Blog

Attenti al cactus!

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

Giorno libero per tutti, quindi ognuno decide di spassarsela come meglio crede.
Filippo fugge da Scamu che aveva da scrivere, correggere e moderare ancora centododicimila articoli, quindi prende un treno per Pasadena e non tornerà più da noi.
Sole e la compagnia delle Indie (capitanata dal potentissimo Dottormanattan blu) affittano un pallone aerostatico per raggiungere un Best Buy nell'Ohio e sperperare il residuo del budget redazionale. Lo scalcinato trio composto da me, Jacky e giopep, invece, affitta un'auto senza motore (praticamente a pedali) e tenta di raggiungere il Joshua Tree National Park sfruttando solamente l'abbrivio della vettura.
Direzione: verso il deserto, più o meno in Messico, a prenderci la suina e un hot dog stracarico di formaggio fuso, chili e polistirolo in un Seven Eleven gestito da un cileno col turbante.

A onor di cronaca e di stomaco si è trattato del miglior hot dog mai mangiato "evah".

Due parole sul deserto: è deserto, ma tipo che se incontri qualcuno è meglio fuggire, perché si tratta sicuramente dei maniaci de "Le colline hanno gli occhi" ma non sbattono le palpebre, oppure di gente puzzolente. All'ingresso del deserto c'è un punto accoglienza, dove acquistiamo beni di prima necessità: tre litri d'acqua ragia, un paio di manette, foulard aztechi e razzi d'emergenza. Ripartiamo verso il nulla investendo un road runner, che carichiamo a bordo, rianimiamo e portiamo con noi per il resto della sgangherata avventura.

Irridiamo spocchiosamente il cartello del Cholla Cactus Garden, ridacchiando gli avvertimenti per noi inutili, perché noi siamo i migliori e non può succederci niente.
E infatti dopo neanche dieci passi nel sentiero giopep scopre di esser diventato l'uomo cactus, con aghi coriacei che gli penetrano fin dentro il DNA.
Urla, schiamazzi, vociare all'italiana, quasi che volevano cacciarci dal deserto.
E nel deserto, dico per davvero, non c'è proprio nessuno.

Domani si prende l'aereo per l'Italia, per ventiquattro ore di viaggio avanti nel tempo.
E ora il pensierino conclusivo: è stato un E3 garrulo e trionfale, da stivare nei ricordi più belli con ardore e nostalgia, mi verrebbe da dire che era pure ora di tornare a casa, eh.
Se ne consiglia l'acquisto a tutti gli appassionati della serie, nonostante la dieta yankee possa creare problemi di aerofagia nei colleghi più disinibiti.

Voto: 10


Commenti

  1. mii

     
    #1
    Io pensavo che uno più stupido di te fosse difficile da trovare, ma dopo aver visto la foto di Cactuspep ho cambiato idea... ;)
  2. Fotone

     
    #2
    Non c'è mai limite alla stupidità.
    E neanche all'amore, come tu mi dimostri ogni tuo giorno di femmina.
    Sono tornato a casa donna, preparami qualcosa di buono, invece di perdere tempo qui..

    :D :D :D
  3. giopep

     
    #3
    Ho la spesa nelle mani, ricordatelo.
  4. Fotone

     
    #4
    E hai pure le spine nelle braccia!!! :D

    Bene, mi sono appena svegliato di nuovo.
    E' notte, cioè mattina.

    Il fuso orario trasforma in esseri mannari.
    Quando finirà tutto questo??!

    :(
  5. giopep

     
    #5
    "No, ma io il jet lag non lo patisco"
  6. Fotone

     
    #6
    Vabbè, SORRY.
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!