Genere
Strategico
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
ND
Data di uscita
22/2/2007

Europa Universalis III

Europa Universalis III Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Paradox Interactive
Sviluppatore
Paradox Interactive
Genere
Strategico
PEGI
12+
Distributore Italiano
KOCH Media
Data di uscita
22/2/2007
Lingua
Tutto in Italiano

Lati Positivi

  • Strategia a tutto tondo, unica nel suo genere
  • Ottima trattazione di temi come religione e diplomazia
  • Interfaccia molto razionale

Lati Negativi

  • Alcuni tempi morti
  • Per alcuni potrebbe essere troppo complesso

Hardware

Le richieste di sistema sono un Pentium 4 o AMD Athlon da 1.9Ghz con 512MB RAM (1 GB altamente raccomandati), scheda video con T&L e Pixelshader 2.0 da 128 MB, scheda audio compatibile con DirectX 7, lettore di CD-ROM, 1 GB di spazio su hard disk, DirectX 9.0c installate, connessione a banda larga per multiplayer e sistema operativo Windows 2000 (con SP1) o XP (con SP2).

Multiplayer

Europa Univesalis III prevede una modalità multiplayer in gara oppure in cooperazione (più giocatori possono governare la medesima nazione) via LAN o Internet.

Link

Recensione

La storia l'avete studiata: ora vivetela!

Le battaglie e la diplomazia osservate più da vicino.

di Gianluca Tabbita, pubblicato il

Abbiamo esplorato Europa Universalis III a grandi linee, ora possiamo esaminarne gli aspetti essenziali nel dettaglio.

FATTI D'ARME E NOBILI IMPRESE

L'elemento bellico è uno dei più curati e più impegnativi del gioco. È subito evidente che questo titolo è nato più per simulare le reali forze in campo che per offrire una sfida alla dominazione globale; infatti è molto difficile espandersi territorialmente. L'elemento chiave per la costituzione di un grande esercito è un'economia forte perché le forze più rapide da assoldare sono costituite da mercenari. È possibile arruolare anche reggimenti di coscritti ma ciò richiede molti mesi di addestramento e drena le risorse umane delle vostre province. Invadere una grande nazione europea è sempre una sfida insidiosa, in bilico tra la vittoria e la disfatta, dove entrambe danno fondo alle proprie riserve non solo militari, ma economiche e umane (sono previsti anche prestiti e tasse di guerra) che alla fine possono risolversi in un nulla di fatto se non fosse che le altre nazioni si muovono con intelligenza.
Se siete una forza egemone in ascesa vi arriveranno proposte di matrimoni reali e alleanze, delle quali potete stare certi avranno intenzione di avvalersi per rivendicare i propri interessi su altri rivali; se invece il vostro astro sta tramontando a causa di guerre distruttive e prolungate, i vostri nemici prenderanno coraggio e si apriranno numerosi fronti inattesi. Se non altro le guerre che si protraggono per anni accrescono la "tradizione" del vostro esercito e della vostra marina, fornendovi più generali ed ammiragli.
È incredibile quanto sia essenziale un ufficiale con elevate capacità di manovra e di attacco: può sbaragliare forze anche quattro volte superiori prive di comandante e per questo, in mancanza di validi generali, proseguire certe offensive può essere molto controproducente. Un bravo comandante può anche aprire brecce nelle mura delle fortezze nemiche, affamando militari e civili, prendendo infine la città per fame specie in assenza di artiglieria pesante, e può vincere per mare sulle imbarcazioni che trasportano le truppe.

PERIGLIOSE CONQUISTE

La vittoria sul campo non si traduce però in una regione assoggettata e felice. Il passaggio di territori è tale solo quando è ratificato da un trattato e il regnante sconfitto può rifiutarsi di firmare qualsiasi trattato differisca da una semplice pace bianca o un tributo in denaro se la bilancia del conflitto non pende più che abbondantemente a vostro favore. A volte bisogna occupare cinque regioni per convincere la nazione sconfitta a farcene annettere due. D'altra parte, se non viene firmata la pace, per la popolazione civile resteremo degli invasori, non avremo tasse né commercio e si moltiplicheranno esponenzialmente le possibilità che si costituiscano forze di ribelli. Intanto, fino a quando non scioglierete queste ingenti forze di mercenari o di coscritti, le vostre casse continueranno a drenarsi per mantenere le armate in stato di efficienza, per rimpinguarle di uomini, che muoiono anche al di fuori delle battaglie a causa di malattie, imboscate o sfinimento.
Potete ridurre l'afflusso di denaro alle truppe se siete alle strette, ma è preferibile cercare di aumentare le vostre entrate. In attesa che le riforme che vi proponete sortiscano i loro esiti a lungo termine potete inviare i vostri agenti nelle città dove fioriscono gli scambi e cercare di incrementare il vostro giro d'affari, cosa che inevitabilmente taglierà fuori qualche concorrente. Potete anche vietare ai commercianti di una nazione sgradita di raggiungere i vostri centri scambio, evento che alimenterà le tensioni ma favorirà i vostri introiti. Magari potranno servirvi altri ducati per corrompere qualche cardinale: il papato, politicamente parlando, è un'istituzione funzionale agli interessi delle grandi nazioni, che cercano di collocare un proprio candidato sul soglio di Pietro per estendere la loro sfera di influenza.

L'ARDUO CAMMINO DI UN PRINCIPE

Tutto ciò che abbiamo descritto in queste righe serve a dare un'idea della complessità strategica di questo gioco: Europa Universalis III non è un corso per diventare padroni del mondo in due settimane ma si avvicina di più a una simulazione. Sebbene sia facile districarsi tra le varie funzioni, la difficoltà insita nel gameplay è elevata e può essere frustrante se non avete inquadrato la prospettiva di uno strategico dove ogni piccolo conseguimento è importante e appagante proprio perché è ottenuto orientandosi tra un'infinità di variabili. Non è quindi necessario mettersi al timone di una superpotenza per poter apprezzare le complesse dinamiche del gioco ed è possibile, attraverso le armi della diplomazia e delle alleanze contrapposte, mettere una contro l'altra le nazioni più grandi per ricavare un po' di spazio, in un gioco di astuzie che non sarebbe dispiaciuto a Machiavelli.
La colonna sonora è una dipartita dal precedente episodio della serie e ci sembra sia stata concepita appositamente per questo titolo sulla scorta delle suggestioni delle colonne sonore dei film storici mentre Europa Universalis II poteva vantare un'impressionante selezione di brani d'epoca. Rispetto al precursore la colonna sonora è meno varia e può andare un po' a noia, anche perché i tempi di gioco tendono a essere lunghi.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Sulla falsariga dei videogiochi "facili da giocare, difficili da vincere", questo nuovo episodio ha razionalizzato molto la sua struttura e ha introdotto nuove funzioni che rendono ancora più vario e complesso il suo gameplay. Europa Universalis III è più realistico, più vasto, più interessante, più ambizioso e allo stesso tempo più complicato e più impegnativo. Da quello che abbiamo visto, l'unico punto debole sono quei tempi morti che possono verificarsi di tanto in tanto. È comunque uno strategico unico nel suo genere, il più adatto per chi vuole misurarsi con tutti gli aspetti della strategia in un contesto credibile e realistico.