Father & Son

Father & Son

Come può inserirsi il videogioco nel rapporto tra genitori e figli? Ce lo raccontano un padre, noto sul nostro forum come DoctorGeo, e un giovane ragazzo, MiniGeo, attraverso esperienze vissute insieme a partire da quel giorno in cui il Dottore, il giocatore "grande", provò a ricollegare una vecchia console a un televisore...
Editoriale

Ricordi e videogame

Non solo canzoni per i ricordi di una vita.

di DoctorGeo, pubblicato il

Salute a voi, cari.

Tutti noi, ma dico proprio tutti, e se qualcuno mi dice “io no”, NON ci credo, abbiamo nel nostro database cerebral-mnemonico fissati momenti della nostra vita che sono, belli o brutti, legati indissolubilmente a una canzone o a un album intero. Volti, luoghi, emozioni, che bastano due note ascoltate alla radio e ZOT!!! Tutto ritorna in mente.
Mamma mia, quante ne ho personalmente. Proprio tante. I quattordici/quindici anni (1976-77) , il motorino Cambridge MZV rosso, motore Minarelli , “Animals” dei Pink Floyd e “Ti amo” di Tozzi (eh sì, pure quella); quindi la parte finale del liceo con il sempre floydiano “The Wall”, la prima fidanzata “seria”, che mi mollò brutalmente dopo otto mesi, con “Video killed the radio star” e “My Sharona”, oltre a “Luna” di Gianni Togni; avevo diciassette anni, terza/quarta liceo. E come dimenticare Gloria di Tozzi? Sempre tra i diciassette e i diciotto, la vacanza estiva di un mese in Inghilterra sulle note dell’ Electric Light Orchestra con l’album Discovery e la colonna sonora di Grease. Successivamente la campagna geologica universitaria estiva, nel 1986 con i Queen (A kind of magic), cassetta fusa a forza di ascoltarla sulla Renault R4 (flashauto pirata), con annessa cotta teribbbile per una ragazza milanese, scandita dalle note di “Bette Davis eyes” cantata da Kim Carnes e da varie canzoni di Whitney Houston. Ricordi piacevoli o meno, come la mia crisi matrimoniale culminata con la separazione nel 1998, con la musica di Brian Adams e “Everything I do”, e la successiva rinascita sulle note di Alex Britti con “Solo una volta (o tutta la vita)” e "Angels" di Robbie Williams.
Col MiniGeo ho condiviso l’amore per taaanta musica, tanto che in realtà questa ci accompagna ancora quotidianamente. Iniziammo con “Ti lascio una parola” dei Nomadi e "Mockingbird" di James Taylor e Carly Simon... per passare ai Guns, Aerosmith, Pink Floyd, Van Halen... robetta così. Tutto questo riduttivamente, solo per citare alcuni esempi, ma in realtà tanti altri momenti della mia vita sono stati sottolineati da musiche. Il che però non è l’argomento principale di questa mia scribacchiata per, ancora una volta, farvi fare i cavolacci miei. I videogame, ebbene sì, anche e forse ancor di più della musica, hanno “nerettato” periodi topici della mia lunga esistenza. Periodi belli o brutti che fossero, prima e dopo l’avvento del MiniGeo, moltissimi vissuti con lui.

Questo invece sì che era un album. Me lo fece conoscere, come tutti i Pink, il batterista del mio gruppo. Anche qui, 15 anni - Father & Son
Questo invece sì che era un album. Me lo fece conoscere, come tutti i Pink, il batterista del mio gruppo. Anche qui, 15 anni

SCAVIAMO NELLA MEMORIA

All’inizio, ovviamente, furono i bar e le sale giochi. Tenete conto che stiamo parlando della mia quinta liceo, 1981, quindi da non molto il mitico Space Invaders era giunto in Italia. All’uscita dalla scuola, per i tre/quattro mesi che culminarono con la maturità (o presunta tale), mi fermavo al bar vicino al liceo per una mezza oretta di partite, con mia madre che regolarmente si lamentava perchè arrivavo tardi a pranzo. Il mio esame di maturità resterà per sempre indissolubilmente legato al gioco e ai suoi suoni bipposi.
L’estate dell’anno successivo mi trovai la prima ragazza “a lungo periodo”, con cui stetti decisamente per più di qualche mese (sei anni). Diciamo che prima di “mettere la testa a posto” tendevo a svolazzare su tutti i fiori del campo che mi si paravano davanti, da buon pezzo di gnoccolone quale ero. Ape curiosa. Ebbene, l’inizio, i primi sei mesi di quel lungo capitolo, fu sottolineato dal gioco che al bar dove ci si trovava con la cumpa facevamo per ORE. Il mitico Qix. Ci alternavamo, lei ed io, in partite estenuanti quanto divertenti a cercare di chiudere quell’onda maledetta tra i rettangoli blu e marrone, con sigarette (non c’era ancora la massiccia campagna antifumo) e birre (non c’era ancora la massiccia campagna antibirra), per poi andare regolarmente a terminare il pomeriggio da chi aveva la casa libera e vuota (non c’era ancora la massiccia campagna antignoc... ah neppure ora, quella). Vabbè, fu un periodo bellissimo ed importante, perchè fu quello del primo rapporto veramente serio con una ragazza, il cui ricordo viaggerà sempre a braccetto con Qix.

