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Pre-E3: i misteri della casa di giopep

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

Casa di giopep è un po’ come l'Ermitage, solo che ci sono i videogiochi.

Tantissime teche di vetro antiproiettile, espositori protetti da letali raggi gamma (tipo quelli rossi che si possono vedere solo con gli appositi visori) e trespoli sorvegliati da cecchini appostati sui palazzi circostanti.

Queste teche di vetro contengono rarità senza prezzo, pezzi unici e addirittura mai commercializzati.

A dire la verità giopep possiede finanche videogiochi che non sono stati ancora neanche pensati dai relativi team di sviluppo.

Su alcune mensole circondate da un fossato con i coccodrilli ci sono console pregiate, anche in doppia o tripla copia, alla faccia dell'esagerazione fine a se stessa.

Si vocifera che in camera da letto conservi anche alcuni sviluppatori vivi.

Preferisce quelli giapponesi perché occupano meno spazio e sporcano di meno, ma voci accreditate hanno visto Gizmo e Kojima contendersi un'inospitale brandina nella stanza degli ospiti.

Giopep quando non ha voglia di cucinare chiama David Jaffe che arriva lesto col grembiule "Il cuoco sono io" e prepara manicaretti greci da dio.

Reginald Fils Aime ha un poster autografato di giopep.

La casa di giopep ha tutti i comfort necessari al vivere moderno: i videogiochi.

Urtare o semplicemente toccare uno dei videogiochi di giopep è peccato mortale.

Si possono guardare solo da lontano e neanche troppo a lungo.

Quando alla Fnac o La Rinascente esauriscono le scorte di titoli caldi, chiamano giopep.

Giopep una volta è apparso in sogno a Miyamoto.

Chi non è mai stato neanche una volta a casa di giopep è un casual gamer.


Commenti

  1. Magallo

     
    #1
    Ahahah. Ma chi e' Giopep?! Il Chuick Norris del mondo videoludico?! :DD
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