Father & Son

Father & Son

Come può inserirsi il videogioco nel rapporto tra genitori e figli? Ce lo raccontano un padre, noto sul nostro forum come DoctorGeo, e un giovane ragazzo, MiniGeo, attraverso esperienze vissute insieme a partire da quel giorno in cui il Dottore, il giocatore "grande", provò a ricollegare una vecchia console a un televisore...
Rubrica

Videogiochi e pregiudizio

Casi realmente accaduti ad un vecchio e ad un giovane videogamer.

di DoctorGeo, pubblicato il

Nota 1: dato che parleremo dei pregiudizi che certi “adulti” hanno nei confronti dei videogames, ritenendoli “fuori posto” nella vita di una persona cresciuta, abbiamo inserito un test per vedere se voi lettori riconoscete l’intruso: tra attrezzatura tecnica di lavoro da “adulti” abbiamo inserito un oggetto videoludico. A voi trovarlo nelle immagini allegate.
Nota 2 : vedendo l’occhiello, cioè la piccola immagine a fianco del titolo dell’articolo nella scheda principale di Father’n’Sons, appare l’Autore stravaccato in ufficio, mentre dovrebbe lavorare, con il computer su Next. Ciò può rendere dubbiosi sul fatto che l’Autore medesimo sia o meno persona qualificata per trattare obiettivamente l’argomento, ma tant’è. Oramai è fatta.

RIFLESSIONI

Pensate un po’ ai diversi significati che diamo alla parola “gioco”. Si passa da quella cosa imprescindibile per la serenità, la crescita e lo sviluppo intellettuale dei cuccioli (sensu latu), a un reato da adulti punibile con la galera. Dalle stelle alle stalle.
In mezzo a questi estremi le sfumature si sprecano, con un’infinità di significati e riferimenti. Sta comunque di fatto che, generalmente, si associa istintivamente il termine di gioco all’infanzia o all’adolescenza, e pensare a un adulto che “gioca” non porta come primo pensiero, che so, il vecchietto al bar con le carte da briscola, o il calciatore sul campo, ma un bambinone con la sindrome di Peter Pan che si diletta con cose che avrebbe teoricamente dovuto abbandonare da 40 anni. Tuttavia, se si elabora un po’, immediatamente si risolve la questione constatando che esistono giochi per tutte le età, oltre a giochi per fasce più settoriali, da bambini, da adolescenti, da adulti.
È chiaro che vedere un bambino di 8 anni al tavolo da poker, o osservare un cinquantenne che costruisce la casetta di Hamtaro (io l’ho fatto, ma ne avevo 46) restituisce un’immagine “fuori posto”. Ma i Videogames? Come si collocano?
Beh è ovvio che ne esistono per tutte le età, cosa arcinota agli addetti ai “lavori” (videogiocatori semplici compresi), per cui il problema non sussiste, almeno per chi ne sa qualcosa. Il problema invece può sussistere eccome per chi non conosce questo mondo e magari ha pure detestato il lato videoludico dell’infanzia del proprio figlio, che ri-magari stava ore a giocare fomentando l’ira genitoriale. Queste persone, parola di geo-scout, sono pericolose per noi vecchi videogamers, come ora vi racconterò con due esempi di vita vissuta, uno classico anche se accaduto in modo imprevedibilmente esagerato, uno esilarante.

MA SIAMO MATTI?

