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EVE: The Second Genesis

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Hardware

Per EVE: The Second Genesis non esistono ancora dei requisiti minimi. L'unica certezza è rappresentata dalla scheda video che dovrà essere almeno una GeForce 256, e dalla banda di accesso ad Internet: almeno 33,6 Kbps.

Multiplayer

EVE: The Second Genesis è un mondo persistente e come tale non da la possibilità di giocare se non connessi in rete. Una volta connesso, il giocatore si troverà immerso in una nuova galassia dove tutto è ammesso, finche si rimane nei limiti della legalità e dove l'unico freno al raggiungimento di un enorme potere sarà rappresentato dagli altri giocatori.
Anteprima

EVE: The Second Genesis

Lo spazio profondo, bellissimo. E io qui solo in questo lungo viaggio per conto della Corporazione. La mia preda è ancora distante. Non so ancora che nave ha e devo capire come attaccarla. A volte rimpiango i miei trascorsi da pirata: nessun pensiero, io e i miei amici sempre a caccia di ignari commercianti. Ma quel tempo è andato, torniamo al nostro lavoro di cacciatore di taglie.

di Daniele Francioni, pubblicato il

Nessun problema, ammesso che qualche scontro spaziale non vi faccia paura. Non c'è limite alle azioni che si possono compiere in EVE: The Second Genesis, a parte forse la legge. Infatti, l'intero universo di EVE: The Second Genesis è diviso in zone, ognuna delle quali è caratterizzata da un diverso livello di sicurezza. Più è alto quest'ultimo e più sarà facile incontrare una pattuglia della polizia, lasciandovi poche speranze nel caso vogliate tentare un assalto a una qualsiasi altra nave. Cosa spingerebbe allora un normale cittadino nelle zone meno protette? Sempre i soldi, dato che quest'ultime offrono in genere molte più opportunità per arricchirsi.
E' facile quindi intuire che il "player killing" non è affatto vietato, solo che a seconda della zona l'aggressore può incappare in "inconvenienti" più o meno pesanti (un conto è dover affrontare un paio di caccia, tutta un'altra storia è invece un incrociatore stellare). Commettere un crimine ha ovviamente delle ripercussioni negative anche nella reputazione del giocatore.
La reputazione gioca un ruolo determinante se si vuol tentare di far carriera appoggiandosi sulle istituzioni: solo i piloti più meritevoli infatti potranno accedere ad alcune tipologie di missioni che verranno offerte dalla polizia (per esempio un pirata non potrà mai diventare un cacciatore di taglie finche non si redime in qualche modo). In una posizione diversa risiedono le corporazioni, enormi coalizioni formate dagli stessi giocatori.
Ogni corporazione ha al suo vertice un CEO (generalmente il fondatore, ma può cambiare a seguito di una votazione degli iscritti) che ha il compito di amministrare le finanze dell'intera associazione, valutandone anche le strategie commerciali e militari, se acquistare o meno stazioni spaziali o merci e via dicendo. Perché entrare in una corporazione?
I vantaggi sono molteplici, primo fra tutti il sostegno dei propri compagni in caso di attacco. A fronte di una certa somma infatti un giocatore si garantirà l'appoggio di tutti gli appartenenti alla corporazione, ma dovrà anche adempiere ai compiti che gli potrebbero venir assegnati. Infatti, se in generale attaccare una nave rappresenta un reato, la cosa è ben diversa se tale attacco è sferrato all'interno di una guerra tra corporazioni. Queste sono le uniche entità capaci di dichiarare l'inizio di un conflitto dando il via a battaglie su vastissima scala.

