Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
54,90 Euro
Data di uscita
24/3/2004

Far Cry

Far Cry Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Ubisoft Entertainment
Sviluppatore
CryTek
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
24/3/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
32
Prezzo
54,90 Euro

Hardware

La demo di circa 500 MB (seguite questo link per scaricarla) è stata provata su un PC equipaggiato con 1 GB RAM, un Athlon 2000 e una Geforce 4600 Ti con driver ForceWare 53.03. Con questa configurazione siamo riusciti ad ottenere un frame-rate accettabile, anche se non sempre costante, a una risoluzione di 1024x768, ma con tutti i dettagli grafici a livello medio e naturalmente senza AntiAliasing attivato. Inutile dire che i requisiti minimi riportati nel file di testo del gioco (512 MB RAM, processore a 1 GHz e Geforce 3) sono a dir poco ottimistici.

Multiplayer

Anche se in questa versione dimostrativa non è stata inclusa nessuna modalità di gioco in multiplayer, la versione finale del gioco ne conterrà numerose. Per scoprirle nel dettaglio bisognerà però attendere la recensione vera e propria, ma per un primo assaggio seguite questo link.

Link

Anteprima

Far Cry

L'agenzia di viaggio Far Cry è lieta di invitarvi a partecipare a un bellissimo viaggio ai Tropici per ammirare le meraviglie del mare, la rigogliosa vegetazione, la sabbia sottilissima e per fare un po' di snorkeling nelle calde acque dell'Oceano Pacifico. Consigliamo di munirvi di cannocchiale, torcia, granate, coltello multiuso e, per evitare spiacevoli incontri, di un fucile da cecchino.

di Francesco Destri, pubblicato il

Possiamo addirittura sentire l'effetto delle frasche mosse dal vento, il cinguettio degli uccelli e molti altri effetti ambientali campionati alla perfezione che pur senza raggiungere i livelli "hollywoodiani" di Call of Duty (dopotutto non siamo di fronte a un gioco così epico e grandioso) sono quanto di meglio potessimo aspettarci.

MILIZIANI INTELLIGENTI, MA NON TROPPO

Esaurita la parte più squisitamente tecnica, passiamo all'analisi del gameplay, l'altro punto forte di Far Cry che siamo già in grado di sviscerare abbastanza dettagliatamente nonostante l'ora e mezza scarsa necessaria a completare il livello in esame. La prima cosa che salta all'occhio è l'estrema libertà di movimento e di intervento che rende il titolo di Crytek Studios qualcosa di molto simile, pur se con le inevitabili differenze di tempo e di luogo, ad Halo. Innanzitutto possiamo muoverci tra le isolette che compongono il livello utilizzando un gommone o un motoscafo armato di mitragliatrice, nuotando o rimanendo in alcuni casi sulla terraferma. E' facile capire a questo punto quante siano le possibilità di studiare un approccio diverso che ben si allinea con le nostre caratteristiche di giocatori.
Gli appassionati dell'azione più immediata sceglieranno il motoscafo, i più coraggiosi opteranno per lo scontro aperto sulla spiaggia, mentre i patiti di azione "stealth" preferiranno immergersi nelle calde acque del Pacifico per poi riemergere e sorprendere alle spalle i miliziani. Questi sono solo alcuni degli esempi utili per far capire come il concetto stesso di linearità sia stato completamente abolito da Far Cry, ma se ne potrebbero fare molti e molti altri, anche se in generale un approccio alla Serious Sam si rivelerebbe disastroso persino al primo dei tre livelli di difficoltà permessi dal gioco.
Far Cry infatti è tutt'altro che un gioco semplice o, ancora peggio, banale e questo sia per la già citata libertà di movimento (che se non affrontata con la giusta dose di tattica e pazienza rischia di diventare controproducente), sia per l'intelligenza artificiale dei nemici, sicuramente non perfetta (e qui un briciolo di delusione è inevitabile) ma in ogni caso superiore alla media. I miliziani sono tiratori quasi infallibili anche sulle lunghe distanze e oltre ad allertarsi al minimo rumore (attenti quindi a non sprecare colpi giusto per vedere gli spruzzi nell'acqua), sono in grado di avvistarci anche a centinaia di metri di distanza e di seguire le nostre tracce persino all'interno dei bunker sotterranei un tempo usati dai giapponesi.
La cosa che colpisce è però il loro elevato grado di comunicazione. Se messi alle strette da un nostro attacco improvviso, urlano, si sbracciano per attirare l'attenzione di altri compagni più lontani o chiamano rinforzi via radio, il tutto con la massima celerità possibile. Per fortuna possiamo evitare di buttarci continuamente in azioni suicide ricorrendo al fattore sorpresa, facendo esplodere oggetti infiammabili posti vicino agli uomini o utilizzando il fucile da cecchino, che però non otterremo tanto facilmente. Queste ottime trovate non hanno comunque escluso la presenza di buchi più o meno consistenti. E' capitato infatti di giungere a un avamposto nemico senza che la vedetta sul motoscafo ci notasse (abbiamo avuto così tutto il tempo per circondarla e spararle alle spalle) e quando ci siamo introdotti nel bunker utilizzando l'ascensore, siamo giunti davanti a due miliziani che non si sono accorti della nostra presenza nonostante il rumore del carrello e l'apertura delle porte. Si tratta molto probabilmente di difetti che verranno rivisti in queste ultime settimane prima dell'uscita definitiva del gioco, ma che in ogni caso, presentandosi abbastanza raramente, non diventano un limite insormontabile.
Un discorso a parte lo meritano i veicoli a nostra disposizione (e qui il paragone con Halo si assottiglia sempre di più), utili non solo per spostarci tra un isolotto e l'altro ma anche per studiare manovre di attacco alternative. Il mitragliatore montato sulla jeep, per esempio, si è rivelato quasi basilare per annientare un'intera compagnia di nemici altrimenti difficili da avvicinare, ma anche il motoscafo, che, proprio come nella realtà, se spinto troppo a riva sarà poi impossibile da spostare, può diventare essenziale se decidiamo di attaccare frontalmente tre o più nemici. Nel gioco completo potremo usufruire di un veicolo terrestre aggiuntivo e addirittura di un aliante (speriamo naturalmente anche in un elicottero), ma già così il divertimento è assicurato, nonostante ci vorrà qualche minuto in più per poter guidare al meglio la jeep e per non disintegrarla dopo pochi secondi.
Tirando le somme, siamo di fronte a un titolo di primissimo piano, graficamente ottimo e per certi punti di vista rivoluzionario (sempre che si abbia a disposizione l'hardware giusto) ma che trae la sua forza maggiore, più che dalla sontuosa messa in scena grafico-sonora, da un gameplay in cui vanno a confluire strategia, azione, tantissima esplorazione e un grado di realismo mai visto in uno sparatutto in prima persona. Certo, i difetti ci sono e le piccole delusioni non mancano (l'intelligenza artificiale soprattutto), ma non dimentichiamo che stiamo parlando solo di una versione dimostrativa e che in ogni caso il gioco perfetto non ha ancora visto la luce e forse mai la vedrà. A noi basta sapere che Far Cry è in dirittura d'arrivo e che quasi sicuramente sarà il nostro compagno preferito in attesa che Valve e id Software si decidano a pubblicare i loro attesissimi gioielli. La guerra per il miglior sparatutto di ultima generazione è appena cominciata e Far Cry non starà di certo a guardare.