Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
6/6/2003

Enter The Matrix

Enter The Matrix Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Genere
Azione
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
6/6/2003
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Trama legata a quella dei film
  • Filmati con attori originali
  • Fascino di Matrix
  • Idea del "focus" ben giocata
  • Minigioco Hacking

Lati Negativi

  • Motore grafico non all'altezza
  • Sulle lunghe ripetitivo
  • Collisioni e controlli non precisi
  • Telecamera talvolta imprecisa

Hardware

Per giocare a Enter the Matrix vi servono un GameCube europeo, un pad compatibile, una confezione originale del gioco e una Memory Card con almeno dieci blocchi liberi per salvare.

Multiplayer

Non sono previste modalità multiplayer.

Link

Recensione

Enter the Matrix

Cosa accadrebbe se un giorno ti svegliassi e ti dicessero, con assoluta certezza, che tutte le persone che conosci, la tua casa, le tue proprietà, il tuo lavoro e i luoghi in cui sei stato non sono che immagini proiettate nel tuo cervello senza nessun tipo di riscontro nel mondo autenticamente reale? Ghost e Niobe, protagonisti di Enter the Matrix, ne hanno avuto un po' a male...

di Alberto Torgano, pubblicato il

Passando al gameplay, l'elemento distintivo di Enter the Matrix risiede nella presenza del già citato tasto Focus, una sorta di "bullet time" potenziato, in pratica il tanto decantato "effetto Matrix". Con l'attivazione dell'apposito comando, Ghost e Niobe possono deformare la matrice, compiendo così azioni impossibili per un normale essere umano, come schivare i proiettili, saltare a distanze impensabili, o anche solamente combattere con rapidità e forza sovrumane.
Con la pressione del tasto, lo scorrere del tempo all'interno del gioco rallenta, e alcuni comandi assumono funzioni differenti, sbloccando mosse altrimenti inutilizzabili. La resa del Focus è buona, seppur con alti (come le corse sui muri) e bassi (come le cadute accidentali in seguito alle corse sui muri), e caratterizza positivamente il titolo, offrendo a Enter the Matrix quel "quid" di giocabilità in più rispetto al classico gioco d'azione.
Restando in ambito di gameplay, è da segnalare anche l'ottima gestione delle barre dell'energia e del Focus, che automaticamente si ricaricano nei momenti tranquilli; grazie a questo stratagemma il giocatore può concentrarsi maggiormente sull'aspetto giocoso senza limitarsi troppo nell'utilizzo delle mosse speciali.

LE DOLENTI NOTE

Enter the Matrix, a fronte dei pregi di cui sopra, soffre di alcuni classici difetti dei giochi multipiattaforma di largo consumo. In primis il motore grafico, essendo progettato per essere versatile e veloce su piattaforme molto differenti, è stato limato al ribasso. Su GameCube il gioco Shiny mostra tutti i suoi limiti, come i pochi poligoni su schermo, animazioni non sempre azzeccate e alcune sequenze cinematiche poco d'effetto. In particolare la questione dei pochi dettagli spicca in modo quasi imbarazzante in alcuni livelli esterni (stiamo pensando agli stage ambientati all'aeroporto), e comunque difficilmente il giocatore rimane impressionato dalla grafica in sé, sempre di livello medio-basso, con l'unica eccezione della villa del Merovingio. Discorso a parte va fatto poi per le animazioni: scegliendo la via della fedeltà alle pellicole, i programmatori hanno inserito molti abiti come mantelli o impermeabili, ahinoi piuttosto difficili da fare sventolare in modo realistico, con il risultato di offrire a volte movimenti non troppo riusciti. In compenso è buona la resa della flemma e del fascino dei protagonisti, sempre piacevoli da controllare e "cool" al punto giusto. Estremamente meritevoli poi alcuni dialoghi, anche se questo esula dal discorso tecnico.
Tornando a noi, Enter the Matrix soffre anche di controlli non troppo precisi, non tanto durante i combattimenti quanto per i movimenti, difficili in particolare negli spazi angusti; la telecamera, inoltre, segue le azioni in maniera piuttosto nervosa e talvolta si è costretti durante un combattimento particolarmente dinamico a pestare sui tasti nella speranza di eliminare un nemico che non è possibile vedere. Non aiuta in questo senso la meccanica del movimento del protagonista (spostando lo stick all'indietro indietreggerà senza voltarsi), che rende meno immediato il voltarsi durante scontri armati con più avversari. Non mancano, infine, alcuni piccoli bug che solo di rado capita di vedere in un gioco su console: negli ultimi livelli ci è capitato un paio di volte di restare incastrati nei fondali e in un'occasione abbiamo forzatamente dovuto uscire dal gioco e ricaricare la partita. Parlando di caricamenti, non si può non menzionare una lunghezza sicuramente non comune sulla macchina Nintendo e alcune scelte che, discutibilmente, avvicinano alcuni caricamenti al punto da inframezzarli unicamente di pochi passi all'interno delle singole ambientazioni.
Risollevano il discorso tecnico le eccellenti musiche, coinvolgenti e adatte all'azione su schermo, e i filmati, di buona qualità, mostrati in formato letterbox per mantenere lo stesso rapporto della pellicola cinematografica.

