Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
39,90 Euro
Data di uscita
28/9/2007

Enemy Territory: Quake Wars

Enemy Territory: Quake Wars Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Activision
Sviluppatore
Splash Damage
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Activision Italia
Data di uscita
28/9/2007
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
64
Prezzo
39,90 Euro

Hardware

Abbiamo provato la beta pubblica di Enemy Territory: Quake Wars su un PC dotato di Pentium 4 da 2,4 GHz con 2 GB di memoria RAM, scheda video ATi Radeon X800XT AGP e Windows Vista. I risultati non sono stati confortanti: con questa configurazione il gioco si è dimostrato troppo pesante, anche abbassando moltissimo la risoluzione ed eliminando qualunque effetto. Negli scontri più accesi, il frame rate raggiungeva spesso valori inferiori ai 10 FPS, davvero troppo poco per poter giocare. Installato su un computer ben più potente (un MacPro con doppio Core2Duo da 2,66 GHz, scheda ATi X1900, 2 GB di RAM e partizione Windows Vista installata tramite BootCamp) Quake Wars si è dimostrato giocabile in ogni condizione, con un frame rate variabile tra i 30 e i 60 FPS. Speriamo che le ottimizzazioni dell'ultim'ora rendano il gioco accessibile anche a configurazioni meno potenti.

Multiplayer

Questa versione "Open Beta" offre una sola mappa giocabile unicamente via Internet. I giocatori supportati sono 24 contemporaneamente, 12 per ogni squadra.

Link

Anteprima

Nuovamente in territorio nemico

Splash Damage torna sul luogo del delitto. Alla grande.

di Simone Soletta, pubblicato il

Naturalmente gli Strogg dovranno impedire queste azioni, dapprima difendendo la posizione nella quale l'emettitore di EMP deve essere costruito e poi arroccandosi a difesa delle grate (prima) e del terminale (poi). Questo, insieme alle dimensioni ben azzeccate della mappa (il numero massimo di giocatori è 24, 12 per squadra) offre diverse possibilità di approccio in base alla missione da compiere. Inizialmente, si combatte in esterni in spazi abbastanza ampi, tra mezzi (ci torneremo tra poco) e cecchini, tra cannoni e bombardamenti da vivere; poi all'interno della struttura si finisce inevitabilmente a concentrare i propri sforzi in un paio di stanze appena, difese con le unghie e con i denti dagli Strogg. Insomma, ci si annoia poco (almeno per le prime ore, poi naturalmente l'unica mappa disponibile tende a diventare ripetitiva) e ci si trova in una situazione concettualmente molto simile alla mappa Seawall Battery di Wolfenstein: Enemy Territory.

TRA MECH E CARRI ARMATI

A differenza di quanto visto nel gioco precedente, in Enemy Territory: Quake Wars potremo anche contare su un ampio parco di mezzi, più o meno pesanti, da sfruttare in combattimento. Ognuna delle due fazioni può accedere a un garage sostanzialmente equilibrato, tra Jeep dotate di mitragliatrice e carri armati per i GDF e addirittura un mech Cyclops da parte degli Strogg. La variazione più eclatante la troviamo però nei mezzi leggeri: mentre i GDF possono contare unicamente su un Quad, veloce ma ben poco utile in termini prettamente bellici, gli Strogg possono sfruttare gli Icarus, sorte di jetpack individuali grazie ai quali è possibile volare sul campo di battaglia, sfruttando il jetpack per ballonzolare e aggiungendo una dimensione tutta verticale ai combattimenti.
A bordo degli Icarus si perde qualsiasi prerogativa del ruolo (non si può, insomma, cecchinare durante i balzi, o ordinare dal cielo un attacco di artiglieria): l'unica possibilità è lanciare bombe sulle teste dei nemici sottostanti, a meno di non abbandonare momentaneamente lo zainetto volante. Una volta che li avremo lasciati, tutti i mezzi resteranno in attesa per un certo periodo, per poi scomparire e rinascere vicino al punto di respawn.
Il sistema di guida necessita di un minimo di allenamento, specialmente quando si è ai comandi di un mezzo dotato di torretta o cannone: si possono gestire separatamente l'avanzata e l'orientamento delle bocche da fuoco, e questo inizialmente porta a qualche incidente di troppo. Per fortuna l'HUD del gioco mostra due frecce che indicano le due direzioni e aiutano a correggere eventuali problemi di rotta.

GIOCABILITÀ TOTALE

La caratteristica più apprezzabile di Wolfenstein: Enemy Territory era (ed è, è ancora giocato) la sua capacità di offrire un'esperienza divertente anche a chi non è un drago con mouse e tastiera. Certo, eravamo davanti a uno sparatutto e quindi un minimo di abilità nello sparare era richiesta, ma sostanzialmente ci si poteva anche divertire vestendo altri ruoli (la spia, il Field Ops, il medico, l'ingegnere) che davano soddisfazione in modo diverso. Insomma, contare i frag non era la priorità, si guardava maggiormente all'obiettivo di squadra, ai punti esperienza da guadagnare svolgendo compiti specifici, si cercava insomma di essere utili... e ci si riusciva.
Da questo primo assaggio possiamo dire che Enemy Territory: Quake Wars ripropone del tutto intatto lo spirito del suo predecessore, spiazzando solo un pochino a causa delle nuove azioni introdotte e per la presenza di una fazione tutta da scoprire. Bastano poche partite, comunque, per ritrovarsi "incatenati" al monitor, puntando su quella struttura da costruire o su quel compagno morente che necessita di un dottore. Così come in Wolfenstein Enemy Territory, infine, è davvero importante costruire una squadra con cui giocare spesso e da gestire attraverso un sistema di chat vocale. Gestire l'avanzata della squadra è fondamentale, e giocare contro sconosciuti sui pochi server ora disponibili (e quasi sempre pieni...) lascia un po' di amarezza perché si notano con chiarezza le potenzialità del gioco ma non si riesce a sfruttarle a dovere.
Chiudiamo qui il nostro primo excursus "giocato" in Enemy Territory: Quake Wars: in realtà, pur con una sola mappa a nostra disposizione, potremmo continuare ancora per pagine intere a descrivere il gioco, ma per ora preferiamo fermarci qui e tornare a vestire i panni di umani e Strogg nei server sparsi per il pianeta. Non voletecene, avremo occasione di farci perdonare con una recensione che già fin d'ora immaginiamo ricca di articoli di approfondimento!