Genere
Guida
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
8/6/2005

Enthusia Professional Racing

Enthusia Professional Racing Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Konami of Europe
Genere
Guida
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
8/6/2005
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Modello di guida curato
  • Interessante modalità carriera
  • Grafica di pregevole fattura...

Lati Negativi

  • ... ma ancora distante dal fotorealismo di Gran Turismo 4
  • Manca il gioco on line è l'implementazione dei danni alle auto
  • Visual Gravity System: interessante, ma non particolarmente utile

Hardware

Per giocare a Enthusia Professional Racing è necessaria una confezione originale del gioco, una PlayStation 2 PAL, una Memory Card per salvare la posizione e un controller DualShock 2 o compatibile. E' consigliato un volante analogico con ritorno di forza (Force Feedback) per fruttare al pieno anche il raggio di sterzata di 900 gradi.

Multiplayer

Enthusia Professional Racing supporta la funzione multigiocatore, fino a un massimo di due sfidanti in split screen. Manca purtoppo il gioco on line.
Recensione

Enthusia Professional Racing

Spiazzando gli scettici e lasciando basiti perfino gli arbitri di Pro Evolution 4, Konami entra, in sordina, ma con ambizioni degne della propria firma, nel mondo delle simulazioni motoristiche per PS2 e conquista, almeno nella prima sessione di qualificazione, un ottimo piazzamento, solamente alle spalle del titanico GT4. Ma la vera sfida si consumerà su PS3...

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

Se nelle prime battute di gioco può risultare un incentivo al miglioramento e al perfezionamento del nostro stile di guida, dopo qualche giro in pista la “black flag” si concretizza in un elemento fastidioso ed oltremodo severo, pronto a redarguire anche in caso di contatto accidentale con l'erba o il terriccio al di là del cordolo. A ben vedere la valutazione della condotta di guida attraverso la bipartizione del punteggio assume una duplice valenza: in prima analisi chiama il giocatore a una redenzione spirituale per le ripetute e scorrette manovre commesse negli anni passati in cui militava nella serie di Gran Turismo e sfruttava meschinamente le auto altrui come sponde su cui rimbalzare, per evitare fuoripista indesiderati. Ancora, con un po' di sana malizia verrebbe da pensare che il premiare la guida corretta e pulita sia solamente un'abile e velato stratagemma per sopperire alla grave mancanza dell'implementazione dei danni sulle vetture (imperdonabile assenza, dati gli attuali standard di deformazione raggiunti su titoli quali Toca Race Driver 2 o il più sbarazzino FlatOut).

DAVIDE CONTRO GOLIA ACTIVE BLU

Laddove Gran Turismo 4 stuzzica la brama di possesso del giocatore e lo ricompensa con oltre settecento vetture eccellentemente riprodotte in versione digitale, Enthusia offre “solo” una cinquantina di costruttori e duecento auto su licenza ufficiale che, pur non raggiungendo il grado di perfezione che si respira in casa Polyphony, mostrano un'ottima cura per il dettaglio, con pregiati riflessi sulle carrozzerie e fedeli riproduzioni dei particolari; altrettanto curati e ben riprodotti sono i tracciati su cui cimentarsi.
Si va dall'ormai noto ed estenuante Nurburgring a Tsukuba, passando per circuiti di fantasia che spaziano da ovali a paesaggi sabbiosi e sterrati (una sorta di super gigante tra i paletti che delimitano il percorso nelle arene desertiche). Il campo visivo offre una profondità in grado di agevolare il pilota nell'interpretazione delle curve a venire e, complice il solido motore grafico che muove il tutto, lascia spazio anche alla semplice ammirazione dei pregiati elementi di contorno. Certo, il fotorealismo di cui è permeato Gran Turismo 4 è decisamente ben altra cosa rispetto al comparto grafico che presenta Enthusia Professional Racing: prendendo come metro di paragone la riproduzione del tracciato di Tsukuba non si può fare altro che, pur non disdegnando il lavoro della Konami, alzare le mani in segno di resa dinanzi alla magnificenza del lavoro di Polyphony Digital. Il modello di guida di Enthusia, oltremodo ambizioso stando alle dichiarazioni dei programmatori e comunque ben curato, poggia sul fastidioso e pressochè inutile Visual Gravity System.
Tale marchingegno (dai dubbi fini pratici) si occupa di monitorare le forze fisiche e dinamiche dell'auto, riportando in tempo reale il livello di aderenza delle singole ruote sull'asfalto, al fine di agevolare l'interpretazione dei comportamenti dei differenti mezzi implementati nel gioco. Ma è joypad (o volante) alla mano che Enthusia si fa portatore sano di sottosterzo cronico, vanificando ogni velleità di simulazione rigorosa a causa di una non efficace calibrazione del raggio di sterzata. Con un volante ad hoc le cose non migliorano e le alte velocità di percorrenza delle curve non sembrano essere accompagnate dal naturale indurimento dello sterzo, consentendo alle ruote di raggiungere angolazioni spesso irreali.

