Genere
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Lingua
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PEGI
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Prezzo
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Data di uscita
9-12 Giugno 2014

E3 2014

Speciale

Where the Greatest Play: l'E3 di Sony

Cronaca e impressioni a caldo sulla conferenza della casa nipponica a Los Angeles.

di utente_deiscritto_116, pubblicato il

La misura della riuscita della conferenza Sony, come spesso capita nelle frenetiche ore di apertura dell'E3, è data in larga parte dal gioco di contrasti tra ciò che è stato mostrato nelle tre conferenze precedenti e dalle aspettative mancate, che come ogni anno, in modo quasi tranquillizzante, includono l'ormai mitologico The Last Guardian.

Le aspettative sulla catalogo Sony, ad esempio, sono state definite in serata da Microsoft, che ha ancora una volta offerto una line-up solida (ancorché poco varia) in cui la smilza offerta first party è rimpolpata mettendo mano al portafogli e scegliendo (con attenzione) progetti third party da acquisire. Le paure della vigilia sono state in larga parte offerte da EA, protagonista di una delle peggiori conferenze degli ultimi anni: una agghiacciante serie di documentari che hanno dipinto una line-up appena abbozzata, minacciando un 2014/2015 desertificato dall'eccesso di prudenza. Un altro sintomo di questa situazione traspare dal pesantissimo uso di trailer in CG.

Ora dopo ora, il quadro che si è andato delineando era quello di una sfida a offrire una maggiore varietà di contenuti, e a offrirli prima. Aspettative, dobbiamo dire, solo in parte soddisfatte, anche complice una quantità di fake e sciocchezze da forum ai massimi storici. Con PS4 che fa registrare mese dopo mese volumi di vendite convincenti, forse aspettarsi qualcosa di diverso da quanto mostrato da Sony era poco sensato. Ancor più di Microsoft, che un anno fa, proprio con un ricco e snello keynote è riuscita a sterzare verso il semplice "problematico andante" una situazione che si prospettava un disastro di proporzioni bibliche, Sony aveva tutto l'interesse a mantenere una strategia che finora si è dimostrata vincente, fatta di proposte sviluppate internamente (le uniche esclusive certe, nel mercato attuale), legami con la comunità indie, spinte decise nella direzione del free-to-play, e partnership di co-marketing con i titoli third party più importanti del 2014 (gli ultimi rimasti, dopo l'ecatombe di rinvii dei prossimi mesi).

Se Microsoft ha puntato ancora una volta sulla co-produzione per assicurarsi esclusive third-party (come Scalebound di Platinum Games, il reboot del misconosciuto Phantom Dust) per cementare l'appeal presso il pubblico "hardcore", i più attenti saranno riusciti a captare il messaggio chiave della conferenza Sony (e i suoi destinatari, soprattutto) nelle parole iniziali di Andrew House: "quello che vedrete nei prossimi minuti gira meglio, arriva prima e include più contenuti su PlayStation". Non è chiaro se PS4 lavi più bianco e si pulisca da sola, ma il tenore del messaggio è chiaramente da Carosello: Sony punta al grande pubblico, nel tentativo di costruire un bacino d'utenza più largo possibile e sfruttare l'accelerazione accumulata per mettere quanta più distanza possibile tra l'installato PS4 e quello di Xbox One. Un installato, a conti fatti, molto più alto di quanto ci si aspetterebbe, dopo un anno di polemiche e con le note differenze tecniche evidenziate dai titoli multipiattaforma.

L'esempio che meglio incarna la strategia Sony è Destiny, non a caso scelto per occupare un lungo (forse troppo) segmento di apertura. Il titolo Bungie è l'ultimo grande gioco del 2014, e Sony vuole imporre la serie come qualcosa di legato alle sue console. Per farlo, Andrew House (che dopo l'uscita di scena di Jack Tretton tiene il palco da solo per la prima volta) promette un bundle con una stilosa PS4 bianca al lancio, una beta in anteprima dal 17 luglio, una demo alpha (probabilmente quella mostrata alla stampa un mese fa) in arrivo nei prossimi giorni. E ancora contenuti extra come mappe multiplayer, missioni coop e single player e quant'altro possa dare a Sony una bella fetta delle vendite del gioco, al traino dell'investimento titanico di marketing da parte di Activision.

Dopo una deviazione inattesa (e non esattamente accolta dal delirio del pubblico) verso atmosfere alla Rez/Child of Eden con Entwined di Pixel Opus, si torna verso lidi più rassicuranti e vendibili con The Order 1886: in arrivo il 20 febbraio 2015, il titolo di Ready at Dawn mostra un comparto tecnico semplicemente spaventoso, ma la scelta del segmento mostrato, insieme a qualche dichiarazione non felicissima del team di sviluppo rilasciata negli ultimi mesi, non fa che cementare le paure del pubblico (quanto fondate non è dato saperlo, al momento) che si tratti di un titolo di impatto più che di sostanza.


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