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E3 Media & Business Summit 2008

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Entertainment Software Association

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Intervista

[E3 2008] Lettori e redattori domandano...

Di ritorno dall'E3, Nextgame intervista Nextgame!

di Simone Soletta, pubblicato il

Next-People: Da utente: come ti sembra trasformato l'E3 negli ultimi anni? cos'è diventato e cosa potrebbe diventare?

Sole: Come detto, E3 Business & Summit è ormai un incontro d'affari. Stanzette asettiche, conferenze stampa, tante chiacchiere e zero contorno. Quella parte dell'evento è persa, non esiste più. Da un lato è un male, perché non ha più senso nemmeno proporre ai lettori una serie di "foto da fiera": non ci sono bellezze o curiosità da fotografare, nemmeno per uno maniaco dello scatto come il sottoscritto. Era già così l'anno scorso e non penso che cambieranno rotta per le prossime edizioni. Piuttosto, con la crescita della Games Convention, penso che la ESA debba un attimo riunirsi per capire se sia davvero intelligente proporre la fiera a luglio, a un mese scarso dalla kermesse tedesca. Sicuramente è utile per gli sviluppatori, che non devono preparare per forza diverse demo tra E3, GC e TGS, però per noi andare a Los Angeles a luglio invece che a maggio significa spendere praticamente il triplo. Non è un caso che la fiera sia meno trafficata, molti europei non partecipano per gli alti costi che comporta il viaggio e per la vicinanza con la Games Convention dove, su per giù, si possono vedere le stesse cose.
Insomma, E3 oggi sembra vivere un momento di empasse, un po' come quando l'ECTS londinese sembrava aver perso ogni significato e si cercava di farla mestamente sopravvivere. Di certo non sparirà: troppo importante il mercato USA perché questo accada, ma la formula potrebbe cambiare ancora.

Scamu: Sicuramente si è professionalizzato: già il cambio di nome, da due anni a questa parte in "E3 Media & Business Summit" dà l'idea di un focus forte sugli operatori del settore. È diventato dunque meno "fiera", meno evento "baraccone" e più il luogo e il momento in cui l'industria dei videogiochi si incontra e si parla.

babalot: L'impressione, forse non solo mia, è che il cambio di formula non sia bastato a rivitalizzare quello che è un evento sempre più in cerca di un'identità. La cronica assenza di annunci importanti, da qualche anno a questa parte, e la perenne delusione dei "fanboy" parlano da sole. E poi basta osservare il proliferare dei vari "Gamer's Day", ormai ogni publisher ha il suo e preferisce fare i suoi annunci senza la scomoda concorrenza degli annunci altrui.

Next-People: Che "correnti" avete notato nella fiera? L'avvento dei casual-games? Qualche trend in particolare?

Sole: C'è un massiccio ritorno alle modalità cooperative. Dopo anni nel dimenticatoio, sembra che tutti si siano improvvisamente ricordati che giocare in quattro a Gauntlet era una figata. Casual Games, Indie e altre correnti, beh, non trovano più nell'E3 il loro naturale sbocco. C'era qualcosa nel mini-showfloor, ma è alla Game Developers Conference che queste nicchie danno il loro massimo.

Scamu: Un trend che mi pare confermato da questo E3, e si sta consolidando da qualche anno a questa parte, riguarda la diminuzione del numero di titoli presentati, una certa selezione in termini qualitativi a tutto vantaggio, anche, della possibilità di conoscerli e provarli meglio. L'altro chiaro e nettissimo trend riguarda gli annunci: E3 non è più il luogo degli annunci, il "climax" dove tutti quanti sparavano le migliori cartucce in termini di sensazionali novità. E3 è più che altro luogo e momento della conoscenza e dell'approfondimento e questo, a parer mio, è tutt'altro che un male.

babalot: Non saprei, ma temo che la semplificazione delle meccaniche in favore di un approccio più "casual" non sia più prerogativa dei cosiddetti casual games tipo Peggle o Nintendogs; e non solo nel catalogo Wii, beninteso. Gli amanti dei giochi "punitivi" e tosti da padroneggiare, secondo me, rimarranno sempre più delusi negli anni a venire.

Next-People: Nel 2008, con Internet che rilascia notizie in continuazione e un certo "filo diretto" dei giocatori coi produttori di Software, E3 ha ancora senso di esistere?

Sole: Questa è una domanda che mi pongo spesso e che finora ha avuto un "sì" come risposta. È vero che - paradossalmente - noi che siamo là siamo in ritardo con i commenti rispetto a chi sta a casa. Mentre noi siamo in ventesima fila laterale a cercare di fotografare Miyamoto continuando a prendere appunti e contemporaneamente filmando, l'utente a casa se ne sta comodo in poltrona a guardare il live-feed e commentando in diretta sul forum! In questo senso, sì, E3 ha perso molto significato per noi "addetti ai lavori".
È però sempre un'occasione per vedere i giochi "dal vivo", in diretta, commentati da chi li sta sviluppando, e in questo senso anche la miglior copertura "video" della fiera resta indietro. Abbiamo la possibilità di fare domande, interviste, di approfittare di occasioni che sarebbero perdute non partecipando. In questo senso l'E3, come le altre fiere di settore, è ancora molto, molto importante.

Scamu: Sicuramente sì: il contatto diretto e approfondito con i giochi, l'incontro "live" con gli sviluppatori, è un plus che nessun reportage può sostituire per un operatore di questo settore che vuole il meglio.

babalot: Ho già risposto in parte: i problemi dell'E3 prescindono da Internet, credo. Il fatto che spesso chi sta a casa ne sa quanto noi, volendo, ci solleva dalla preoccupazione di scrivere le notizie prima possibile - e infatti anche quest'anno le ha scritte Alez, che stava per l'appunto a casa sua - lasciandoci più tempo per concentrarci sulle anteprime.


Commenti

  1. MacLucio

     
    #1
    Scamu, come mai Resistance 2 è la sorpresa? 
  2. the TMO

     
    #2
    Potevi pure darmelo il pass baba eh!
  3. babalot

     
    #3
    the TMO ha scritto:
    Potevi pure darmelo il pass baba eh!
    ma tu pensa se era un povero will wright con un progetto geniale talmente geniale che nessuno lo capisce. mi sento già in colpa.


  4. utente_deiscritto_19106

     
    #4
    babalot ha scritto:
    ma tu pensa se era un povero will wright con un progetto geniale talmente geniale che nessuno lo capisce. mi sento già in colpa.
     Babalot ma sei sicuro che non fosse qualcuno dei Nibris che voleva presentare Sadness???
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