Genere
Avventura
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
119.900 lire
Data di uscita
6/6/2001

Extermination

Extermination Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment
Genere
Avventura
Data di uscita
6/6/2001
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
119.900 lire

Lati Positivi

  • Buona commistione di generi
  • Modello poligonale del protagonista eccellente
  • Grafica interamente in real time
  • Gradita presenza di variabili di gioco
  • Livello di tensione sempre presente
  • Finalmente qualcosa di diverso dal classico survival horror

Lati Negativi

  • Aliasing a manetta
  • Scelte grafiche discutibili
  • Forse non eccessivamente complicato
  • Poco longevo

Hardware

Per mettere sotto i vostri anfibi un po' di scarti genetici avrete necessariamente bisogno di una PlayStation 2 in versione europea, un pad Dual Shock per godere del battito del cuore di Riley nei momenti di "acqua alla gola" e di una Memory Card con almeno 90 Kb disponibili.

Link

Recensione

Extermination

"Ore 06:08 (GMT), 24 Dicembre 2005... STOP. Progetto ORIGIN sfuggito al controllo... STOP. Richiesta presenza immediata Dennis Riley e unità RECON denominata Red Light a Fort Stewart, Antartico... STOP. Nome in codice operazione: Cold Limit... STOP. Obiettivo missione: STERMINIO". Buon Natale, Dennis Riley.

di Andrea Focacci, pubblicato il

Proprio la "variabile virus" è uno dei fattori che contribuisce a rendere Extermination un gioco improntato sulla velocità d'esecuzione e sul pensiero rapido. Essendo i nemici in circolazione derivati da un'assurda mutazione genetica, il loro contatto con la pelle umana può provocare effetti devastanti all'intero organismo: tutte le creature, per ogni colpo inferto, rilasciano infatti nel corpo di Riley una certa quantità di tossine che entreranno pienamente in azione solo quando la percentuale d'intossicazione giungerà il 100%... a quel punto avremo pochi minuti di tempo per raggiungere in fretta un buon vaccino. In pratica, però, una volta che il veleno è entrato in azione diventa pressoché impossibile riuscire a curarsi in tempo, cosa che costringe l'utente a diverse tipologie d'azione per ogni avversario che si parerà lungo il cammino: nel caso di Night Stalker, pipistrelli mutanti, o Gunner, strani esseri dotati di capacità di fuoco, l'approccio migliore è senz'altro il cecchinaggio a distanza di sicurezza... mentre per i piccoli vermi sputa veleno, un rapido attacco di lama è il metodo migliore per rimanere indenni. Proprio il coltello, a discapito di quanto si possa pensare, sarà una delle soluzioni più utilizzate, soprattutto per l'esiguità cronica di proiettili che contraddistinguerà la nostra missione disperata. Per la maggior parte del gioco, la capacità di caricamento massima si attesterà sui 250-300 proiettili... in soldoni dovrà essere vostra cura contenere al massimo ogni spreco e fare la spola con il magazzino di munizioni più vicino, che spesso è il medesimo che copre discrete porzioni di mappa.
A onor del vero, la vostra maggior preoccupazione sarà quindi costituita proprio dalla scorta di munizioni, anche perché i punti di salvataggio non sono poi così radi e sono distribuiti piuttosto uniformemente. Così come Resident Evil forniva un certo numero di "bobine" da utilizzare con la macchina per scrivere (emblema di salvataggio per l'intera saga), Extermination utilizza particolari batterie per attivare piccoli terminali: il concetto è il medesimo, si differenziano solo gli strumenti. Ben presto il fattore salvataggio non costituirà più un problema perché, se è vero che nelle prime fasi del gioco la capacità delle vostre batterie sarà alquanto limitata, ben presto v'imbatterete in piccoli portenti, ricaricabili grazie ad appositi macchinari, che farebbero invidia alla Duracell stessa.

VOGLIO COMBATTERE IN UN DESERTO!

Veniamo ad un altro dei fattori determinanti per un survival horror: il feeling trasmesso. Il gioco riesce a impaurire l'utente? E' capace di tenere sempre alta la tensione del giocatore senza stressarlo eccessivamente? La risposta è affermativa per entrambe le domande. Il character design dei mostri è sufficientemente ben realizzato da disgustare quanto basta l'occhio al solo incontro ravvicinato, tanto più che presto s'imparano a conoscere le potenzialità di ogni avversario e, di conseguenza, a temerli. La tensione è sempre viva sia grazie al buon accompagnamento sonoro, che pur non eccessivamente ingombrante riesce a sottolineare efficacemente i momenti topici, sia alla "bastardaggine" innata degli insidiosi mostri, che non ci penseranno due volte a sbucare improvvisamente dalle fiamme o a comporsi magicamente da una piccola pozza d'acqua. Gli stessi, oltre a essere generalmente duri a morire, seguono dei pattern comportamentali ben precisi che non sono comunque facilmente prevedibili e non eccessivamente intuitivi. Infine, per gli amanti di questa ormai proverbiale aggiunta di tensione... ebbene, sì: "escono dalle fottute pareti!". Non farete in tempo a ucciderne uno, che un altro paio vi piomberà dal soffitto o emergerà magicamente dai muri contaminati per omaggiarvi del proprio veleno.
Altro elemento essenziale per un survival horror è quindi la presenza di porte immancabilmente chiuse, che necessitano di chiavi particolari o della pressione di interruttori generalmente dislocati da tutt'altra parte, di claustrofobici ascensori e di un certo numero di enigmi. I primi due elementi sono presenti in buona quantità, i terzi piuttosto raramente invero, adeguandosi al ritmo di gioco veloce che contraddistingue Extermination.
L'intera summa di fattori è poi calata adeguatamente in un contesto stuzzicante, corroborato da una trama interessante, che lentamente sa pianificare i propri colpi di scena, e che, essenzialmente, è qualcosa di differente ed alternativo all'ormai classico mondo degli zombie... e già questo potrebbe bastare. Dato che anche l'occhio esige la sua parte, non rimane che verificare i pregi ed i limiti della realizzazione tecnica allestita dai Deep Space.

