Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
65,99 euro
Data di uscita
12/6/2003

Enter The Matrix

Enter The Matrix Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Sviluppatore
Shiny Entertainment
Genere
Azione
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
12/6/2003
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
65,99 euro

Lati Positivi

  • Matrix è Matrix
  • Divertente per chi si accontenta di sparare e combattere all'infinito
  • Sistema di controllo semplice e intuitivo
  • Il Bullet Time è sempre uno spasso

Lati Negativi

  • Realizzazione grafica deludente
  • Gameplay estremamente ripetitivo
  • Le sezioni di guida sono da dimenticare
  • Troppi caricamenti durante il gioco

Hardware

Le specifiche tecniche parlano di un processore a 1 GHz, di 256 MB RAM, di una scheda grafica 3D con almeno 32 MB RAM e di oltre 4 GB di spazio libero su Hard Disk. Il gioco richiede le Direct X 9.0, presenti comunque nel disco d'installazione. Provato su una configurazione di poco superiore, Enter The Matrix si è comportato ottimamente, pur a una risoluzione di 1024x768 pixel e senza l'Antialiasing attivato.

Multiplayer

Enter The Matrix è un gioco destinato esclusivamente al single player.

Link

Recensione

Enter The Matrix

Narra un'antica leggenda che i misteriosi fratelli Wachowski, dopo aver portato sullo schermo le vicende di tre eroi dell'umanità e della loro lotta contro le macchine, si siano convertiti all'arte del videogioco e abbiano progettato con l'aiuto del guru dei pixel David Perry un action game destinato a vendere milioni di copie in tutto il mondo. Il suo nome è... Enter The Matrix.

di Francesco Destri, pubblicato il

Ora che Matrix è entrato a far parte della terminologia corrente e che sembra sbucare da ogni angolo informativo (giornali, TV, libri, Internet, DVD, cinema e ora videogiochi), il rischio di saturazione è quanto mai attuale, soprattutto dopo che il secondo capitolo cinematografico della serie sembra aver scaldato i cuori di pochi e raffreddato quelli di molti, almeno a leggere le critiche sui decine di forum sparsi per la Rete che parlando di sequel fiacco, confuso e rovinato, oltre che dalla sfinge Bellucci (stessa staticità di sguardo e stessa eloquenza sibillina), da una quantità di combattimenti che ormai può appassionare giusto chi non ha mai posato gli occhi sul primo Matrix. Considerazioni cinematografiche a parte, il fenomeno Matrix è soprattutto un mostro di marketing che nella sua marcia verso la globalizzazione selvaggia (pare che lo vedremo prossimamente anche sul nuovo dizionario Zingarelli) non poteva non incrociare il mercato videoludico, che a parte la mitica demo apparsa sul popolare software di benchmark 3D Mark (versione 2001) e quel gioiello tuttora imbattuto di Max Payne, era rimasto a bocca asciutta in quanto a matrici, men in black, sentinelle cibernetiche e scie di proiettili luminose.
Ci ha pensato Shiny Entertainment per conto dell'ormai onnipresente Atari a sviluppare un videogioco ispirato all'universo di Matrix, che dopo mesi di attese, conferme e smentite è giunto finalmente sul mercato per ben quattro piattaforme diverse (PC, Xbox, PS2 e NGC) in perfetta coincidenza con l'uscita nelle sale di Matrix Reloaded.
Come tempestività non c'è nulla da obbiettare, ma cosa pensare di un gioco costato quasi di più per il lancio pubblicitario che per la sua vera e propria realizzazione?

LA MATRICE SVELATA

David Perry, geniale quanto sfortunato (almeno nei suoi ultimi progetti, Messiah e Sacrifice) guru del mondo videoludico, ha insistito molto su tutto quello che è gravitato attorno a Enter The Matrix nelle frasi di pre-produzione, dalla sceneggiatura scritta appositamente dai fratelli Wachovski ai quasi sessanta minuti di filmati con attori in carne e ossa, senza scordare le presunte illazioni attorno alla trama, che per alcuni sarebbe stata addirittura superiore a quella di Matrix Reloaded (non che ci voglia poi tanto, almeno a prima vista); peccato che alla fine il buon Dave fosse spesso in difficoltà nel parlare più specificatamente delle dinamiche del gioco e del motore grafico utilizzato per crearlo, conscio forse che il suo parto di maggior successo commerciale fosse anche il meno riuscito della sua lunga carriera.
Ebbene, dopo thread infuocati apparsi sui centinaia di forum "matriciali" che inneggiavano addirittura a un boicottaggio in segno di protesta contro le attese tradite, possiamo dire che Enter The Matrix si rivela effettivamente il titolo più scialbo e anonimo di Mr. "Aladdin" Perry, ma non per questo è da incasellare alla voce "obbrobrio videoludico".
Dalla sua infatti Enter The Matrix può contare su una trama ben congegnata e concepita in modo da non far mai mancare l'interesse del giocatore (gli avvenimenti del gioco si pongono idealmente tra Matrix Reloaded e l'attesissimo Matrix Revolutions), su uno sfoggio produttivo non indifferente e su un appeal cinematografico che forse nessun videogioco ha mai potuto vantare, viste anche le deludenti trasposizioni videoludiche de Il Signore degli Anelli e di Harry Potter.

