Genere
Sparatutto
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
20/11/2014

Far Cry 4

Far Cry 4 Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Ubisoft Entertainment
Sviluppatore
Ubisoft Montreal
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
20/11/2014

Lati Positivi

  • Varietà e imprevedibilità
  • L'occhio si perde all'orizzonte...
  • ...e il piede lo raggiunge
  • Narrazione meno lineare
  • Migliorata l'influenza degli avamposti
  • Si cavalcano gli elefanti!
  • Visivamente molto ispirato
  • Buona varietà nelle missioni principali

Lati Negativi

  • Impossibile saltare i filmati
  • Spawn dei veicoli
  • Shooting e stealth a volte “sporco”

Hardware

Far Cry 4 sarà disponibile a partire dal 20 novembre su PS3, PlayStation 4, Xbox 360, Xbox One e PC.

Multiplayer

Oltre alla possibilità di esplorare la mappa di gioco in modalità coop, svolgendo tutte le attività a eccezione delle missioni della trama, è presente un comparto multiplayer online che include diverse tre modalità a obiettivi: Avamposti, La Maschera del Demone e Propaganda.

Modus Operandi

Gentilmente ospitati da Ubisoft abbiamo potuto provare per tre giorni la versione PlayStation 4 di Far Cry 4. Abbiamo portato a termine l'avventura in poco più di dodici ore effettive con una percentuale di completamento del 13,96%, lasciando lungo la strada numerosi collezionabili e svariate missioni secondarie. Durante l'evento abbiamo preso parte anche a una sessione di prova del multiplayer e coop in compagnia di altri colleghi.
Recensione

Tra innovazione e tradizione

Nel cuore del Kyrat per scoprire il quarto episodio del franchise sviluppato da Ubisoft Montréal.

di Claudio Magistrelli, pubblicato il

Non sempre però è il nostro tornaconto a guidarci. A volte è semplicemente la curiosità di scoprire cosa può accadere, perché anche quando sembra che possano bastare un paio di colpi precisi a sistemare l'inopportuno attacco di due singoli soldati che hanno colto alla sprovvista un furgone di ribelli, può sempre spuntare dalla vegetazione un orso, trasformando la sparatoria prima in un fuggi fuggi generale, poi in uno spettacolo selvaggio quando un secondo orso entra in scena e inizia a lottare con il primo. Può succedere invece in altre occasioni di cadere noi stessi vittime di un posto di blocco e ricevere l'inatteso aiuto di un manipolo di guerriglieri del Sentiero d'oro casualmente di passaggio nelle vicinanze e allertati dagli spari.

Più in generale, la decisione di non far sparire del tutto come accadeva in passato le forze nemiche dall'area che circonda un avamposto liberato ha reso la mappa decisamente più viva. La maggior presenza di forze ribelli e realiste nei dintorni di un avamposto dipende ora da chi effettivamente lo controlla, ma cani sciolti e assalti organizzati sono sempre dietro l'angolo. Nel quadro generale devono poi entrare anche gli abitanti del Kyrat che passeggiano per i monti o si muovono su scassatissime utilitarie, e non è neppure raro trovare qualcuno intento a sostituire una ruota a lato della strada, evento per altro che non ci sorprende vista la leggerezza con cui alcuni affrontano le curve, impassibili di fronte al pericolo rappresentato dal nostro arrivo a tutta velocità, come se avessero affidato la guida a un polipo ubriaco attanagliato al volante.

Non mancano le mission i "psichedeliche" in cui Ajay è sotto l'influsso di droghe, ambientate nel suggestivo immaginario dello Shangri La. - Far Cry 4
Non mancano le mission i "psichedeliche" in cui Ajay è sotto l'influsso di droghe, ambientate nel suggestivo immaginario dello Shangri La.

Nell'imponente narrazione visuale allestita da Far Cry 4 quasi tutti hanno un ruolo duplice, e visto che abbiamo individuato anche il Kyrat stesso come uno dei personaggi (peccando forse un po' di banalità) anche i suoi luoghi non possono esimersi da questo compito. Se questa contesa regione asiatica, valle tenuta in ostaggio dalle altissime montagne che la circondano come un'isola è prigioniera del mare, da un lato partecipa attivamente al racconto occupandosi dell'atmosfera, dall'altro si assume il compito di fare sfoggio della bontà tecnica del titolo. Accolti da coccarde che garriscono al costante vento che scuote la vegetazione in una danza ritmica di ombre al suolo, è davvero facile perdersi tra gli incantati panorami di lussureggiante vegetazione che si aprono d'improvviso dietro una curva, mentre davanti ai nostri occhi i colori degli alberi si alternano a perdita d'occhio fino ai diradarsi sulle pendici rocciose delle innevate vette che emergono tra nuvole e foschia sullo sfondo.