PRODOTTO DI LARGO CONSUMO

Questo sono diventati i videogiochi, e un titolo come Enter the Matrix ne è la lampante dimostrazione. Con questa frase non intendiamo dire che il gioco Shiny sia poco valido o deludente, semplicemente vogliamo precisare come sia stato pensato per soddisfare un vasto ed eterogeneo pubblico, per dare ai fan di Matrix quello che hanno sempre voluto, in modo nudo e crudo.
Il fan vuole deformare la matrice? Enter the Matrix gli offre questo. Il ragazzino vuole giocare con gli eroi del cinema? Enter the Matrix gli offre questo. L'appassionato vuole vivere da protagonista la storia? Enter the Matrix gli offre questo. O meglio offre loro "più o meno" questo, poiché, dovendo soddisfare esigenze diverse e quantomai popolari, la creatura di David Perry ha dovuto togliere da una parte per aggiungere dall'altra, cercando compromessi per lo più tesi a ridurre al minimo gli sforzi di programmazione.
In breve, Enter the Matrix è il videogioco di Matrix, inteso nell'accezione più limitante (ma non per questo dispregiativa) del termine, ovvero è "quello che ci si sarebbe potuti aspettare" e nulla più. Se avete amato i due film, se alla fine della proiezione di Matrix Reloaded non ne avete avuto abbastanza, se volete un bel regalo per un vostro amico o un gioco da mostrare e da giocare anche con altri, allora comprate pure Enter the Matrix a cuor leggero. Al di là dei limiti tecnici (che comunque troveranno inficianti solo gli appassionati di videogiochi) e dei piccoli problemi, il fascino del mondo dei fratelli Wachowski rimane quasi intatto nei due minidvd del gioco.
Se siete giocatori dal palato fino, se non vi fate influenzare dall'hype di una pressante campagna pubblicitaria, se da un gioco volete cura in ogni aspetto e preferite lasciare i film sullo schermo dei cinema, allora passate oltre.

PECULIARITÀ DELLA VERSIONE GAMECUBE

Chiudiamo infine esaminando pregi e difetti della versione GameCube, identica per contenuti alle altre presenti sul mercato. L'unico difetto della versione Nintendo del gioco è legato, tanto per cambiare, al pad, dotato di un tasto in meno rispetto allo "standard" PlayStation 2, nonché del temutissimo pulsante Z, ottimale per richiamare mappe e inventari, ma scomodo quando controlla azioni. Inoltre, paradossalmente, la precisissima leva analogica GameCube è pure "troppo" precisa per gli approssimativi controlli di gioco, ma questo non è un limite della macchina, quanto un problema del gioco.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Enter the Matrix è un titolo discreto in assoluto, buono se siete amanti del film e sapete chiudere un occhio sui suoi aspetti meno brillanti, mediocre se preferite lasciare Matrix al cinema e i videogiochi "puri" alle console. Il commento potrebbe terminare qui, sprechiamo qualche altra riga solo per ricordare i punti di forza del gioco: la buona implementazione del cosiddetto "effetto Matrix" e la trama complementare a quella dei film; e i suoi difetti: un motore grafico certo non all'altezza delle capacità del GameCube, una certa ripetitività di fondo e una mancata "eccellenza" formale. Se giocato senza troppi preconcetti Enter the Matrix dà il meglio di sé e vale l'esborso montario richiesto. Questo detto, la scelta sta a voi. <i>Alberto Torgano</i> <b>SECONDO COMMENTO</b> Enter the Matrix: atteso, bramato prodotto dell'unione di innegabili talenti, David Perry e i Wachowski Bros. Il risultato? In una parola, deludente. Tecnicamente altalenante tra il buono (la villa del Merovingio, i riflessi sul "cappotto" di Niobe, le animazioni) e l'inguardabile (tutto il resto), Enter the Matrix ha sopratutto la "colpa" di essere incredibilmente noioso e banale, nonostante le premesse facessero sperare in una maggiore varietà. Intendiamoci, le mosse sono tante, veramente spettacolari e il Bullet Time, anche verso la fine dell'estenuante avventura di Ghost e Niobe, sa strappare qualche sorriso compiaciuto, ma in fondo è tutto qui: un continuo pestare sui tasti per eliminare frotte di nemici, brevi periodi di tranquillità per ricaricare Focus ed Energia e nuovamente via a pestare come forsennati. In alcuni casi vengono addirittura utilizzati espedienti di una certa faciloneria per mettere i bastoni tra le ruote al giocatore (armi a terra non raccoglibili perché il gioco pretende che un nemico sia ucciso con una granata). Insomma un peccato: e dire che di idee Shiny ne ha messe in questo gioco, sarebbe stato magari opportuno bilanciarle meglio. Invece, in definitiva, l'annunciato Hacking è un minigioco a parte che non ha nulla a che vedere con la trama principale, le sezioni di guida sono poche e banalotte, le missioni sulla Logos qualcosa di talmente inguardabile che, a quel punto, avremmo preferito un'altra scazzottata/sparatoria... e visto che le troviamo alla fine del gioco, è tutto dire. Gli appassionati del mondo di Matrix, quindi, come devono comportarsi? L'ora di filmati inediti presenti nel gioco è sicuramente appetitosa e ben realizzata, si tratta di decidere se qualche ora di combattimenti, inizialmente esaltanti ma via via sempre più noiosi, vale la spesa per questa ennesima occasione sprecata. <i>Simone Soletta</i>