DOV'E' NEO?

Se almeno teoricamente il titolo Atari avrebbe quindi dovuto segnare un capitolo cruciale nel desolante panorama di quest'anno, in realtà la formula di action, picchiaduro, racing game ed esplorazione escogitata da Perry finisce con il deludere su quasi tutta la linea anche per il fascino sbiadito dei due personaggi scelti per accompagnarci lungo il gioco, ovvero Niobe, capitano dell'astronave ribelle Logos, e Ghost, esperto di armi e di combattimenti a mani nude. Non ce ne vogliano i fratelli Wachowski, autori di un copione davvero intrigante e ben studiato, ma un videogioco ispirato a Matrix dove non si possono impersonare Neo, Morpheus e Trinity suona quasi come una presa in giro e in fondo sarebbe come giocare a un GdR tratto da Il Signore degli Anelli senza Frodo, Gandalf e Aragorn, difetto questo che in pochi hanno sottolineato ma che è tutt'altro che trascurabile.
I problemi comunque non si esauriscono a questo. Indipendentemente dalla nostra scelta (Ghost e Niobe non si differenziano poi tanto come caratteristiche di gioco), Enter The Matrix risulta infatti un titolo che, basandosi quasi esclusivamente su combattimenti, sparatorie e acrobazie, non ha molto da offrire in quanto a profondità e varietà di gameplay.
Ciò è dipeso non tanto dalla scarsa varietà di ambientazioni, che infatti sono numerose e fedeli alle location della trilogia cinematografica, quanto più da un'impossibilità a tratti asfissiante di fuoriuscire dal tracciato base che il gioco impone in ogni suo punto. I livelli si possono superare solo in un unico modo e questo alla lunga farà perdere a molti la voglia di continuare nel gioco, anche perché, a questa scelta di gameplay quanto mai monocorde e priva di fascino (il buon Perry dovrebbe spiegare perché, ad esempio, su centinaia di porte presenti nei vari livelli se ne possano aprire si e no poche decine) si aggiungono elementi di gioco che non vanno oltre forsennati combattimenti e continue sparatorie, finendo così con il tralasciare trovate spesso determinanti in questo genere di titoli (basti pensare a Max Payne) come l'approccio tattico allo scontro con i nemici (qui basta sparare all'impazzata o premere come idrofobi il tasto sinistro del mouse e trasformarci in provetti Jackie Chan) e un minimo di libertà nel riuscire a completare i livelli.

RIVOGLIAMO MAX PAYNE

A poco o niente servono i frangenti racing (i livelli a bordo di Logos sono qualcosa di veramente terrificante per banalità e completa assenza di divertimento) e il Bullet Time, che oltre a non rappresentare più una sorpresa (Max Payne ci ha infatti costruito buona parte del suo successo), diventa utile solo per affrontare i vari Agenti che troveremo nel corso del gioco.
Chiudiamo la serie degli aspetti negativi, che comunque continueranno con l'analisi tecnica, con un accenno all'eccessiva frammentarietà causata dai continui caricamenti tra un sotto livello e l'altro, dannosi, oltre che per l'abbassamento della tensione, soprattutto perché fanno perdere la sensazione di essere in un mondo vivo e pulsante e rendono snervante l'esperienza di gioco; capiamo che i programmatori sono dovuti scendere a questo compromesso per dare la possibilità di salvare il più spesso possibile, ma le alternative per aggirare questo ostacolo c'erano eccome (save point sparsi per i livelli, cartucce sul modello di Resident Evil o più semplicemente salvataggi dove e quando si vuole).
Enter The Matrix ha però anche numerosi pregi. Gli amanti dei picchiaduro lo ameranno già dopo pochi minuti, i patiti dell'action avranno a disposizione un buon arsenale (pistole, mitragliatori, fucili a pompa), la varietà di location, i filmati d'intermezzo ottimamente realizzati e per fortuna poco compressi (l'MPEG 4 si dimostra un algoritmo estremamente valido e funzionale) e lo svelarsi della storia accontenteranno sicuramente i fan del film. Non bisogna inoltre sottovalutare l'estrema semplicità del sistema di controllo, che permetterà al nostro alter ego di salire scale e arrampicarsi senza scervellarsi con combo particolarmente intricate, un gradito retaggio (ma anche l'unico) dal mondo delle console che si rivela vincente anche in questa conversione per PC.