RAGGI, LAMPI E GRANDI ESPLOSIONI

A proposito di battaglie, il metodo di combattimento scelto per EVE: The Second Genesis è molto diverso da quello di un qualsiasi simulatore spaziale dove generalmente si tenta di manovrare la nave così da entrare nella scia del nemico, finendolo poi con una raffica di colpi da dietro. La battaglia in realtà inizia ben prima di avere un contatto visivo con una minaccia: un buon pilota inizierà la scansione dell'area circostante con impulsi radar e il lancio di sonde. Individuato il nemico, il compito passerà alle armi a lunga gittata: missili a lungo raggio e droni da combattimento.
Una volta ottenuto il contatto visivo, le armi a lunga gittata lasceranno il posto a mitragliatori, missili a corta gittata e laser. Al giocatore spetterà il delicato compito di scegliere come e quando usare una determinata arma: un cannone laser, per esempio, potrebbe essere impiegato sia per attaccare il diretto avversario, sia per far esplodere i missili in arrivo prima che impattino con la carlinga. Ruolo determinante sarà rivestito anche alle tecnologie di intelligence: oltre alle sonde per l'esplorazione (individuare per primi un avversario significa anche essere i primi ad aprire il fuoco), sarà possibile equipaggiare la propria nave con scrambler per nascondersi ai radar, speciali identificatori per avere informazioni sullo stato della navetta avversaria, particolari strumenti per bloccare determinate armi o per impedirgli di attivare il jump drive e scappare via (il corrispettivo di missili LDSI di Independence War). La distruzione di una nave non comporta la morte del suo occupante, dato che sarà espulso prima dell'esplosione all'interno di una capsula. La distruzione della capsula invece termina la vita del pilota, che però potrà "reincarnarsi" in uno dei cloni che avrà avuto cura di comprare prima della sua partenza. Se invece è stato abbastanza imprudente da non acquistare un clone decente, gli verrà assegnato una copia della qualità più infima ovvero privata di tutte le abilità che era riuscito a migliorare con il tempo. Infatti, durante il corso della sua vita, un pilota può acquistare (a caro prezzo) particolari congegni elettronici che, una volta lasciati attivi per un periodo di tempo sufficientemente lungo (si passa da qualche ora a qualche giorno reale) aumentano i punteggi associati a una delle abilità dell'utilizzatore. Il sistema di avanzamento è quindi molto diverso da quello adottato da altri titoli come Dark Age of Camelot o Anarchy Online. Come in Ultima Online il personaggio non appartiene a una classe specifica, e può in ogni momento decidere di intraprendere una strada diversa da quella che aveva iniziato a percorrere, ammesso di avere l'equipaggiamento adatto. A proposito di equipaggiamento, menzione particolare va ai vascelli disponibili.
I giocatori potranno infatti scegliere tra quaranta diverse astronavi divise in cinque classi: fregate, cruiser, navi industriali, navi da guerra e Titan (avete presente la morte nera? ecco, qualcosa di simile). Tutte sono altamente personalizzabili non solo graficamente, ma anche strutturalmente. Si potranno installare nuovi motori, armi, contromisure, allargare la stiva o aumentare gli scudi, ammesso che la nave sia in grado di supportare queste periferiche. E' importante trovare un giusto bilanciamento tra i vari componenti, dato che l'uso di quest'ultimi porta a consumare l'energia che il motore fornisce e non è bello rendersi conto di non poter impiegare il jumpdrive quando gli scudi sono al minimo e un missile si dirige verso il proprio mezzo.

QUESTO BELLISSIMO UNIVERSO

Il motore grafico di EVE: The Second Genesis è un engine proprietario ottimizzato per le schede grafiche dalla GeForce 256 in poi. I requisiti minimi parlano appunto della prima scheda nVidia dotata di motore T&L, ma i primi test sul campo confermano che una GeForce 2 GTS sarà comunque necessaria per apprezzare appieno il titolo. Dalle immagini rilasciate e dai primi filmati non si può certo dire che tale scheda non sia stata sfruttata. Gli ottimi fondali, l'interessante design delle navi e gli effetti luce presenti lasciano ben sperare per l'aspetto grafico di EVE: The Second Genesis.
La caratteristica tecnica più interessante è però la banda minima richiesta: 33,6 Kbps. Ogni aspetto del gioco è stato infatti concepito tenendo bene in mente sia questo limite, sia che il titolo deve comunque essere giocabile anche in presenza di lag pesante (non è un caso se i combattimenti sono più tattici che frenetici). Il limite dei 33,6 Kbps è interessante anche perché oramai la connessione di base è circa 56 Kbps, garantendo quindi alla stragrande maggioranza delle persone buone prestazioni. Un'ultima considerazione dal punto di vista tecnico va all'organizzazione dei server: a differenza di tutti gli altri mondi persistenti, per EVE: The Second Genesis non sono previsti "shard" diversi da quello principale. Per ovviare al problema della localizzazione dei server (e del lag), sparsi per il mondo saranno presenti dei proxy server che si caricheranno parte del lavoro rimanendo comunque sempre in contatto con il cluster centrale, garantendo così un unico immenso universo dove tutti si potranno incontrare e scontrare. EVE: The Second Genesis uscirà quest'ottobre e, anche se la concorrenza non è affatto rimasta a dormire, ha comunque qualche carta in più da giocare per vincere la partita. C'è un motivo se si vocifera che un addetto al progetto di Earth and Beyond di Westwood Studios sia stato trovato a curiosare (o a prendere appunti?) allo stand dei CCP durante l'ultimo E3...