Genere
MMOG
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
Gratuito
Data di uscita
2011

End of Nations

End of Nations Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Trion Worlds
Sviluppatore
Petroglyph Games
Genere
MMOG
Data di uscita
2011
Lingua
Inglese
Prezzo
Gratuito

Hardware

End of Nations si trova attualmente in sviluppo, con l’obiettivo di uscire entro l’anno prossimo su PC. Il gioco richiederà un abbonamento mensile, dall'entità ancora in via di definizione. Verso la fine del 2010 è previsto un periodo di closed beta.

Multiplayer

Trattandosi di un MMO, End of Nations ha senso di esistere unicamente sulla Grande Rete, giocato con altri utenti. Il gioco prevede sia modalità PvE che PvP. A proposito di queste ultime, oltre alla possibilità di muoversi di partita in partita tramite lista amici o a quella di sceglierne liberamente una pubblica, è prevista Guild on Guild PvP, grazie a cui svolgere match privati tra gilde, ciascuna delle quali potrà schierare fino a 30 giocatori.

Link

Eyes On

Strategia globale

Il MMORTS di Petroglyph svela il PVP.

di Stefano F. Brocchieri, pubblicato il

La base del comandante impersonato da Lena si trovava in Sud America, in una tipica ambientazione rigogliosa e pluviale. Da qui poteva amministrare la fabbricazione di nuove unità e infrastrutture e scatenare super-armi o attacchi speciali, come per esempio una grappolata di missili. Il sistema di crafting del gioco prevede che questi ultimi, così come praticamente tutte le tecnologie presenti, necessitino sia di materie prime che di progetti, che possono anche essere venduti al mercato nero o scambiati con altri giocatori. Nuove unità e mezzi distruzione si possono ottenere chiaramente anche risolvendo missioni. Una volta scelto un set di unità e attacchi (che nella dimostrazione ammontavano a sette) e stabilita la lista di priorità dei rinforzi che è possibile chiamare dalla base al campo, è arrivato il momento di muoversi verso il campo di battaglia. I limiti imposti dal set (ancora in via di definizione) faranno in modo che non ci siano partite immotivatamente sbilanciate: End of Nations vuol offrire un'esperienza su scala globale, in cui tutti i giocatori devono potersi sentire liberi di mettere piede in qualsiasi fronte di lotta desiderino, anche se frequentato da utenti di livello molto più alto. In questo senso, stabilire “un prezzo d’entrata” per tutti è un modo per cercare di far emergere più la propria skill che la propria collezione.

COOPERATE AND CONQUER

Una volta tornati alla mappa del mondo, si è passata in rassegna la lista delle battaglie in corso e ci si è aggiunti a quella che si stava svolgendo nello stand pubblico del gioco. Obiettivo della partita era conquistare una serie di postazioni prima della squadra avversaria. Chris ha prima approfittato della distrazione offerta dalle truppe di un compagno per portare un attacco dal fianco, grazie a cui ha sconfitto le unità di un avversario, poi, grazie a un attacco aereo, ne ha spazzato via un altro e fortemente indebolito un secondo, di cui ha potuto avere facilmente la meglio, guadagnando accesso a un punto di controllo, la cui cattura ha assegnato PV Points, Victory Points e Resource Points, immediatamente investibili. Come quella ruolistica, anche la parte gestionale non rimane affatto fuori dalla partita, dato che la conquista e il controllo delle risorse o il loro acquisto permettono di riorganizzare il proprio set, oltre che di aumentare il bottino che ci ritroverà a tensioni finite. Grazie all’aiuto dei suoi commilitoni, Chris si è poi mosso verso un punto di controllo speciale, la cui conquista dava l’accesso a una bomba atomica. Trattandosi di un obiettivo dall’importanza strategicamente vitale, era la zona più strenuamente contesa tra i due schieramenti, dove ha avuto luogo lo scontro più teso e combattuto a cui abbiamo assistito, alla fine del quale la squadra dell’MMO producer di Trion Worlds è riuscita ad impossessarsi dell’ordigno, che una volta lanciato ne ha decretato la vittoria.

SUPREME COMMANDER

La dimostrazione a cui abbiamo assistito ci è parsa dare ragione alle parole di Legg: “nelle modalità multiplayer degli altri RTS quanti giocatori sono contemplati al massimo, 10, 12? E quante volte si deve aspettare che la gente si unisca alla partita e che si prepari? E quanto è frustrante quando qualcuno deve per forza staccare, mandando inevitabilmente in malora le sorti di quella che magari fino a quel momento era una gran bella partita?”. End of Nations sembra guardare dall'alto in basso questi problemi, offrendo campi di battaglia persistenti a cui si ci potrà unire liberamente in qualsiasi momento e in cui “il numero di giocatori non farà pesare il fatto che magari Chris deve fermarsi per andare a cena o portare a spasso il cane. Potrà tornare quando avrà finito e ritrovare la partita ancora nel vivo”, sempre per citare Mike. L’aspetto tecnico è ancora un po’ acerbo e sono ancora tanti i contenuti che devono essere soppesati e bilanciati, ma da quello che abbiamo visto Petroglyph sembra sulla strada giusta per raggiungere il suo obiettivo: offrire un’esperienza strategica massiva che si riconosca pienamente in entrambi gli aggettivi.


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