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2009 Fuga da Los Angeles

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

Sebbene l'Abruzzo abbia lo stesso fuso orario di Los Angeles (cioè nove ore indietro rispetto a tutta l'Italia e in particolare casa di giopep), è l'alba, non ho sonno, sono sveglio e tale cercherò di rimanere per le prossime venti ore, così da annullare in un sol giorno i benefici effetti del jetlag al contrario.
Sono stato l'ultimo della redazione a varcare la soglia di casa, ore 4:00 a.m., perché da Milano a Pescara in treno occorrono mille ore di Intercity a vapore.
Ultimo perfino rispetto al "master" trio calabrese diretto verso lo stretto di Gibilterra.

Più che una fiera spossante, di quelle che ti rimangono con l'acido lattico nei piedi per giorni interi, l'E3 2009 è stato un vero spasso.
Sarà perché mi ero allenato fisicamente a dovere (salvo poi vanificare la linea con dieta ferrea da Johnny Rockets) o perché ho 32 anni ma sento di averne solo 31, quindi sono molto più giovane persino del tenero Scamu.

Non ho patito eccessiva fatica psico-fisico-attitudinale, merito della mia nuova schiena in carbonio e del doping al cheddar.

Uno spasso di fiera yankee, insomma, con soli tre giorni di intenso lavoro (più tutto quello che abbiamo riportato a casa, certo…), un'avventura nel deserto, un furgone per quindici che faceva tanto "redazione affiatata in vacanza", gente che ci stava dentro a mille (tranne Jacky lo stacanovista che scrive anche nel bagno dell'aereo e io non condivido no no), matte risate al dolore di mascella e un'ingozzata settimanale di calorie che anche a volersi impegnare non sarebbe cosa replicabile in Italia.
Mi manca già il morigerato Babalot.
Non ho più nessuno a cui dire "soorry".
Lo sguardo di Russel Crowe era corroborante.
La sorridente pazienza del giovane Cirillo.
Gli aneddoti del Dr. Manhattan con voce alzata di tre ottave.

Me ne farò una ragione, dannazione.

Gli aerei, oltre che arnesi pericolosissimi, sono la cosa più scomoda del mondo.
Uno pensa che per un volo transoceanico ci siano poltrone comode, spazio per le gambe, monitor con tanti film per ogni poggiatesta e qualsivoglia comfort possa servire per sopportare undici ore di volo.
E invece un autobus qualsiasi è più comodo.
E secondo me anche uno scuolabus qualsiasi.

Almeno domani potrò dormire sereno, senza timore di un volo dell'angelo del leggiadro Sole in piena notte, forte della solidità strutturale dei king bed.

Sono a casa e all'altezza di Giulianova (terra Maderna) quasi non ci speravo più.
Marvin mi ha accolto facendo la pipì a terra, un po’ come ho fatto io per la gioia quando ho visto Iwata infilare il dito nel misura-pressione Nintendo.
Scommetto che due miei aitanti colleghi milanesi hanno già fatto qualcosa di cui si parlava da giorni.
E io ancora no.


Commenti

  1. giopep

     
    #1
    Mi giunge voce che tu non sia esattamente rimasto sveglio.
  2. Fotone

     
    #2
    Ops..yaaawn...odio ono le tre e mezza!!!!!!!!!!!!!!!
  3. Fotone

     
    #3
    Non riesco più a dormire, è una cosa che non so fare..
  4. giopep

     
    #4
    Io mi sto accontentando di tre ore a notte.
  5. Fotone

     
    #5
    Prima volevo dire "oddio sono...", ma va bene anche "odio (yoko) ono...".
    La odio infatti...quel suo modo di ridere ed esultare da vedova durante la conferenza Microsoft, mentre il marito non c'è più.

    Tu ti accontenti perchè hai il fuso nelle mani.
  6. giopep

     
    #6
    Fotone ha scritto:
    Tu ti accontenti perchè hai il fuso nelle mani.
     
    E la spesa, non dimenticarlo mai.
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