, in termini strettamente monetari. Non è un caso, insomma, se tantissimi colleghi europei hanno disertato l'E3 Media & Business Summit 2007: secondo un PR di un grande produttore americano, dei tanti giornalisti inglesi accreditati solo una piccola percentuale si è presentata a Santa Monica, segno che il costo dell'operazione-E3, nelle immediate vicinanze della Games Convention, ha costretto molti editori a rivedere i loro piani.

IL FUTURO DELL'E3: COME MIGLIORARE?

Volendo a questo punto tirare le somme dell'esperienza vissuta, non possiamo che dirci soddisfatti della settimana passata a Santa Monica per il nuovo E3. Per quanto ci riguarda, sono poche le cose da migliorare: una collocazione temporale diversa (maggio era perfetto, secondo noi), uno show floor più ampio e meno distante dagli hotel e la possibilità di portare con noi almeno una persona in più, se non due, non tanto per poter vedere più cose (alla fine sono ben pochi gli appuntamenti o i giochi che abbiamo "perso"), quanto per poter essere più rapidi nel comunicare ai lettori le esperienze di gioco vissute.
Per noi, a parte i giorni passati a Santa Monica - come al solito densi di ditate sui tasti - l'E3 si è rivelato quest'anno come non mai "editorialmente diluito", con articoli che ancora oggi stiamo proponendovi con costanza, forse meno tempestivi ma, grazie alla nuova formula, magari più ragionati, approfonditi e completi. In generale, sarebbe l'ideale se l'anno prossimo ESA riuscisse a concentrare l'E3 in un numero minore di hotel, mantenendo l'evento più compatto, e se i produttori scegliessero magari con più attenzione i temi degli appuntamenti, in modo da focalizzare l'attenzione sulle cose davvero importanti. E forse E3 si sta muovendo proprio in questa direzione, se è vero che l'organizzazione intende spostarsi di città (finalmente!) privilegiando nella scelta la più ludica Las Vegas: sarebbe la soluzione ideale, con tutti gli alberghi raccolti attorno alla "Strip", grandi capacità ricettive (specialmente nei giorni feriali) e, eventualmente, un quartiere fieristico già collaudato da grandi fiere come il Consumer Electronic Show. E poi è Las Vegas, la città del divertimento... perché non si vive solo di videogiochi!
Insomma, staremo a vedere. L'importante a nostro parere è che ESA prosegua sul sentiero tracciato quest'anno e che organizzi nuovamente un evento che privilegi i giochi, come avrebbe sempre dovuto essere, senza scadere nuovamente nella tentazione dei "megastand" con la musica a palla. Se poi si riuscisse anche a garantire uno o due inviti in più e - utopia - si potessero organizzare i vari incontri separando le sempre crescenti troupe televisive da chi deve scrivere, magari dedicando giorni interi all'uno o all'altro settore, sarebbe ancora meglio. In questo modo chi ha la necessità di spostare pesanti attrezzature potrebbe farlo con minor traffico e chi deve invece prendere appunti e scrivere non sarebbe costretto a contorsionismi per evitare di "impallare" o a rischiare di accumulare ritardi nell'attesa che gli operatori liberino le stanze degli incontri o terminino le loro lunghe procedure per le interviste per magari fare un paio di domande al volo.
Infine, due righe sugli assenti: un evento così raccolto ha di fatto tagliato fuori molti sviluppatori minori e chi all'E3 cercava soprattutto una vetrina per prodotti ancora esclusi dal "mainstream" delle grandi produzioni. Nel nostro piccolo, pensiamo che la ESA dovrebbe trovare il modo per recuperare anche quest'aspetto del suo evento, perché spesso le nuove idee vengono proprio da sviluppatori che, altrimenti, avrebbero solo la minore visibilità delle Game Developers Conference per mostrare le proprie realizzazioni. E sarebbe un peccato...