Genere
Strategico
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
12/7/2001

Fallout Tactics: Brotherhood of Steel

Fallout Tactics: Brotherhood of Steel Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Strategico
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
12/7/2001
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
4

Lati Positivi

  • Sistema di gioco molto completo
  • Grande varietà di personaggi e oggetti
  • Divertente in multiplayer
  • Buon sonoro

Lati Negativi

  • Graficamente datato
  • Intelligenza artificiale discutibile
  • Scarsa interazione con i fondali
  • Visibilità a volte limitata

Hardware

Fallout Tactics: Brotherhood of Steel richiede una configurazione molto modesta: già con un processore a 300 MHz, 32 MB di memoria e una scheda video dotata di 16MB potrete godervi il gioco senza eccessivi problemi. Chiaramente richiesto un sistema operativo di casa Microsoft (nessuna compatibilità accertata per Windows 2000) e relative librerie DirectX. Assolutamente consigliata l'installazione della corposa patch del gioco disponibile sul sito ufficiale.

Multiplayer

Fallout Tactics: Brotherhood of Steel prevede modalità di gioco tramite LAN o connessione ad Internet. Supportato il software GameSpy (incluso nella confezione) per un rapido accesso alle funzioni online.

Link

Recensione

Fallout Tactics: Brotherhood of Steel

Interplay porta di nuovo i giocatori nelle desolate terre dell'era post-nucleare di Fallout: un mondo dove umani, androidi e mutanti si scontrano in sanguinose battaglie per la supremazia, e in cui la vita ha un valore molto, molto basso. Da gioco di ruolo a videogame di strategia militare, Fallout torna nuovamente a far parlare di se.

di Stefano Castelli, pubblicato il

PRIMA DELL'AZIONE

A differenza di giochi simili in cui l'organizzazione delle missioni viene gestita tramite appositi menù, Fallout Tactics: Brotherhood of Steel prevede un sistema molto più integrato con l'azione del gioco. In pratica nel mondo di Fallout sono presenti dei bunker che fungono da base operativa: in questi bunker trovano alloggio i membri della Fratellanza D'Acciao, assieme a molti individui responsabili di compiti ben precisi. Ad esempio è possibile incontrare il Generale, che si occupa di assegnare le diverse missioni disponibili, oppure il furiere, addetto al magazzino delle attrezzature (un infido mercante sotto mentite spoglie, in pratica), o ancora il commissario di reclutamento (per richiedere nuovi membri del gruppo) e l'ufficiale medico (altro aguzzino che cura i personaggi dietro LAUTO compenso). Oltre a questi personaggi, il bunker ospita anche altri mercenari e avventurieri, con cui è possibile dialogare e persino commerciare (anche tramite baratto). L'esplorazione del bunker avviene in maniera analoga a quanto accadeva in Fallout o in altri RPG come Baldur's Gate, fornendo al gioco una ulteriore dose di elementi da RPG che assottigliano ulteriormente la linea di demarcazione tra Fallout Tactics: Brotherhood of Steel e i capitoli precedenti. Una volta composto il team (con un massimo di elementi oltre al personaggio principale) ed effettuati tutti i preparativi necessari ci si può rivolgere al Generale e ottenere in assegnazione una missione: è il momento di passare all'azione vera e propria.

FALLOUT: ENEMY UNKNOWN

Una volta sul campo di battaglia è necessario la modalità con cui affrontare l'azione di gioco, tra le tre disponibili, definite dalle sigle ITB, STB e CTB. ITB sta per Individual Turn-Based e rappresenta una classica modalità a turni in cui ciascun personaggio si muove individualmente: praticamente, la trasposizione diretta del sistema di combattimento di Fallout. STB è invece l'acronimo di Squad Turn-based, ed è assimilabile al sistema di gioco presente nei giochi della serie UFO, di Microprose: un sistema, cioè, sempre basato su una struttura a turni, ma in cui agiscono alternativamente tutti i componenti di una singola squadra prima di passare l'azione ad un altro giocatore o alla CPU. Entrambe queste modalità si basano su dei canonici punti di azione, che vengono spesi per tutte le azioni (camminare, correre, sparare, usare abilità e così via) e che sono ripristinati all'inizio del turno seguente. Insomma, i fan della stragegia "vecchio stile" si troveranno a proprio agio con queste due modalità più riflessive e statiche. I patiti dell'azione in tempo reale possono invece affidarsi alla terza scelta effettuabile, e cioè Continuous Turn-Based (CTB), che è considerabile come un sistema di combattimento in tempo reale (nello stile di Commandos), in cui tutti i personaggi agiscono contemporaneamente e in cui il consumo di punti-azione non riguarda più le operazioni di spostamento (gli stessi punti-azione vengono ripristinati automaticamente, man mano che il tempo passa). Anche questa modalità in tempo reale funziona abbastanza bene, e sebbene non valorizzi altrettanto il motore di regole che è alla base del gioco riesce comunque a trasferire la tensione e buona parte della strategia derivate dai sistemi "a turni" nel frenetico mondo del "tempo reale". In questo caso però il giocatore deve fare i conti con alcune lacune nell'intelligenza artificiale del personaggi, legate alle loro abilità di movimento (troppo spesso i personaggi sembrano messi in crisi nella scelta della strada da seguire) e alla scelta del nemico da attaccare o da cui difendersi, risultando meno scaltri di quanto sarebbe lecito che fossero.