PRO EVOLUTION RACING

Enthusia Professional Racing, inoltre, pur attestandosi decisamente al di sopra di altre simulazioni, appare meno espressivo del rivale Gran Turismo 4 in quanto a beccheggio e slittamento dei pneumatici e, pur regolando sulle nostre esigenze i parametri a disposizione, coglie spesso impreparati con blandi testacoda dovuti più alla difficile interazione con i comandi che all'imperizia di guida. Mancano insomma quei segnali di avvertimento che dovrebbe comunicare la macchina in condizioni critiche e che qui appiattiscono l'esperienza di guida con un continuo e non comunicativo rollio laterale. Manca inoltre la possibilità di pilotare la vettura tramite la croce direzionale del pad, costringendo gli utenti sprovvisti di volante a dure sessioni di pratica con le brusche leve analogiche. Piccoli nei in grado di far storcere il naso solo ai puristi delle simulazioni o ai “Mughini” delle leggi fisiche applicate alla guida e comunque accompagnati da ottimi effetti sonori di rombo del motore o cambi di marcia, campionati e digitalizzati come si conviene.
Nonostante tutto le reazione delle auto su tratti sconnessi o con asfalto irregolare appaiono totalmente convincenti, con le ruote che perdono aderenza in maniera realistica e gli ammortizzatori messi in crisi dai dislivelli di dossi o ripidi cavalcavia. Ottimo, inoltre, il controllo e il feeling generale che si può apprezzare nelle sessioni sterrate, con un controllo del mezzo mai frustrante e largamente permissivo nei confronti di derapate controllate.
La sensazione di velocità c'è tutta e, con un tuffo al cel shading del singolare Automdellista, le auto sfrecciano attraverso pregiate scie artificiali a simboleggiare l'effetto del vento che si infrange sul parabrezza e avvolge la carrozzeria a circa 60 solidi fotogrammi al secondo. In ultimo l'IA dei piloti avversari non sfigura con imbarazzanti e noiosi trenini, ma costringe il giocatore ad una guida concentrata e attenta a rintuzzare gli attacchi alle spalle, complice anche la struttura di gioco che prevede gare con auto di pari prestazioni e respinge categoricamente la simultanea presenza in pista di bolidi tra loro agli antipodi per numero di cavalli e prestazioni.
Ulteriore chicca che impreziosisce l'esperienza di guida in Enthusia è l'introduzione della frizione che, assegnata ad un tasto dedicato, può venire incontro alle esigenze dei maniaci del realismo videoludico e alle auto dalla ripresa sonnolenta. In sintesi: curato, di ottima fattura e con un occhio puntato al realismo simulativo, Enthusia si lascia guidare senza mai frustrare, anche disabilitando gli aiuti di controllo trazione e ABS, ma resta ancora un gradino sotto (facciamo anche due) al pluridecorato e mastodontico Gran Turismo 4.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Enthusia Professional Racing è un titolo che vanta classe e seria competenza, con un sistema di controllo dell'auto e un modello fisico che dichiarano apertamente ambizioni di rigorosità simulativa. Il solido motore grafico, ancorato sui sessanta fotogrammi al secondo, la fedele riproduzione dei tracciati mondiali e l'ottima implementazione di ambienti di fantasia quali circuiti cittadini o zone desertiche, oltre all'attenta e quanto più fedele riproduzione delle auto sono elementi meritevoli di plauso e positivo stupore. Enthusia Professional Racing è però anche un titolo acerbo, immaturo. Un titolo giovane e inesperto, prodotto da una casa, Konami, ancora novizia del genere in questione, ma già in grado di lottare con il titano Gran Turismo 4 senza essere ridicolizzato da abissali differenze sostanziali. Ed è proprio per questo motivo che a Enthusia Professional Racing si possono perdonare alcune carenze di ordine tecnico e si può chiudere un'occhio dinanzi all'assenza del gioco online o dell'implementazione dei danni alle vetture. Quel che manca a Enthusia Professional Racing va oltre il concept di gioco o la qualità dei poligoni che si compongono sullo schermo. Quel che manca è feeling ed evoluzione storica del titolo, è poesia applicata alla renderizzazione del rombo dei motori, è il fotorealismo che fa stropicciare gli occhi durante i replay di GT4 e strapazza la coscienza del giocatore posto dinanzi al vero simulatore di guida. Si sa, di norma Yamauchi straccia la concorrenza alla grande, con mille e mille lunghezze di vantaggio, ma Konami dimostra di riuscire a reggere il confronto, perdendo si, ma a testa alta, senza essere spazzata via come un guscio di noce nei mari del sud in burrasca, con ancora in corpo il fiato necessario a invocare la rivincita, magari sulle console della next generation.