STERMINIO IN REAL TIME

Sotto l'aspetto cosmetico, Extermination è purtroppo afflitto da un certo numero di alti e bassi. Il modello poligonale di Dennis Riley è semplicemente ottimo, ricreato con dovizia di particolari sia per quanto riguarda l'equipaggiamento indossato sia per la fluidità dei movimenti in gioco. Non è da meno neppure il mecha design adottato per la complessa arma in dotazione al Marines americano, che trasmette un tangibile tocco di realismo. Piuttosto curati risultano altresì gli altri personaggi di contorno alla trama, con una caratterizzazione grafica di Madigan che sa molto di "cliché" per un Maggiore americano, anche se generalmente meno definiti rispetto al personaggio principale: le mani di Cindy, per esempio, non sono completamente poligonali e a tratti risultano un po' rozze. Già detto del design adottato per i mostri, non troppo ispirato ma sufficientemente allucinato ed inquietante, non resta che parlare del motore grafico vero e proprio.
A differenza di titoli come Onimusha: Warlords, Extermination è un survival horror completamente in "real 3D": niente ambientazioni pre-renderizzate, ma neppure inquadrature affascinanti derivanti da una regia superiore o da telecamere fisse, come accade in Resident Evil: Code Veronica (altro titolo interamente in real time), il tutto si muove in tempo reale attraverso una visuale che segue costantemente Riley alla spalle, comodamente riallineabile tramite la pressione del tasto L1. Questa scelta comporta intuitivamente alcune conseguenze: innanzitutto la resa degli ambienti è indubbiamente meno definita rispetto ai titoli Capcom, dovendo l'Emotion Engine, al contrario dei canonici sfondi statici, muovere l'intero ambiente dinamicamente; questa stessa caratteristica ha però comportato una maggiore varietà nel gameplay, permettendo diverse tipologie d'azione in pratica impossibili, senza essere poco convincenti, nelle scenografie di un Bio Hazard qualsiasi. Non mancano comunque alcuni tocchi di classe apprezzabili, come gli schizzi d'acqua, il movimento dell'acqua stessa, gli effetti esplosivi e la resa grafica della tormenta, nelle sequenze all'aperto.
E' anche vero che alcune situazioni avrebbero potuto avere un margine di miglioramento notevole: le texture implementate dall'ambiente non sono particolarmente complesse o definite, così come può risultare forse un po' monotona la palette di colore utilizzata, scura e tendente ai toni di grigio. Per ultimo lascia veramente l'amaro in bocca l'aliasing particolarmente marcato che, se minimamente fastidioso durante l'azione di gioco, ha costretto il team di sviluppo a adottare il detestato stratagemma, almeno per chi vi scrive, dell'effetto sfocatura ai contorni degli oggetti durante le sequenze d'intermezzo... cosa che conferisce alla resa finale un discutibile "effetto bagnato".
Già fatta menzione del comparto audio, senza infamia e senza lode ma abbastanza puntuale nello scandire i momenti decisivi dell'azione, un piccolo discorso a parte lo merita la longevità: Extermination non è un gioco duraturo, è bene chiarirlo immediatamente. Tuttavia è intuitivamente una diretta conseguenza del ritmo di gioco atipico, sensibilmente più veloce rispetto a un classico survival horror e che lo porta piuttosto vicino a uno sparatutto. Sotto questa luce le circa otto ore essenziali (se non si ha la tendenza di buttarsi allo sbaraglio) al completamento del gioco non dovrebbero essere viste in modo del tutto negativo: d'altro canto alcuni capitoli della saga di Resident Evil hanno un fattore longevità simile, mentre lo stesso Onimusha ha una durata sensibilmente inferiore.
Piccola menzione per i filmati d'intermezzo creati in Computer Grafica: la qualità generale poteva certamente essere migliore tanto più che, soprattutto nella scena iniziale, a volte il parlato non è perfettamente sincronizzato con il labiale. La parola al commento per la valutazione finale.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Gradita sorpresa Extermination. Nell'inflazionato genere del survival horror, l'ultimo prodotto targato Sony può fregiarsi di una buona commistione di generi che lo rendono interessante anche ai fan di vecchia data di questa tipologia di giochi e appetibile ai videogiocatori con meno esperienza. D'altro canto il margine che divide la fatica Deep Space da uno sparatutto è sottilissimo: se Riley avesse avuto la possibilità di sparare in movimento, cosa che non può fare, il gioco sarebbe tranquillamente potuto entrare in questa seconda categoria di titoli. Ad ogni modo, pur richiedendo una certa velocità di pensiero ed esecuzione, Extermination è comunque farcito di nemici e boss piuttosto ostici ai quali in più di un'occasione, una volta opportunamente eliminati, sarete ben felici di mostrare il vostro dito medio. Concludendo, Extermination è sicuramente un bel gioco che potrebbe gettare le basi per una saga dalle pari fortune di Resident Evil, proprio perché in possesso di proprie peculiarità. Già questo, si spera, primo episodio avrebbe ottenuto i massimi riconoscimenti se adeguatamente assistito da un longevità leggermente più consistente e dall'assenza di alcuni inestetismi grafici. Nen complesso un buon titolo, che merita le dovute attenzioni.