Genere
Azione
Lingua
ND
PEGI
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Prezzo
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Data di uscita
ND

Fable: The Journey

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Datasheet

Produttore
Microsoft Game Studios
Sviluppatore
Lionhead Studios
Genere
Azione

Lati Positivi

  • Kinect risponde ottimamente ai comandi
  • Buona direzione artistica
  • Un buono spunto per i prossimi titoli esclusiva Kinect

Lati Negativi

  • Dopo qualche ora tende a diventare noioso e ripetitivo
  • Livello di difficoltà troppo permissivo

Hardware

Fable: The Journey è un'esclusiva Xbox 360. Richiede, ovviamente, Kinect.

Modus Operandi

Abbiamo giocato Fable: The Journey grazie a una copia promozionale messaci a disposizione da Microsoft.
Video Articolo

Un lungo viaggio verso la speranza

L'ultima scommessa di Molyneux prima di lasciare Lionhead.

di Marco Locatelli, pubblicato il

Sin dalla sua prima apparizione, il sensore di movimento Kinect ha sollevato pareri discordanti: chi lo considera una tecnologia avveniristica dal grande potenziale e chi un semplice strumento fine a se stesso, adatto solo per i party game. In effetti, almeno da quello visto sinora, l'atipico controller di casa Redmond si è limitato a ricoprire il ruolo di periferica secondaria di lusso, ben lontano dal diventare una credibile alternativa ai dispositivi più tradizionali. A far cambiare idea a tutti ci vuole provare il visionario game designer Peter Molyneux con lo sperimentale Fable: The Journey, quinto capitolo della famosa saga di action gdr fantasy che vuole implementare l'esclusivo utilizzo di Kinect all'intero di un'esperienza di gioco a trecentosessanta gradi.

SALVIAMO ALBION...DI NUOVO
Protagonista delle vicende è Gabriel, giovane nomade di ritorno da un viaggio con la sua tribù di carovanieri. Tuttavia, a causa di una terribile tempesta, il ragazzo viene separato bruscamente dal convoglio e si trova costretto a intraprendere una strada alternativa, che lo porterà a fare la conoscenza di Teresa, la chiaroveggente bendata già conosciuta nei precedenti capitoli della saga. Teresa chiede aiuto a Gabriel per sconfiggere la Corruzione, un oscuro male che sta per ricadere su tutta Albion. Per riuscire in questa importante impresa, il giovane riceve in dono dai vecchi eroi del passato le manopole, speciali guanti magici che gli permettono di lanciare incantesimi.

Durante le fasi di shooting, il giocatore può sfruttare alcune elementi dello scenario per eliminare i propri nemici, come i tradizionali barili esplosivi. Un altro metodo alternativo per fare man bassa di nemici è quello di rispondere ai loro attacchi, rimandando al destinatario frecce incendiarie grandi massi di roccia eseguendo un semplice movimento del braccio che simula l'utilizzo di uno scudo immaginario - Fable: The Journey
Durante le fasi di shooting, il giocatore può sfruttare alcune elementi dello scenario per eliminare i propri nemici, come i tradizionali barili esplosivi. Un altro metodo alternativo per fare man bassa di nemici è quello di rispondere ai loro attacchi, rimandando al destinatario frecce incendiarie grandi massi di roccia eseguendo un semplice movimento del braccio che simula l'utilizzo di uno scudo immaginario

Come era ovvio aspettarsi, la sfera narrativa di Fable: The Journey pesca a piene mani dall'universo immaginario della saga di riferimento, sfruttandolo per contestualizzare le varie situazioni e le peripezie che Gabriel si trova a dover affrontare. Il tutto ha un retrogusto di autoreferenziale, ma il risultato finale è comunque molto godibile. Sebbene si presentino ancora un discreto numero di scene ironiche in pieno stile Fable, il clima fortemente humor che caratterizzava le precedenti edizioni del brand è stato però sostituito da una direzione narrativa piuttosto rigida, nella quale i personaggi si rivelano molto più seriosi ed ingessati. Il viaggio di Fable: The Journey resta comunque piuttosto piacevole da seguire, e la trama, seppur semplice nella presentazione e poco foriera di colpi di scena, riesce a mantenere sempre alta l'attenzione del giocatore.

UN COCCHIERE DA FAVOLA
Nonostante il background della saga di appartenenza, non dobbiamo farci ingannare: Fable The Journey non è un vero gioco di ruolo, ma è molto più vicino a quello che si potrebbe definire uno sparatutto su binari. Il gameplay si divide sostanzialmente in due sottofasi: le sezioni sparatutto e quelle di guida del carro.

Tra una corsa in carro e una sparatoria a colpi di incantesimi, Fable The Journey propone anche qualche piccolo minigioco, ma la loro risoluzione è davvero troppo banale per potersi definire enigmi o puzzle ambientali - Fable: The Journey
Tra una corsa in carro e una sparatoria a colpi di incantesimi, Fable The Journey propone anche qualche piccolo minigioco, ma la loro risoluzione è davvero troppo banale per potersi definire enigmi o puzzle ambientali

