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Pure il terremoto!

di Andrea Maderna, pubblicato il

Oggi pomeriggio siamo stati rapiti da un tassista, che ci ha sbatacchiati in giro per lo stato della California, trascinati oltre confine e scaricati in un centro commerciale nel profondo Tennessee. E noi gli avevamo solo chiesto di portarci al Best Buy più vicino! Per fortuna, quel luogo dimenticato da Dio non era neanche un brutto posto e abbiamo trovato negozi sfiziosi in cui servirci, fra cui un Hot Topic che come al solito ha fornito magliette a cui non potevamo resistere. Pessimo, però, il Disney Store, talmente brutto da far rivalutare quello milanese.

Dopo esserci esibiti in qualche acquisto compulsivo, favorito anche dalla belttade di buona parte delle cassiere, abbiamo trascorso le ore successive cercando un mezzo di trasporto per il ritorno in albergo. Ma l'impresa sembrava disperata. Mentre i miei compagni di sventura Marco, Lorenzo e Jacopo piangevano distrutti a un semaforo, io ho trovato il coraggio di chiedere l'aiuto di un autoctono, che mi ha però assalito con tutte le sue forze, lasciandomi addosso il peso di cicatrici che non svaniranno mai. Per fortuna un gentile viandante ha poi deciso di aiutarci, portandoci con la sua carrozza fino a Kyoto, dove risiede il distaccamento losangelino di Nextgame.

La serata, dopo una riunione in cui abbiamo spartito videocamere, memory card, batterie, pani e pesci, si è conclusa in modi molto diversi. Una parte dei baldi giovini è rimasta in camera a lavorare, con giusto un'uscita in pizzeria per distrarsi un po'. I veri stakanovisti hanno invece deciso di partire in spedizione. Jacky e Fotone sono andati allo smodato party Activision, dal quale mi hanno da poco inviato SMS allarmanti. Ritengo lecito supporre che da domani ci ritroveremo con due uomini in meno nel team.

Io, invece, mi sono diretto al più modesto e raccolto party dedicato a Dead Rising 2. Un localaccio qua in zona è stato allestito a tema, con insegne che ricordano Las Vegas, tavoli da gioco assortiti, cibo a valanghe, alcool a fiumi e postazioni di gioco da cui provare il single player. E un paio di tizie vestite da zombi maiale che ballavano a ritmo di musica, agitando le terga per il nostro vizioso piacere. In tutto questo c'era anche Keiji Inafune, con ancora addosso la squallida giacchetta gialla del gioco, che probabilmente non si toglie da settembre.

Del gioco parlerò appena finisco di scrivere questa serie di scemenze inutili. Per il resto, mi preme sottolineare che, una volta tornato in camera d'albergo, sono stato accolto da un simpatico evento tipicamente californiano. Ero qua, bello tranquillo, seduto sul letto, in mutande, a scrivere sul mio bel computer, quando sento rumori provenire dall'ingresso. Ovviamente penso che Marco sia arrivato, ma capisco subito di stare sbagliandomi. Voglio dire, per quanto possano essere guizzanti i suoi bicipiti, dubito che lo spostamento d'aria della porta sia in grado di far ondeggiare il mio letto. No, è un terremoto.

Breve, non fortissimo, magari anche solo immaginato dalla mia stanca mente. Ma il terremoto c'è stato. Per un attimo, tutto qui ha dondolato. Per un attimo, l'intero elenco degli articoli scritti per Nextgame mi è passato davanti agli occhi. Per un attimo, ho creduto di poterla sfangare, e che stasera non mi sarei dovuto mettere a scrivere. Poi è arrivato Marco, è il sogno è finito.


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