Grandissimo questo gioco, lo affrontavo con la mia prima ragazza a lunga conservazione (sei anni). Qix era un'autentica droga - Father & Son
Grandissimo questo gioco, lo affrontavo con la mia prima ragazza a lunga conservazione (sei anni). Qix era un'autentica droga

TESI DI VIDEOLAUREA

Facciamo un salto al 1986/87. Fu un altro periodo intenso, emozionante, quello della laurea. Terminai gli esami con tre mesi di ritardo, appena appena fuori corso, perchè mi aveva ostacolato un maledetto 24 preso dopo tutti 30, che rifiutai, laureandomi poi nel luglio dell’87. A partire da gennaio, nel bar vicino all’università portarono un cabinato da affiancare al calcino e ai flipper, con Ghosts ’n Goblins. Divenne immediatamente una autentica indomabile assuefazione, ci giocai per sette mesi di fila, tutti i giorni (andava mi pare con le 200 lire), più volte al giorno. Pazzesco, ho speso l’equivalente del PIL di un piccolo stato. Tra l’altro, per poi restare deluso dal finale sbrigativo (bisognava rifare tutto per avere il "good ending"), visto dopo due settimane a tentare di battere il megabossone. Non vi dico i salti e gli urli seguiti poi da imprecazioni irripetibili, con gli avventori del bar che mi guardavano come fossi deficiente. Meglio sorvolare.
Anche in questo caso, indelebile e fissata nel tempo resterà sempre l’unione indissolubile tra il gioco e un momento sicuramente tra i più importanti dell’arco di una vita.

Eccolo il maledetto, il boss finale brutto, grosso e cattivo, e dietro la mia bella - Father & Son
Eccolo il maledetto, il boss finale brutto, grosso e cattivo, e dietro la mia bella

GLI ANNI BUI

Dalla fine del 1989 in poi, complici lavoro, dottorato e matrimonio, i giochi, il Nes, successivamente lo Snes e i portatili vengono molto trascurati. Inizia un periodo buio dal punto di vista videoludico, con pochi sprazzi (soprattutto nella sala giochi che c’era a trenta metri da casa mia) e molti giochi acquistati e lasciati lì. In casa c’ero pochissimo, non avevo tempo/voglia di giocare e le arti videoludiche finirono in una sorta di semi-oblio per anni. Il MiniGeo invece iniziava a scoprire i giochi, ammazzare stupide anatre (spesso sparava al cane idiota) con la Zapper e se le console non prendevano troppa polvere era soprattutto merito suo.


Commenti

  1. giopep

     
    #1
    Canzone ascoltata mentre correggevo l'articolo: Don't Change degli INXS. Mi sembrava adatta. :D
  2. DoctorGeo

     
    #2
    Grande Giop!
  3. Tranquillo

     
    #3
    Bella Doc!!!
    Voi non lo sapete ma mi ha fatto ascoltare tutte le canzoni che ha citato.....che tristezza.
    Divertiti col Mini, hai finito Uncharted 3?
    (In caso non lo sapeste si è preso mezza giornata.............)
  4. Jhyrachy

     
    #4
    11/11/2011

    un giorno pesante, eh XD

    compleanno di mia mamma, uscita di skyrim, preso la patente (esame fatto proprio oggi :P) ma, soprattutto, articolo del doc e del mini!
  5. splatter

     
    #5
    Ma porc....Doc ha spoilerato il finale di Ghost'n Goblins. :D
  6. RALPH MALPH

     
    #6
    doc come diciamo noi giovani sei davvero grosso, un big!
  7. DoctorGeo

     
    #7
    Grazie a tutti ragazzi.
  8. piratiz

     
    #8
    Che bell'articolo :)
  9. DoctorGeo

     
    #9
    piratizChe bell'articolo :)

    Ti ringrazio tanto.
    Ognuno di noi, dentro, ha "interruttori" che permettono di accendere certe luci. Per me, molti videogames li premono, così come molte canzoni.
  10. drnext78

     
    #10
    Letto, come sempre, volentieri

    Anche per me è cosi': associo certi momenti della vita anche con i videogames che stavo giocando

    Nascita della mia prima figlia: ssx, baldur's gate dark alliance su ps2
    seconda figlia: mario sunshine, halo 2
    il bimbo: red faction guerrilla, resdient evil 5, infamous




    Ah la mattina che mi son sposato, alle 8 ero a giocare con la ps2 e motogp


    inguaribile





    XD
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