IL GRANDE SCHERMO E' TUTTA UN'ALTRA COSA

Veniamo ora alla realizzazione tecnica, che per molti rappresenta il vero punto debole del gioco. Effettivamente le versioni per PS2 e GameCube hanno lasciato intravedere ben pochi spunti esaltanti, limitati per lo più a qualche bel riflesso di luce e a poco altro, ma bisogna ammettere che sfruttando per quanto possibile le opzioni disponibili nel menù di set up (Antialiasing soprattutto) la conversione per PC risulta tutto sommato soddisfacente, anche se siamo ben lontani dagli altissimi livelli che, visti il budget a disposizione e gli sviluppatori coinvolti, erano leciti aspettarsi. Se da un lato infatti abbiamo animazioni discrete (visibili soprattutto con il Bullet Time), un buon uso della palette cromatica e una fluidità di gioco ottimale che non tende ad incrinarsi nemmeno nei frangenti più affollati e caotici, dall'altro non possiamo che sottolineare l'inadeguatezza del design dei livelli (stanze immense ma desolatamente vuote), l'aspetto dimesso degli elementi scenografici (poco dettagliati e spesso sproporzionati agli ambienti), un clipping continuo e uno stacco spesso evidentissimo tra il nostro alter-ego e le superfici, con il tipico effetto "pattinaggio" che inevitabilmente scatena ilarità e una buona dose di inverosimiglianza. Davvero difficile accontentarsi di un simile quadro grafico.

UN'OCCASIONE MANCATA?

Le versioni preliminari di Enter The Matrix che abbiamo potuto provare ci avevano lasciati con la consapevolezza che il gioco avrebbe potuto essere molto interessante se gli sviluppatori fossero riusciti a evitare la ripetitività che già allora faceva capolino dall'unica ambientazione disponibile. La versione finale ha purtroppo portato questa ripetitività nelle azioni all'ennesima potenza, ed è un peccato che una licenza di questa portata si esaurisca in un frenetico premer di tasti. Alcune situazioni sono sicuramente esaltanti, ma alla lunga stancano. Non aiutano i già citati livelli di guida (pochi, comunque) e il "volo finale" sulla Logos, così come la segretissima modalità di hacking che, di fatto, rappresenta un minigioco interessante, ma niente di più.
Insomma, ci aspettavamo qualcosa di più da Enter The Matrix e in definitiva si finisce per finirlo solo per poter visionare i filmati inseriti nella trama del gioco. E non è un buon segno.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Di Enter The Matrix si è già detto tutto e il contrario di tutto; c'è chi lo difende a spada tratta adducendo paragoni imbarazzanti e parlando di perfetta fusione tra un videogioco e un film, mentre altri parlano di delusione e di un gioco realizzato solo ed esclusivamente per esigenze commerciali. Su questo non ci sono dubbi (d'altronde è uscito in contemporanea con Matrix Reloaded), ma sul fatto che sia un titolo da cestinare in toto ci sono seri dubbi. Certo, la realizzazione grafica lascia alquanto a desiderare, pur non mancando elementi secondari apprezzabili, e il gameplay rischia di annoiare già dopo poche partite, ma in fondo Enter The Matrix rimane un onesto action game ricco di combattimenti, di location più da percorrere che da esplorare e di riferimenti alla trilogia cinematografica che faranno piacere ai fan della serie. Purtroppo i due personaggi che potremo scegliere non hanno certo il carisma di un Neo o di un Morpheus e le sezione a bordo di Logos sono mal realizzate e del tutto fuori luogo, ma chi si accontenta di tirare pugni e calci senza interruzioni di sorta troverà di che sfamarsi, mentre per tutti gli altri, a patto che non lo abbiano già fatto, il consiglio è di giocare a Max Payne, titolo concettualmente simile a questo ma infinitamente migliore sotto tutti i punti di vista. In mezzo a queste considerazioni c'è un'altra cosa che spiace ammettere: con Enter The Matrix David Perry ci ha consegnato il suo gioco meno riuscito e innovativo. Speriamo di non perdere anche lui.