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- Nuovo
€39,99€ 39,58
Datasheet
- Produttore
- Bethesda Softworks
- Sviluppatore
- Obsidian Entertainment
- Genere
- Gioco di Ruolo
- PEGI
- 18+
- Distributore Italiano
- Namco Bandai Partners
- Data di uscita
- 22/10/2010
- Data di uscita americana
- 19/10/2010
- Lingua
- Italiano
- Giocatori
- 1
- Prezzo
- € 69,99
- Formato Video
- HDTV
- Formato Audio
- Surround 5.1
Lati Positivi
- Mondo vasto e appassionante
- Grande libertà di personalizzazione
- Il V.A.T.S. si riconferma un ottimo sistema di combattimento
- Crafting ben implementato
- Longevo come pochi
- Discreto numero di aggiunte rispetto a Fallout 3...
Lati Negativi
- Interfaccia non comodissima
- Le somiglianze con il predecessore sono fin troppe
- Il comparto tecnico avrebbe necessitato di maggior attenzione
- Manca l’effetto novità portato da Fallout 3
Hardware
Multiplayer
Link
È tempo di apocalisse
Il ritorno di Fallout tra novità e tradizione.
Fallout 3 è giustamente considerato una delle vette del 2008, e non solo, tra i giochi di ruolo. La bellezza e il fascino dell’ambientazione post-apocalittica, il marchio di una serie a suo modo leggendaria, le decine di ore necessarie per portarlo a termine, il notevole sistema di combattimento e le scelte etico-morali ne hanno fatto uno dei GdR più belli, profondi e appassionanti degli ultimi anni.
Logico che Bethesda Softworks, anche grazie agli oltre cinque milioni di copie vendute (senza contare gli introiti derivanti da ben cinque DLC), abbia messo quanto prima in cantiere un nuovo prodotto legato al mondo e alle meccaniche di gioco di Fallout 3, ma stranamente quanto uscito dagli studi di Obsidian Entertainment non si può considerare né un vero e proprio sequel, né solo un gigantesco DLC. La definizione più giusta sarebbe spin-off, ma come vedremo nel corso della recensione anche questo termine non si addice del tutto a Fallout: New Vegas, che andrebbe quindi considerato una specie di ibrido tra un classico seguito e un’espansione.
il piacere di crearsi dal nulla
A differenza di Fallout 3 e del suo straordinario incipit all’interno del Vault 101, qui iniziamo a giocare senza un’introduzione altrettanto lunga, complessa e affascinante. Ci ritroviamo infatti in un letto, ancora storditi e doloranti dopo essere rimasti coinvolti in un’aggressione ed essere stati salvati in extremis dal dottore di uno sperduto avamposto nel deserto del Mojave. Con la testa ancora piena di antidolorifici ,cerchiamo di ricordarci cosa sia successo poche ore prima e iniziamo a vagare all’esterno della casa addentrandoci così fin da subito nel mondo desolato, desertico e squallido di Fallout: New Vegas.
Prima però il gioco ci mette di fronte alla classica creazione del personaggio, che ricorda molto da vicino quella di Fallout 3: anche qui possiamo personalizzare il nostro alter ego fin nei minimi particolari, sia fisici, sia caratteriali, grazie all’enorme quantità di perk e alle attitudini più o meno votate all’attacco, al dialogo, alla contrattazione o al sapere scientifico. Come al solito il character system della serie si conferma estremamente ricco di varianti e di possibili incroci tra perk, skill e trait e al passaggio di ogni livello si può orientare la crescita del proprio personaggio in modo davvero minuzioso e non univoco.
Su questo versante le novità rispetto a Fallout 3 non sono tantissime e anche l’interfaccia, che oggi risente di una certa macchinosità, è rimasta pressoché la stessa di due anni fa. Dovendo per esempio osservare molto spesso alla mappa, vista la vastità dell’ambientazione, avremmo preferito qualche soluzione più istantanea e meno laboriosa per accedervi e anche l'inventario non prevede particolari divisioni se non tra armi, munizioni, vesti e oggetti comuni. Anche qui, con le centinaia di cianfrusaglie che raccoglieremo nel corso del gioco, dopo un po’ diventa scomodo scorrere tra questi elenchi infiniti e la stessa mappa avrebbe potuto essere un po’ più dettagliata.
crafting postapocalittico
Non bisogna però stupirsi di questa estrema somiglianza tra Fallout: New Vegas e il suo illustre predecessore. Una volta usciti dalla casa del dottore e dopo i primi dialoghi con gli abitanti della zona, la sensazione di giocare all’ennesimo DLC di Fallout 3 è davvero molto forte e lo rimane per alcune ore. La stessa attenzione ai micro-dettagli, lo stesso sistema di dialogo, la stessa sensazione di libertà (anche in senso “criminale”) e soprattutto lo stesso sistema di combattimento. Gli sviluppatori si sono infatti affidati ancora una volta al mix di sparatutto in prima persona (questa volta con l’aggiunta di un mirino a croce) e dell’immancabile V.A.T.S., con cui mettere in pausa il gioco, scegliere la parte del corpo del nemico da colpire a seconda della percentuale di riuscita (e dei Punti Azione in possesso) e godersi l’animazione del colpo in slow motion.
Torna anche l’opzione della terza persona, ma sinceramente la sconsigliamo, e anche affidarsi a un approccio da classico FPS non vi farà andare lontano in questo mondo popolato da umanoidi, animali poco amichevoli e creature ancora più spaventose. Abbiamo comunque notato una maggior varietà di armi (soprattutto nel corpo a corpo) e accogliamo con piacere la possibilità di modificarne gli attributi come potenza, precisione, velocità di ricarica e così via. In generale, rispetto a Fallout 3 Obsidian Entertainment ha dato più spazio al crafting: possiamo infatti coltivare piante, cucinare cibi, assemblare oggetti e utilizzare kit da piccolo chimico per creare sostanze curative. Non è detto che tutti si diletteranno in queste attività (noi ad esempio vi siamo ricorsi molto raramente), ma vanno comunque citate come un’aggiunta significativa al gameplay e danno in effetti più importanza a oggetti altrimenti inutili, oltre a rappresentare un vero paradiso per gli amanti della personalizzazione più spinta.
e tu di che fazione sei?
Altre novità di rilievo vanno ricercate nel temporaneo aumento di certe abilità leggendo riviste e magazine (ne troverete parecchie in giro) e soprattutto nell’importanza assunta dalle fazioni. Il mondo di Fallout: New Vegas risente infatti maggiormente di questo fattore, tanto che basta indossare un’uniforme sbagliata al momento sbagliato per ritrovarsi contro decine di nemici quasi senza accorgersene. Le fazioni con o contro cui schierarsi sono una ventina (comprese le più potenti famiglie di New Vegas) e questo variegato sistema di alleanze può portare a conseguenze del tutto inaspettate.
Schierarsi con una fazione può infatti significare avere campo libero in una location così come ritrovarsi ricercato a pochi chilometri di distanza. Bisogna insomma stare molto attenti, cambiare l’uniforme quando è necessario e scoprire possibilmente prima attraverso i dialoghi con i PNG quale fazione incontreremo di lì a poco. Purtroppo, se gli aspetti positivi di questa impostazione non mancano (un giocatore esperto in “diplomazia” può ricavarne parecchi vantaggi), ci sono anche quelli negativi.