COLPISCI E SCAPPA

La struttura delle missioni offerte dalle modalità del gioco è abbastanza variegata, e comprende azioni di vero e proprio sterminio, missioni di infiltrazione e altre tipologie di operazione. Il gioco incorpora un sistema di intelligenza artificiale basato sulla percezione che troppo spesso lascia un po' a desiderare: ad esempio, può capitare di imbattersi in nemici che dormono sogni beati, e in caso si voglia vigliaccamente farli fuori nel sonno, questi non si sveglieranno nemmeno quando i loro compagni della branda accanto vengono falciati da raffiche di mitra sparate da un metro di distanza. Fortunatamente per quello che riguarda la strategia militare vera e propria il gioco si dimostra decisamente più "sveglio", costrngendo il giocatore a studiare percorsi e tattiche necessarie ad evitare scontri diretti col nemico. L'ampiezza delle aree di gioco permette di scegliere tra numerosi approcci alle varie missioni, valorizzando quanto dovuto le scelte del giocatore. Il numero di missioni disponibili per le modalità in single-player garantiscono una buona longevità, e la presenza di un apposito editor di campagne (aggiungibile tramite una apposita patch) rende la durata del gioco estremamente elastica. per quanto riguarda l'azione in multiplayer, anche sotto questo aspetto Fallout Tactics: Brotherhood of Steel si rivela abbastanza generoso, includendo numerose opzioni per la creazione di partite personalizzate e garantendo agli amanti della strategia online una sfida cui difficilmente potranno resistere. Basilarmente le azioni in multiplayer si suddividono in due principali filoni: Skirmish (uno scontro "tutti-contro-tutti") e Assault (in cui un team viene messo in difesa di una postazione e gli altri andranno, appunto, all'assalto), ma la quantità di variazioni apportabili non limita troppo la fantasia dei giocatori, in grado di creare vere e proprie campagne multiplayer. Assolutamente da citare l'enorme differenziazione di armi ed oggetti disponibili nel gioco, che vale come un ulteriore punto a favore nella longevità di Fallout Tactics: Brotherhood of Steel.

LENTA EVOLUZIONE DELLA SPECIE

Sebbene evoluto e adattato agli standard attuali, l'aspetto grafico di Fallout Tactics: Brotherhood of Steel strizza sempre l'occhio allo stile dei due precedenti RPG: a prima vista infatti pare proprio di trovarsi davanti ad una versione raffinata dello stesso motore grafico, senza eccessivi miglioramenti. Volendo essere più precisi è possibile notare una maggiore definizione dei personaggi (animati e particolareggiati in modo migliore) e una grafica dei fondali più nitida e dettagliata, sebbene la sostanza non cambi poi eccessivamente. Ottima invece l'implementazione della nuova interfaccia, molto completa e abbastanza chiara (sebbene sia facile perdersi tra le decine di statistiche e pulsantini), nonché piuttosto bella da vedere. L'aspetto peggiore del motore grafico, che limita in maniera pesante la giocabilità di Fallout Tactics: Brotherhood of Steel è legato ad una scelta effettuata dai programmatori: non è assolutamente possibile distruggere la benché minima parte delle strutture che compongono l'area di gioco. Laddove, in un gioco ormai preistorico come UFO: Enemy Unknown ci si poteva permettere di abbattere la parete di una casa, persino travolgendo gli eventuali occupanti, in Fallout Tactics: Brotherhood of Steel non è permesso nemmeno radere al suolo una semplice tenda da campo. Questo limita in maniera talvolta pesante la strategia dosabile nel gioco, rendendo alcune situazioni più difficoltose di quanto non dovrebbero essere. Inoltre la visuale adottata non permette la visualizzazione "per piani", rendendo impossibile fare scomparire a piacimento i livelli superiori delle strutture: ciò rende meno facile avere una visione d'insieme dell'area di gioco. Una volta fatto il callo a questi particolari difetti del gioco non ci vorrà molto comunque ad adattarsi al sistema di combattimento, cominciando dunque a godere come si deve del nuovo videogame Interplay.
Da notare anche un ottimo accompagnamento sonoro, composto da musiche abbastanza "post-apocalittiche" e da effetti sonori ben realizzati. Peccato per la mancanza di una traduzione in lingua italiana, che avrebbe reso molto più accessibile Fallout Tactics: Brotherhood of Steel ai giocatori poco adusi alla lingua inglese.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Un gioco tanto apprezzabile quanto criticabile, questo Fallout Tactics: Brotherhood of Steel. Se da un lato non si può che elogiare l'enorme sforzo riposto nella personalizzazione dei personaggi e nella grande varietà di armi ed oggetti, così come si può lodare la simpatica fusione tra RPG e gioco strategico, dall'altra non si può non citare i difetti riportati nella recensione, riguardanti l'intelligenza artificiale discutibile e la pessima interazione con i fondali, che appaiono chiaramente anacronistici e limitanti. Insomma, gli amanti della serie e gli appassionati di videogame strategici possono avvicinarsi a Fallout Tactics: Brotherhood of Steel con una certa tranquillità, ma rimanendo ben consci che non si tratta di un nuovo classico, bensì di un gioco ben fatto e promettente stroncato sulla strada dell'eccellenza da alcune scelte molto poco giustificabili. Consigliato, ma con riserva.