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Su e giù per L.A.

di Simone Soletta, pubblicato il

Girare Los Angeles è la cosa più facile del mondo. È tutta questione di geometria di base: triangoli, cateti e ipotenuse. E un po' di senso dell'orientamento.
Chiunque abbia una minima conoscenza dei punti cardinali può arrivare sostanzialmente ovunque, a patto di conoscere almeno un po' la conformazione della città.

Rispetto a Downtown, Hollywood è a nord-ovest, la fiera a sud, l'aeroporto a sud ovest e così via. Una volta che sai questo, e che sei consapevole del fatto che la viabilità losangelina è costruita su una scacchiera perfetta, hai tutto quel che ti serve per muoverti senza l'ausilio di GPS, percorrendo - appunto - i cateti di tanti triangoli stradali, piccoli e grandi.

Altri hanno parlato di Barney's Beanery: ebbene, è uno dei miei posti preferiti a Los Angeles: scoperto 10 anni fa alla mia prima esperienza "di E3", è un classico Sport Bar-Diner americano, con menu totale di cibo e beveraggi (tantissime le birre d'importazione) e un'atmosfera davvero impagabile.

Barney's Beanery è perfetto per svolgere il mio piano brevettato "anti Jet-Lag". Cerco sempre di trovare un volo che arrivi a Los Angeles il pomeriggio, in modo da avere giusto il tempo di arrivare in albergo, fare una bella doccia e andare a cena. Si soffre un po' per la stanchezza e resistere al richiamo del letto è difficile, ma se si riesce a vincere la tentazione e a ripartire subito alla volta di un posto come Barney's, beh, si è a metà dell'opera.

L'altra metà è la cena stessa. Un "Double Cheese Chili Burger" di Barney non è un panino che è semplice da descrivere. Non c'è bocca che riesca a mordere quel meraviglioso panino al primo approccio, semplicemente troppo spesso. E dopo una belva del genere, si è davvero KO.

Tipicamente il viaggio di ritorno da Barney mi vede autista solitario, quale che sia il numero dei personaggi che mi accompagnano. Uno dopo l'altro cadono in coma profondo e cominciano a russare. Giusto il tempo di trascinarsi sul letto e la combinazione di stanchezza e mattone sullo stomaco fa il resto: una notte ristoratrice che mette subito sulla giusta via per il recupero del fuso. La seconda notte (e lo sbattimento che va a iniziare) poi fanno il resto.

La regola però, non sarebbe tale se non avesse la sua eccezione: Matteo, che ufficialmente è l'uomo più soggetto al Jet-Lag del mondo. Anzi, probabilmente, nell'intera storia dell'umanità nessuno più di lui ha sperimentato il fastidio di sentirsi a mezzogiorno quando fuori sono le tre di mattina. E anche questa volta, alle 4:00, il nostro eroe era già attaccato al computer a lavorare. Un applauso.


Commenti

  1. Magallo

     
    #1
    Madoooooo'! Avete gia' messo un sacco di articoli sul blog! Mamma miaaa! Corro a leggere. :P
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