Blog

Next 4 Dead

di Andrea Maderna, pubblicato il

È quasi mezzanotte. Io e Babalino siamo chiusi in camera a lavorare, scrivendo articoli senza tregua, combattendo il sonno. Dalla camera a fianco viene a trovarci Fotone, mentre Jacky rimane tutto solo soletto a scrivere di Ninja Gaiden Sigma 2.

Decido di avere sete. Molta sete. E decido anche che magari potremmo recuperare una qualche bevanda energetica, o qualcos'altro del genere. Mi metto i pantaloncini corti (ché in camera scrivo in mutande, relax), inforco i sandali e parto alla ricerca di un negozietto, seguito dagli altri tre baldi giovini.

Quando notiamo che le porte della zona ascensori sono chiuse, però, già capiamo che qualcosa non va. Asserragliati in questo spazio angusto, claustrofobico, proviamo più volte a richiamare le inquietanti bare che dovrebbero trasportarci fino al piano terra. Ma non arrivano. Ne sentiamo i rumori e i movimenti. I “bip” che indicano la sosta a un piano, anche, si sprecano. Ma loro non arrivano. E le lucine, quelle del tasto per chiamarli, si accendono e si spengono, a tratti anche con ritmo frenetico.

Dopo qualche minuto cominciamo a sentire puzza di Jack Torrance... e la tensione aumenta. Fotone si appoggia disperato al muro, si china sul pavimento, inizia a sudare e invita tutti a tornare di corsa in stanza. Ha paura che succeda qualcosa di molto brutto. Afferma che se anche arrivasse l'ascensore non avrebbe il coraggio di salirvi sopra. Ci rende nota la sua forte necessità di andare di corpo. Fugge verso la camera.

Nel mentre, Jacky vaneggia del party Nintendo e Babalot fa il morto. Decidiamo di tornare verso la nostra stanza, ma io mi faccio attirare da una luce truffaldina. Andiamo a dare un'occhiata alle scale. Non ci penso neanche, a scendere per quattordici piani, ma una curiosata la voglio dare.

Babalino è tornato in camera, sta parlando al telefono con la reception, per scoprire se gli ascensori sono rotti. Gli ha risposto la voce di Samuel L. Jackson. La sua giustizia calerà su di noi con grandissima vendetta.

Imbocco la porta che dà sulle scale assieme a Jacky. “Sai, nei palazzi americani non c'è il tredicesimo piano perché porta sfortuna”. E in effetti, il tredicesimo piano non c'è. Si sentono però delle voci, degli strani rumori.

...

Sono passati quindici minuti, gli ascensori hanno ripreso a funzionare. Qualcuno picchia con forza sulla porta. Usciamo a controllare, ma non c'è nessuno. Fotone è sparito, non riusciamo a trovarlo. Decidiamo di scendere, armati di padelle dell'Ikea. L'ascensore ci porta al piano terra, ma il negozietto è chiuso. Andiamo dunque a passeggiare lungo la seconda strada.

Un deserto. Siamo nel bel mezzo del nulla. Qualche ristorante giapponese è aperto, ma gli strani figuri che piantonano l'ingresso sconsigliano di avvicinarsi. Ogni tanto passa un'autopattuglia, ma non ci fa sentire più sicuri. Ci dirigiamo verso i locali della zona, quelle bettole caratteristiche in cui ti aspetti sempre di trovare qualcosa da bere, a ogni ora del giorno e della notte: Starbucks, Subway, Johnny Rockets... ma niente, non c'è niente da fare, è tutto chiuso. A mezzanotte la carrozza di Cenerentola si trasforma in zucca e noi rimaniamo fregati.

Ci avviamo per tornare verso l'albergo, ma tentiamo una strada diversa. Io inizio a camminare più avanti rispetto agli altri, guardandomi attorno nervosamente. A un certo punto mi giro e noto che Jacky è sparito. Babalot c'è ancora. Ma è morto. Da tempo, fra l'altro. Almeno cinque anni.

Chiudo gli occhi e avanzo imperterrito verso il mio destino. Strani rumori alle mie spalle, oscure presenze tutte intorno a me. Non credo riuscirò a tornare in camera, ma forse è meglio così. In fondo, meglio la morte, che un altro giorno di questa maledetta fiera.


Commenti

  1. Magallo

     
    #1
    Ma che sarebbe, un racconto dell'orrore?!
  2. babalot

     
    #2
    più un racconto della serie "è quasi mezzanotte, siamo stanchi morti e secchi di sete, non c'è un cazzo da bere e gli ascensori sono fuori uso"
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!