Uno sfondo però che si può raggiungere, non prima di un lungo cammino, dove il clima e la fauna sono sempre più estremi, un cambiamento radicale ottenuto addirittura coinvolgendo un altro team di Ubisoft, quello residente a Shangai, chiamato a realizzare le sezioni di gioco che si svolgono sull'Himalaya. Il colpo d'occhio generale è insomma ottimo, anche se non manca quel fenomeno della generazione in tempo reale del dettaglio degli oggetti che si avvicinano al punto d'osservazione del giocatore, notevole però soprattutto nelle fasi di volo, ma davvero poco percepibile muovendosi al suolo, mentre l'enorme estensione della mappa è visitabile in lungo e in largo senza alcun caricamento. Anche passando dal generale al particolare il discorso non cambia (parliamo però della sola versione PS4 testata) e anche se il livello grafico non è identico a quello mostrato nei filmati pre-lancio, la distanza in questo caso è minima e rientra in quella forbice che distanzia il materiale promozionale dal gioco vero e proprio che esiste grosso modo da sempre e che non impedisce a Far Cry 4 di assestarsi sulle vette grafiche della generazione per quanto visto nell'ultimo anno.

I personaggi di contorno sfoggiano tutti una scrittura decisamente sopra le righe. - Far Cry 4
I personaggi di contorno sfoggiano tutti una scrittura decisamente sopra le righe.

A SPASSO PER IL KYRAT

Dicevamo che Far Cry non aveva bisogno di una rivoluzione, ma di limate, rifiniture, revisioni. Abbiamo affrontato approfonditamente quelle toccate alla narrazione, e ora è giunto il momento di addentrarci un po' di più nelle meccaniche. Un primo aspetto l'abbiamo già accennato nel precedente paragrafo e riguarda gli avamposti. Nel precedente capitolo il loro controllo influenzava la presenza di nemici nella zona, al punto che liberandoli tutti ci si ritrovava con una mappa spoglia di avversari al di là dei progressi nella trama. Per ovviare a questo inconveniente Ubisoft si è mossa in due direzioni, riducendo senza eliminare completamente la presenza nemica intorno alle roccaforti liberate e prevedendo la possibilità che il soldati dell'Armata Reale organizzino spedizioni per riprendere possesso delle loro basi, evento di cui veniamo avvisati in tempo reale via radio. Ritornano invece grosso modo immutate le torri radio, piccoli puzzle platform da scalare per rimuovere la foschia che copre la mappa e scoprire così nuovi luoghi distruggendo i ripetitori posti sulla loro sommità che trasmettono incessantemente la propaganda di Pagan Min.

Con qualche novità torna anche il crafting, sempre collegato agli esiti della caccia. Per aumentare la capacità di zaino, portafoglio, fondina e faretra è sempre necessario raccogliere pelli dei numerosi e più o meno aggressivi animali che popolano la regione, ma in questa occasione sarà necessario prestare attenzione anche al modo. Sebbene mirini e silenziatori possano risultare più sicuri e precisi, il ricorso a strumenti in grado di preservare maggiormente la pelle dell'animale come arco e coltello vengono ricompensati con bottini doppi. Concentrarsi invece sulla raccolta di erbe e foglie serve nuovamente a creare pozioni e intrugli con cui migliorare temporaneamente le proprie abilità. La capacità di creare siringhe di diverso tipo è ancora collegata all'albero delle abilità che si sbloccano con in punti conquistati durante il gioco. Questa volta le categorie sono solamente due, la Tigre (legata alle abilità offensive) e l'Elefante (relativa a quelle difensive).

Lo sherpa sempre in cammino funge da punto di commercio mobile, in cui acquistare acquistare o potenziare armi insieme altri strumenti utili. - Far Cry 4
Lo sherpa sempre in cammino funge da punto di commercio mobile, in cui acquistare acquistare o potenziare armi insieme altri strumenti utili.

Del tutto nuovo invece è il rampino, strumento utilizzabile in specifici punti dello scenario che amplia e facilita l'esplorazione a piedi della mappa e consente l'inserimento di alcune scene piuttosto acrobatiche in alcune missioni. Inedita infine anche la possibilità di cavalcare gli elefanti e usarli come "macchine da guerra" contro il nemico in prima persona. Naturalmente si tratta di un'opzione in più che non esclude la possibilità di liberarli, lasciando che si scatenino da soli in mezzo alla battaglia, aggiungendosi alle altre modalità di sfruttamento dell'ambiente rappresentate, tra l'altro, dalle esche con cui attirare predatori e dai sassi da lanciare per distrarre in nemici.

Ancora in bilico tra action e stealth, lo stile di gioco è votato alla maggiore libertà possibile, anche se ciò non significa che tutte le azioni a disposizione risultino ugualmente agevoli da compiere o efficaci negli effetti. Mentre gli assalti ad avamposti e fortezze effettivamente si prestano a diverse strategie, tutte egualmente valide a patto di prendersi il tempo per studiare il campo e taggare i nemici, le missioni della trama principale presentano una via privilegiata al successo, il che non esclude la possibilità di affrontarle in altri modi, ma si traduce pur sempre in un mucchio di difficoltà accessorie che una volta individuato quello che possiamo definire "il percorso ideale" ci si evita quasi completamente.

