Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
12+
Prezzo
39,90 Euro
Data di uscita
16/11/2007

Empire Earth III

Empire Earth III Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sierra Entertainment
Sviluppatore
Mad Doc Software
Genere
Strategico in tempo reale
PEGI
12+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
16/11/2007
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
8
Prezzo
39,90 Euro

Hardware

La configurazione minima dichiarata parla di Windows XP o Vista, CPU a 1,7 GHz di classe Pentium 4 o analogo, 512 MB di RAM, una scheda video con 128 MB di RAM, DirectX 9.0c e shader 2.0, per un occupazione su hard disk di 5,5 GB. Da segnalare che per alzare il dettaglio al massimo, specie per quanto riguarda le texture, occorre una scheda video carrozzata di parecchia RAM. Su un computer dotato di CPU Intel Core 2 Duo a 2,4 GHz e GeForce 8600 con 256 MB di RAM video, Empire Earth III ha denunciato qualche calo di frame rate di troppo nelle situazioni più concitate e ci ha spesso costretto a riscalare verso il basso il dettaglio delle texture.

Multiplayer

In LAN o su Internet, Empire Earth III mette a disposizione un buon comparto multiplayer. Una sola modalità di gioco disponibile, la skirmish, ma molte mappe da due a otto giocatori diverse sia per ambientazione che per caratteristiche strategiche. Una sezione ufficiale dedicato ai mod è in arrivo, e già qualcosa si trova spulciando la community. Da segnalare la prima patch uscita di fresco che risolve parecchie magagne relative soprattutto alla modalità multigiocatore.

Link

Recensione

Dagli Achei ai Gundam, la terza volta di Empire Earth

Immediatezza e semplificazione: il nuovo approccio di Mad Doc.

di Gabriele Ciaccasassi, pubblicato il

In un panorama affollato quale quello degli strategici in tempo reale è sempre stato, ci vuole l’idea giusta per emergere, ci vuole quel tratto unico che rende un titolo immediatamente riconoscibile. La serie Empire Earth questo elemento distintivo ce l’ha sempre avuto sotto forma di un viaggio temporale dall’Età Antica al Futuro.
Il concetto, con i dovuti distinguo, è quello alla base di blasonati strategici a turni, Civilization per fare un nome qualunque, ed è stato recentemente ripreso da un altro strategico in tempo reale di buon successo, Rise of Nations; si può quindi affermare che l’idea in sé non è più freschissima.
Questo però non ha mai impedito a nessuno di sfornare un giocone, tanto meno a Mad Doc Software che, alla terza incarnazione della serie, sperimenta una via alternativa, una vera e propria inversione di marcia rispetto alla storia della loro creatura.

Conquistare il mondo con un’inversione a U

Empire Earth II riproponeva più o meno l’idea di base del capostipite, ma portando tutto quanto allo “schema successivo”. Diecimila anni di storia attraverso quindici epoche e quattordici civiltà diverse, con uno spessore strategico e gestionale di grande profondità, rappresentavano un mastodonte di completezza e possibilità capace di soddisfare i palati più esigenti, ma al contempo forse un po’ ostico per il giocatore medio e difficile da gustare in toto.
Questo terzo capitolo prende evidentemente le mosse dalla volontà di semplificare l’approccio al gioco e di renderlo più immediato e fruibile: le fazioni disponibili diventano tre (orientale, occidentale e mediorientale) e le epoche storiche da attraversare sono cinque.
Ogni fazione, in ogni epoca, si gestisce sostanzialmente nello stesso modo: si prende possesso di una zona della mappa costruendo una “base principale” (che si chiami ministero o centro cittadino poco cambia) con la quale produrre dei costruttori. Con questi si procede a creare magazzini per sfruttare le materie prime disponibili (legno, pietra… non fa differenza: viene tutto accorpato nella voce comune “risorse), mercati per accumulare ricchezza che insieme alle risorse consente di costruire tutto il resto, mura, torrette difensive e le strutture per produrre truppe. Quanto a queste ultime lo schema rimane fisso pur aggiornandosi col passare delle epoche e pur presentando peculiarità e differenze a seconda della fazione scelta: ci sono le truppe di fanteria, la cavalleria (che diventerà poi il reparto motorizzato) e i mezzi da assedio; nel futuro arriveranno anche i mech, di varia foggia e dimensione, come anche basi aeree e navali moderne e per ciascuna unità e struttura sono disponibili un certo numero di upgrade da ricercare.
La vittoria, sulla singola mappa, si ottiene quando si sono distrutte o assimilato per via diplomatica tutte le altre fazioni presenti nello scenario.

Déjà vu in agguato

È facile rendersi conto che tutto scorre dentro i binari ben tracciati del gameplay classico degli strategici in tempo reale, senza particolari spunti di approfondimento né innovazioni. Anche la fase di diplomazia non consente chissà quali interazioni: ogni fazione presente nella mappa ha verso di un noi un atteggiamento, dall’odio aperto all’amore dichiarato, che è possibile influenzare durante la partita. Questo accade completando delle missioni che saltuariamente vengono richieste sia durante la singola partita sia nell’ambito della più vasta campagna single-player, oppure facendo regalie o chiedendo tributi in termini di risorse e ricchezze. Banalmente, facendo dei regali, le fazioni avversarie diventeranno sempre più amichevoli consentendoci di stringere alleanze e arrivando a giurarci fedeltà.
Vincere una mappa per questa via è del tutto possibile (e assai poco soddisfacente), specie nelle prime fasi della campagna avendo a che fare con tribù locali e civiltà “minori”. Un avversario umano ovviamente non si lascia blandire, così come una fazione avversaria nella conquista del mondo.
Questo è, per sommi capi, l’impianto generale della sezione strategica di Empire Earth III, quella che costituisce il nucleo pulsante del titolo, il terreno di gioco principale e in questo consiste lo svolgimento delle partite in multiplayer e in modalità skirmish.
La campagna principale, che ha l’esplicativo titolo di World Domination, lega le epoche storiche e le battaglie in un contesto più vasto di stampo gestionale, proiettando il giocatore su una dimensione di battaglia globale per la conquista del mondo. Ma per vedere dove condurrà la nostra corsa al dominio totale del globo terracqueo, vi rimandiamo alla conclusione della recensione.