Nelle prime, il giocatore, tramite l'esecuzione di alcuni specifici gesti, è in grado di richiamare e lanciare delle magie: portando entrambe le mani all'altezza della propria testa, si possono attivare gli incantesimi e, una volta fatto ciò, questi possono essere lanciati portando la mano in direzione del bersaglio. Gli incantesimi utilizzabili si limitano inizialmente ai soli Spinta e Fulmine, ma nel corso dell'avventura il protagonista ne sbloccherà altri, come Fiamma o Luce. Per quanto riguarda le sequenze di guida, il giocatore deve simulare le movenze di un vero cocchiere, quindi: portare avanti e indietro le briglie per far sterzare il carretto e schioccarle per aumentare la velocità di passo del cavallo.
In mezzo a queste due fasi principali, gli sviluppatori hanno intelligentemente inserito numerose pause per consentire al giocatore di far riposare le braccia e, contemporaneamente, dargli la possibilità di cimentarsi in altre piccole attività collaterali, meno faticose dal punto di vista fisico, ma comunque importanti per il prosieguo dell'avventura e fondamentali per variare la giocabilità. All'interno di apposite piazzole di sosta, infatti, si ha la possibilità di dedicare qualche minuto al proprio cavallo: si può pulire il suo mantello, curare le sue ferite, dargli da mangiare una mela raccolta da un albero vicino o riempire l'abbeveratoio per farlo dissetare.

Alcune magie permettono di colpire i nemici che si trovano dietro a dei ripari disegnando delle traiettorie con la mano in direzione del bersaglio - Fable: The Journey
Alcune magie permettono di colpire i nemici che si trovano dietro a dei ripari disegnando delle traiettorie con la mano in direzione del bersaglio

Ognuna di queste attività, come l'uccisione dei nemici e la raccolta di alcune speciali gemme che compaiono sulla strada durante gli spostamenti con il carro, conferiscono a Gabriel dei punti esperienza che possono essere investiti per incrementare l'efficacia dei suoi incantesimi o la resistenza del cavallo. Si tratta dell'unico elemento relativamente vicino agli standard GdR, ma il sistema di crescita è talmente rigido e povero da rimanere una componente di contorno poco incisiva nell'economia del gioco.

TUTTO MOLTO BELLO...MA POI, C'È ALTRO?
Lo stupore iniziale dovuto all'utilizzo di Kinect nel lanciare magie e compiere determinati movimenti va a scemare di minuto in minuto a causa della mancanza di un vero sistema di sviluppo del personaggio, di un livello di sfida fin troppo permissivo e della natura eccessivamente scriptata dell'avventura. Se gli sviluppatori avessero optato per una campagna più breve ed intensa, probabilmente questo problema non si sarebbe riscontrato: si ha come l'impressione che Fable: The Journey sia stato diluito un po' troppo, soprattutto in relazione ai contenuti e alla particolare tipologia di intrattenimento che offre. Allo stesso modo, è importante dare merito a Lionhead Studios per essere riuscita nella difficile impresa di realizzare un gioco che non sia totalmente schiavo di Kinect, ma ne implementi le funzioni all'interno di un'esperienza videoludica a tutto tondo.

Tutte le missioni del gioco, una volta portate a  compimento, possono essere affrontate anche in modalità arcade. L'unica differenza rispetto alla campagna è la presenza di un contatore e un moltiplicatore di punti che vanno a calcolare un punteggio il quale viene poi inserito all'interno di una tradizionale classifica online - Fable: The Journey
Tutte le missioni del gioco, una volta portate a compimento, possono essere affrontate anche in modalità arcade. L'unica differenza rispetto alla campagna è la presenza di un contatore e un moltiplicatore di punti che vanno a calcolare un punteggio il quale viene poi inserito all'interno di una tradizionale classifica online

UN SGUARDO NEL FUTURO, UNA MANO NELLO SCHERMO
Uno degli elementi maggiormente positivi è senza dubbio l'ottima risposta e la precisione nei comandi di Kinect. Come per tutte le periferiche di movimento, ci vuole qualche ora di gioco prima di impratichirsi con le meccaniche e i gesti da eseguire, ma una volta assimilato il funzionamento, ci si dimentica ben presto di gamepad, mouse e tastiera. Attenzione però: la perfezione non è ancora stata raggiunta e rimangono alcune imperfezioni ed imprecisioni, ma nel complesso l'esperienza di gioco non ne risente quasi mai. Tra i vari comandi, quello riuscito meglio e che più si adatta alle feature di Kinect è senza dubbio il lancio delle magie, mentre ci è sembrata un po' meno reattiva la guida del carro. Il sistema di puntamento, come già detto, è preciso, ma al fine di rendere meno frustante e più naturale possibile l'utilizzo di Kinect, i colpi vanno a segno anche se non proprio sparati in maniera perfetta grazie ad una sorta di mira assistita. Qualche piccolo limite si è notato solamente quando abbiamo dovuto mirare a bersagli molto piccoli e a grande distanza.

Al fine di ottenere la massima fluidità e sincronia con Kinect, i ragazzi di Lionhead Studios hanno deciso di optare per il versatile Unreal Engine 3 di Epic Games. Il risultato visivo è di ottimo livello e, in effetti, non abbiamo riscontrato alcun calo di frame rate, nemmeno nelle fasi con maggior elementi a schermo. Come da tradizione della saga, level design e direzione artistica sono sempre ad altissimi livelli, così come anche il doppiaggio, interamente in lingua italiana.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Fable: The Journey riesce nell'impresa di nobilitare in qualche modo l'utilizzo di Kinect all'interno di un videogioco, ma la povertà di contenuti e la ripetitività della formula di gameplay adottata rendono l'esperienza di gioco molto divertente e stupefacente solo nelle prime ore. Il prodotto Lionhead Studios fa comunque compiere un importante passo in avanti al ruolo di Kinect all'interno dei sempre più rigidi meccanismi dell'industria videoludica, aprendo la strada a nuovi ed interessanti orizzonti per il suo futuro.

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