Genere
Avventura
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
18/7/2013

Face Noir

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Datasheet

Produttore
Phoenix Online
Genere
Avventura
Data di uscita
18/7/2013

Lati Positivi

  • Atmosfere noir molto accattivanti
  • Enigmi e dialoghi intriganti
  • Ottima colonna sonora

Lati Negativi

  • Comparto tecnico molto carente
  • Manca il doppiaggio
  • Controlli a volte troppo lenti

Hardware

  • OS: Windows XP, Vista o Seven
  • CPU: Dual Core 2 GHz
  • RAM: 1 GB
  • Spazio su hard disk: 2 GB
  • Scheda Video: 128 MB RAM
  • DirectX 9.0c

Multiplayer

Face Noir non prevede alcuna modalità multiplayer.

Modus Operandi

Abbiamo testato Face Noir su PC grazie a un codice download concessoci di Phoenix Online.

Link

Recensione

Jack Del Nero, professione detective

Un'avventura noir all'italiana su PC, secondo Mad Orange.

di Stefano Di Pino, pubblicato il

Quando una produzione italiana, soprattutto un videogioco, raggiunge mercati stranieri e approda nel meraviglioso mondo dell'entertainment, c'è sempre un po' di orgoglio patriottico. Nell'ultimo periodo, inoltre, di avventure grafiche “italiane” se ne vedono molte: è così che il progetto italiano Face Noir ha raggiunto le luci della ribalta, dapprima in Germania e poi in Italia.

Un titolo che si è fatto attendere, la cui gestazione è iniziata nel lontano 2008, periodo non propriamente favorevole al panorama economico italiano, ed è durata per quattro lunghi anni. Avendo perso il titolo in occasione del lancio europeo, vi proponiamo la sua recensione in concomitanza con il debutto americano.

NEW YORK, 1929

L'avventura del protagonista Jack Del Nero inizia dalla fine, con delle scene che ci lasciano più dubbi che certezze. L'interessate tecnica narrativa di Mad Orange ci mette davanti a quello che sembra il fatto compiuto, per quindi farci giocare un lungo e intrigante flashback alla ricerca del perché e del come. Jack Del Nero è un investigatore privato le cui origini italiane non sono neanche tanto remote e tangibili dalla sua memorabile esclamazione preferita, “dannazione”. Jack annega i ricordi del suo oscuro passato in polizia nel whiskey e si aggira con qualche spicciolo in una New York in piena depressione alla ricerca di un motivo per vivere. La sua clientela è composta per la maggior parte da mariti gelosi che gli chiedono di scattare foto per incastrare le proprie mogli, ma il gioco inizia con una richiesta un po' più singolare.

Harvey Webber, un ricco imprenditore, è ormai stanco dell'atteggiamento della figlia che continua a sperperare il suo patrimonio nel vano tentativo di sfondare nel mondo del cinema. Non solo, ma l'aspirante Vivien Leigh è fuggita di casa svanendo nel nulla; l'unica traccia sono gli acquisti che continua a fare con la carta di credito del padre. Conscio della situazione, Webber incarica Del Nero di fotografare la figlia in una situazione compromettente affinché possa tagliarle finalmente i fondi. Per Del Nero questo è un lavoro più che facile, senza contare che gli frutterebbe 30 dollari, una bella somma in una situazione di depressione come quella del '29. Nonostante l'affresco noir di un'America in crisi sia ben dipinto da Mad Orange, la stereotipizzazione di Del Nero raggiunge a tratti livelli eccessivi, che rischiano di scadere in un cliché che tarpa le ali a qualsiasi tentativo di colpo di scena.

Jack Del Nero è il protagonista dell'avventura: un detective privato, uomo tutto casa e lavoro. Nel senso che dorme nel suo ufficio. - Face Noir
Jack Del Nero è il protagonista dell'avventura: un detective privato, uomo tutto casa e lavoro. Nel senso che dorme nel suo ufficio.

"Dannazione!"

