Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
21/9/2005

Fahrenheit

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Datasheet

Produttore
Atari
Genere
Avventura
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
21/9/2005
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Trama da film
  • Psicologia dei personaggi approfondita
  • Sistema di gioco innovativo
  • Design originale

Lati Negativi

  • Un po' breve
  • Grafica sotto la media
  • A tratti, a qualcuno potrebbe sembrare un laser game

Hardware

Per giocare a Fahrenheit è necessaria una console Xbox europea dotata di joypad e una confezione originale del gioco.

Multiplayer

Fahrenheit non comprende opzioni multiplayer.

Link

Recensione

Fahrenheit

Quantic Dream non è nuova alle avventure grafiche e ha già dimostrato d'avere classe da vendere, negli anni passati, con Omikron. Ora ci riprova, con un gioco che sfida i confini dell'avventura classica per tentare di toccare due punti fondamentali nella ricerca videoludica: l'approccio cinematografico al gioco e l'originalità del prodotto. Il risultato? Decisamente interessante.

di Marco Nicolò Perinelli, pubblicato il

Mettiamo per esempio il caso che vogliate aprire un frigorifero: l'opzione che vi apparirà sarà una sola, e spostando verso il basso la leva analogica, otterrete l'azione desiderata. All'interno, potreste trovare un cartone di latte e un sandwich. Vi verranno mostrate allora tre opzioni diverse: chiudere il frigo (leva analogica in su), bere il latte (leva analogica a sinistra), mangiare il sandwich (leva analogica a destra). E così via, allo stesso modo, per qualsiasi altra azione vi sia consentito di compiere nel gioco. Il sistema, dopo il primo impatto un po' scioccante, risulta altamente intuitivo e molto semplice da padroneggiare. Un po' meno perfetto il sistema di movimento, a causa del repentino cambio di visuale che spesso vi troverete ad affrontare. Nei momenti di panico, e ce ne sono parecchi, non sarà proprio una passeggiata riuscire a orientarsi con rapidità. Comunque sia, l'innovazione nei controlli non finisce qui. Il sistema della leva analogica destra viene sfruttato egregiamente anche in altre situazioni di gioco: per arrampicarsi, per esempio, ma anche per parlare con la gente. In questo caso, appariranno diverse opzioni per far virare la conversazione su determinati argomenti, e in un certo lasso di tempo sarà necessario scegliere una delle opzioni, muovendo la leva nella direzione indicata. A seconda delle scelte, le domande e le risposte cambieranno, e si otterranno diverse informazioni e diversi risultati. Diversa è la circostanza nel caso di scene d'azione o situazioni più concitate. In quei casi, dovrete premere rapidamente in successione i due tasti dorsali (a volte fino a massacrarvi gli indici) oppure seguire con entrambe le leve analogiche delle sequenze di movimenti che potrebbero diventare sempre più complesse man mano che l'azione va avanti.
Per fare un esempio, vi troverete con Kane a dover schivare una serie di oggetti che vi vengono addosso, posseduti da una forza estranea. Il personaggio riuscirà a schivarli senza rimetterci la pelle solo qualora voi riusciate a eseguire perfettamente la sequenza d'azioni che vi verrà richiesta: nel particolare, vi compariranno sullo schermo uno o due cerchi con quattro tasti colorati che si illumineranno a seconda di dove dovrete spostare le due leve (ricordate quel gioco che andava tanto negli anni '80, il mitico Simon? Ecco, immaginatevi una cosa del genere).
Tutto qui. In questo si riassume il sistema dei controlli di Fahrenheit, che, tutto sommato, oltre a essere innovativo (un sistema del genere non è mai stato utilizzato per altre avventure grafiche, da che mondo è mondo), risulta intuitivo e semplice da afferrare. La polemica? A molti non piacerà. I puristi dell'avventura grafica potrebbero non apprezzare questa ingerenza d'azione nel gioco, mentre la schiatta degli hardcore gamer potrebbero decidere che si trovano di fronte a un mero laser game senza vera profondità di gioco. In realtà, l'idea non è malvagia, e offre una notevole portata di novità e vitalità a un genere decisamente stanco, pochi capolavori recenti a parte. Che poi pubblico e critica siano destinati, di fronte a Fahrenheit, a dividersi a metà, tra una schiera di sostenitori che grideranno al miracolo e una schiera altrettanto fitta di detrattori accaniti. Se volessimo citare Oscar Wilde, potremmo dire che sicuramente alla Quantic Dream ne saranno felici, perché se avevano deciso di fare scalpore, nel bene e nel male, ci sono riusciti.