Purtroppo, oltre a diverse meccaniche ulteriormente rodate e rifinite, Far Cry 4 porta con sé anche dei difetti dal precedente capitolo, su tutti una certa sporcizia di fondo delle fasi shooting, fortunatamente sporadica. Nella ventina di ore passate sul titolo abbiamo rilevato inoltre una certa imprecisione negli attacchi melee, che ogni tanto complica le cose nell'approccio stealth. Il movimento nell'ombra è spesso un'opzione da privilegiare data l'evoluzione dell'IA dei nemici che li porta a eseguire meglio e con miglior coordinazione manovre collettive. Prima di far suonare l'allarme insomma è meglio sfoltirne le fila senza fare troppo rumore. Nonostante l'incidenza relativa però la caratteristica che abbiamo trovato di certo più fastidiosa di Far Cry 4, insieme all'inspiegabile assenza di un tasto per saltare i dialoghi, è la bizzarra distribuzione dei punti di spawn dei veicoli, assenti ad esempio in alcuni luoghi fondamentali della trama da cui si è dunque costretti a partire a piedi verso destinazioni che il gioco assegna sempre più lontane nella fase finale. Sembra un dettaglio marginale, ma ha finito per condizionare in molti casi il nostro atteggiamento verso gli eventi, perché rischiare di dover ripartire dal checkpoint posto a inizia missione senza mezzi nella speranza di trovare un pick-up abbandonato ci ha sconsigliato di cacciarci in alcune situazioni potenzialmente pericolose lungo la strada.

TURISTA FAI DA TE?

Già, perché per quanto il Kyrat si trovi isolato sul tetto del mondo, le attività da svolgere non mancano mai. Oltre alla trentina abbondante di missioni principali e quelle secondarie, con alcune di queste che forniscono l'accesso a nuovi dettagli sul finale ampliando il ventaglio di possibili conclusioni della storia, ci sono sempre luoghi da scoprire, collezionabili da raccogliere e sfide da raccogliere. Il ventaglio è impressionante tra gare di caccia, corse sui veicoli, lettere e diari da scovare, manifesti di Pagan Min da staccare dai muri , arene a cui sopravvivere ed eventi casuali generati apposta per noi lungo il tragitto. Un mondo profondamente dispersivo, senza però che ciò possa essere visto strettamente come un difetto. Imporsi una destinazione e raggiungerla senza lasciarsi distrarre dagli eventi che ci accadono intorno richiede una forza di volontà probabilmente ingiustificata, anzi forse addirittura dannosa perché rischia di rendere vano lo sforzo compiuto da Ubisoft per rendere ogni singolo elemento di gioco parte di una più grande narrazione interattiva in costante divenire. Certo è facile sentirsi sopraffatti dall'enormità di cose da fare, da vedere, da raccogliere, ma basta sfruttare le spunte nella legenda della mappa per ridurre il rumore di fondo e non perdersi un'esperienza che brilla a tratti di quell'imprevedibile freschezza del caos.

Nel caso sentiate comunque la mancanza di supporto umano nel vostro pellegrinare è possibile attivare in qualunque momento una modalità coop che disattiva le missioni principali sulla mappa, ma lascia libero accesso alle altre modalità. Il supporto di un compagno può essere fondamentale ad esempio per prendere possesso delle fortezze o degli avamposti più sorvegliati, laddove insomma l'assistenza dei mercenari richiamabili tramite gettoni e controllati da una IA non sempre brillante non fornisca l'aiuto sufficiente a districarsi tra attacchi che arrivano da più fronti. Il multiplayer competitivo invece prevede tre modalità a obiettivo, in cui insomma è il controllo di un territorio o di un oggetto a sancire la vittoria e non la semplice morte del nemico. L'elemento caratterizzante è la netta divisione tra le due fazioni, una che può contare su un arsenale moderno, ma è vista come una minaccia dagli animali sulla mappa, mentre l'altra può diventare invisibile muovendosi accucciata e oltre a diverse tipi di frecce può contare anche sul supporto di talismani che servono ad evocare animali selvaggi.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Pur spostandosi dall'altra parte del mondo, Far Cry 4 non si discosta molto dalla formula del predecessore apportando alcune modifiche strutturali sopratutto al comparto narrativo e alla gestione degli avamposti. Modifiche di certo non rivoluzionarie, che riescono però ad aumentare l'imprevedibilità e la varietà delle situazioni di gioco cucendo al contempo un ruolo ancora più da protagonista attorno al giocatore. Permane qualche piccolo problema legato alle meccaniche sparatutto e qualche sporadico intoppo nel funzionamento dello stealth, ma si tratta di difetti che non hanno impedito al titolo precedente di risultare un grandissimo gioco, e non incidono eccessivamente neanche in questo caso a fronte dei miglioramenti ottenuti sotto quasi ogni punto di vista, sia per quanto riguarda il comparto tecnico che l'atmosfera di gioco.

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