L'avventura grafica di Mad Orange è un prodotto di buon spessore, organizzata su una giocabilità soddisfacente e immersa in un sistema di enigmi che avvincono e convincono. A dare un po' di brio contribuiscono anche degli enigmi “attivi”, come pannelli elettrici, radio, telefoni, nei quali è necessaria un'interazione diretta del giocatore. Jack si muove tra le strade di una piovosa New York City, avvelenato dal whiskey e intenzionato a mandare a quel paese tutto il mondo se necessario, ma alla fine dimostra di essere un investigatore che sa cavarsela in ogni situazione. È per questo che Mad Orange ha affiancato a enigmi più fisici un interessante sistema di dialoghi che permette di incastrare i PNG e scucirgli informazioni dopo aver acquisito sufficienti informazioni in giro per gli scenari.

Non mancano delle chicche, come un tassista cinese che si spaccia per un grasso messicano, o un interrogatorio snervante nel quale ogni risposta sbagliata o ritardata porta a qualche ora di gatta buia. Ma tutto questo alla fine è solo un corollario dell'avventura principale, nulla che possa, alla fine del conti, incidere realmente su una storia già scritta, un plot nero come i polizieschi anni '20 e come l'anima dell'America di quel tempo. Molto interessante, sempre in merito a Jack, è il sistema di “intuizioni” dell'investigatore, che, partendo da due informazioni, permette a Del Nero di arrivare a una terza, spesso fondamentale per l'indagine.

Gli scenari sono cupi, e il gioco mostra alcuni limiti nel comparto tecnico, incapace persino di adattarsi alle risoluzioni widescreen degli schermi. - Face Noir
Gli scenari sono cupi, e il gioco mostra alcuni limiti nel comparto tecnico, incapace persino di adattarsi alle risoluzioni widescreen degli schermi.

IL PESO DEGLI ANNI

Nonostante tutto, però, Mad Orange si è lasciata qualche sassolino nella scarpa. Le ottime idee sono infatti filtrate da un compartimento tecnico mediocre: la qualità delle texture non è delle migliori, i comandi non sempre sono all'altezza della situazione e possono risultare lenti e, cosa piuttosto fastidiosa, alcuni momenti grafici evidenziano le difficoltà del team con il motore grafico utilizzato, il Wintermute Engine. Purtroppo molto spesso i progetti troppo “lunghi”, e che hanno quindi subito ritardi e intoppi, possono portare a risultati del genere, ovvero a un prodotto finale che, per quanto possa raggiungere una sufficienza strappata con i denti, è ben lontano dall'idea che si erano fatti i giocatori o gli stessi programmatori. Non stupisce dunque che il team non sia riuscito a stare al passo con i tempi e a far evolvere il gioco in maniera tale da inserirlo in un segmento di mercato odierno che potesse risultare competitivo nei confronti della concorrenza.

Tra tutte le problematiche, spicca quella della risoluzione, che non raggiunge nemmeno gli standard degli attuali portatili 15” e che quindi non si adatta nemmeno al rapporto 16:9 dei widescreen. Un'altra assenza che lascia a bocca asciutta è infine quella di un doppiaggio in italiano, che dopo 4 anni di lavorazione ci si aspettava come requisito minimo. La durata del gioco di 10 ore medie, infatti, può stancare se vissuta attraverso una lettura obbligata dei numerosi dialoghi e descrizioni di oggetti; ma questa assenza stona ancora di più in un gioco che, infestato da problematiche tecniche, avrebbe giovato della presenza di dialoghi adeguati e localizzati, ulteriore valorizzazione di un'ottima colonna sonora.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Probabilmente a causa della gestazione problematica, Face Noir non riesce a convincere pienamente nonostante le ottime premesse. Il comparto tecnico non è decisamente all'altezza delle produzioni odierne, anche restando nell'ambito delle avventure grafiche. Le atmosfere accattivanti rischiano ben presto di scadere in un cliché che non fa bene né ai colpi di scena, né alla caratterizzazione del protagonista, aspetto fondamentale in un genere come questo. L'ottimo rapporto qualità/prezzo lo rende tuttavia consigliato quantomeno agli appassionati del genere, che trarranno sicuramente piacere dalle atmosfere cupe e dalla spettacolare colonna sonora di quest'avventura investigativa “tricolore”.

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