PESSIMISMO E FASTIDIO

Se vi trovaste nella situazione di Lucas Kane, accusato di un omicidio brutale, con tutte le caratteristiche di un macabro rituale pagano, e con la certezza di non averlo commesso coscientemente, ma guidati da una volontà estranea, come vi sentireste? Se non altro depressi, giusto? Quindi non vi stupirà scoprire che Lucas si sente esattamente così, quando si risveglia dall'orribile trance in cui è stato costretto ad assistere impotente alla scena di se stesso che portava avanti un sanguinoso sacrificio umano. Ebbene sì, un'altra delle novità interessanti che il gioco propone è proprio quella di mostrare costantemente lo stato d'animo del personaggio in azione, che può andare da "neutro" (barra piena, condizioni normali) a "devastato" (barra al minimo, condizioni al limite della pazzia). Gli eventi del gioco e le scelte che farete influenzeranno le condizioni psicologiche dei protagonisti, portandoli a essere tranquilli e stabili oppure sempre più tesi, depressi e angosciati dalle circostanze. Anche semplici azioni come bere un caffè o un bicchiere d'acqua, o dare un bacio alla propria partner possono influenzare in positivo lo stato d'animo del personaggio, come naturalmente avviene quando si ottengono indizi importanti o si compiono scelte vincenti nell'ambito della storia. Al contrario, scelte errate, azioni negative e cose come guardare da vicino un cadavere o riflettere sulle cose tristi della vita porteranno il vostro personaggio a deprimersi e la sua barra delle emozioni a scendere pericolosamente. Attenzione: quando la barra arriva a zero, il game over è dietro l'angolo, perché si presume che il personaggio sia direttamente impazzito, o abbia raggiunto livelli di nichilismo tali da impedirgli anche solo di fare un altro passo.
Questo aspetto del gioco introduce nuovi elementi nel gameplay: il giocatore coscienzioso, infatti, tenterà di agire sempre nel modo più adatto a mantenere alto il morale dei protagonisti, per non rischiare di trovarsi in circostanze pericolose quando certi eventi imprevisti ma inevitabili faranno calare a picco la barra dello stato d'animo. Fortunatamente, a questo proposito sono molto d'aiuto dei bonus che innalzano le tacche della barra, e che si trovano in alcune locazioni del gioco, a chi abbia la pazienza di cercarle con attenzione. Da non confondere con i bonus al punteggio, che vengono visualizzati sotto forma di tarocchi da collezionare.

FINALMENTE AFFRANCATI!

Per quanto si possa storcere il naso di fronte allo strano sistema di controllo del gioco, o alla sua scarsa longevità (in tutto, più o meno, si potrebbe riuscire a concluderlo in cinque ore), nessuno dovrebbe questionare riguardo alla profondità della trama e della caratterizzazione dei personaggi principali di Fahrenheit. La storia viene narrata con maestria, attraverso scelte registiche dal taglio fortemente cinematografico, sonoro e musiche che non sono da meno e un doppiaggio di alto livello, che difficilmente si riscontra, purtroppo, a tutt'oggi, nel mondo dei videogiochi. Scelte e indizi ci portano a svelare misteri, cospirazioni e antichissime sette segrete che affondano le loro radici nelle origini stesse della storia umana. Flashback, incubi e visioni tingono di colori cupi vaste parti del gioco, che comunque mantiene sempre un ritmo serrato e regala passaggi altamente adrenalinici, in cui vi troverete a condividere con i protagonisti di cui vestirete i panni più di un momento di tensione pura.
Ognuno dei personaggi principali di Fahrenheit è stato costruito con una profondità di carattere che raramente si è vista in giochi anche di alto livello, e con una dovizia di particolari quasi maniacale. Le espressioni dei loro volti, nonostante la grafica non proprio all'altezza della situazione, rendono alla perfezione il loro stato d'animo, e sembrano quasi disegnare sui loro lineamenti i pensieri contrastanti che passano nelle loro menti di volta in volta. Particolari come la camminata strascicata di Tyler, che parla del suo passato nelle gang dei bassifondi di New York, prima della sua redenzione nel corpo di polizia, non capitano tutti i giorni in un videogioco, così come non capita di vedere le scene che normalmente si trovano in un qualsiasi film, quali nudi femminili, accenni a storie d'amore che comportino del sesso tra i partner, presenza di comprimari omosessuali, ma che in un videogioco sembrano il più delle volte ancora dei tabù insormontabili.
Questo è uno dei migliori pregi di Fahrenheit. Spezzare tali tabù e portare finalmente la vita reale in un videogioco per console, o per lo meno la vita che ci si aspetta dai protagonisti di una storia ambientata nella Grande Mela del ventunesimo secolo. E, per come la vediamo noi, non è assolutamente poco.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Fahrenheit è un gioco che riesce a donare nuova linfa vitale al genere delle avventure grafiche, grazie a una trama complessa e decisamente cinematografica, a personaggi dalla psicologia approfondita e interessante, a situazioni innovative e a un sistema di controlli particolare, intuitivo e originale. Ottimo anche il sonoro, sia la musica che gli effetti: contribuisce a mantenere alto il ritmo dell'azione, che alle volte diventa addirittura frenetico, ma che comunque, anche nelle scene di investigazione e nei dialoghi più tranquilli, non cala mai troppo. Peccato per una grafica che, espressioni facciali dei protagonisti a parte, non è assolutamente all'altezza del resto, risultando piuttosto scarsa e poco curata. Sarà che ormai abbiamo fatto la bocca ai giochi di nuova generazione, chissà... Altra piccola delusione per un gioco che, a nostro parere, si piazza nell'ambito di un vero capolavoro, se non altro nel suo genere, è data dalla scarsa longevità del titolo, che per i più veloci e intuitivi non durerà più di cinque ore scarse. Un po' pochino, considerata la bellezza di trama e personaggi, e la voglia indubbia di continuare a stare in loro compagnia più a lungo di quanto ci venga in realtà consentito. Comunque sia, a parte questi piccoli difetti, Fahrenheit entra a buon diritto nell'Olimpo dei giochi da provare assolutamente.