Correva l’anno 2003, mese di agosto, ultima settimana. Avevamo da poco riaperto post-ferie il laboratorio, seppur a ranghi ridotti dato che fino all’inizio di settembre non si riparte mai a pieno ritmo, e mi ero portato con me il MiniGeo, allora dieci anni, dato che le scuole non erano ancora iniziate. Mattinata normale, io che al computer dell’open-space del laboratorio, in mezzo alle macchine, elaboravo i miei dati e lui che a un’altra scrivania accanto "picciolava" con Internet alternandolo al Game Boy SP con Pokémon Ruby, versione americana. Sulla medesima scrivania campeggiava pure l’altro Game Boy, il mio, con Pokémon Sapphire, sempre americano. In tarda mattinata riceviamo la visita programmata di un rappresentante di una ditta che intendeva proporre i propri prodotti laboratoristici.
Dopo un giro turistico per gli ambienti di lavoro, ci sediamo alla scrivania e iniziamo a parlare. Noto che gli scappa l’occhio spesso verso il MiniGeo, che nel frattempo sta giocando con l’SP.
Ad un certo punto, interrompe bruscamente il colloquio, si gira verso il Mini e gli dice: “ma lo sai che a stare troppo tempo davanti a quelle diavolerie ci si rincoglionisce?” Resto basito, ma il Mini mi precede rispondendo che “lo so, ma faccio le pause di legge come chi lavora ad un qualsiasi terminale”. Ovviamente glielo avevo insegnato io, per pietrificare spiritosamente sua mamma quando lo rimproverava, e prendendomi sonore insolenze dalla medesima.
Il tizio si volta verso di me: “Ma siamo matti? E poi addirittura DUE di quei cosi lì!” Gli rispondo che l’altro è mio. Che ci gioco e che la cosa è pure divertente. Lui ribatte che è roba da “bambini cerebrolesi”, e io mi incazzo come un Brute di Halo col Martello Gravitazionale quando gli spari un paio di colpi, dato che DETESTO le risposte che prendono di mezzo le patologie serie, ma NON perdo il mio proverbiale aplomb. Gli spiego che si allena il cervello, che basta non esagerare come in tutte le cose, eccetera. A questo punto lui si alza, e mi dice che il problema, a quel punto, non era il MiniGeo, ma io, me medesimo DoctorGeo (non ancora Nextgamiano). Perchè lui non sarebbe mai entrato in affari con un adulto che si “bruciava il cervello” con certe “stronzate da bambini”.
Provate ad immaginare come ci siamo guardati in faccia il Mini ed io mentre il tizio se ne andava.
Pur mantenendo il mio aplomb, mentre se ne andava ho espresso educatamente il concetto (beninteso, a un metro e mezzo dalle sue spalle a voce normale) che la forma della sua testa mi ricordava una cosa anatomica maschile che non si può dire, di grandissime dimensioni. Neanche una piega. Ovviamente ho acquistato la strumentazione di mio interesse altrove.
Questo caso, quindi, coinvolse pur se in modo esasperato il concetto classico che “i videogiochi fanno male, blablablablabla”. Insomma sappiamo tutti quello che intendo. Ma il prossimo, amici miei, credo sia capitato solo a noi. Non avrei mai pensato si potessero accusare i videogames di........

CIBO AVVELENATO DA RADIAZIONI!!!!!

Siamo nel 2004, il Mini ed io stiamo passando la nostra settimana ad Asiago. La sera del venerdì l’albergo si popola de weekendisti, quella volta più del solito date le condizioni climatiche favorevoli. Il proprietario, addirittura, aggiunge alcuni tavoli in sala, per cui ci troviamo ad essere insolitamente vicini agli altri avventori. Dodici e trenta, puntuali come due esattori del fisco andiamo a tavola e, come solito, nell’attesa, sfoderiamo le nostre console portatili (GBA SP) per aggiornarci sullo stato di avanzamento del gioco che stavamo portando avanti in contemporanea. Dato che la sala era strapiena l’attesa si fa lunghetta, ma noi avevamo il nostro passatempo e continuavamo a giocare.
Arriva il cameriere con il cibo sia per noi che per il tavolo a fianco, occupato da due signori sull’attempato andante, leggasi ottantina, elegantissimi con lei ingioiellata che un albero di Natale in confronto sembrava il palo di un segnale stradale. La signora chiede di cambiare tavolo, ma il cameriere fa notare che non c’è un buco libero. Lei insiste per scambiare almeno il tavolo con altri clienti, a caso, purché lontano da noi. Figuratevi come ci rimaniamo, chiedo educatamente dopo essermi annusato le ascelle cosa desse fastidio della nostra presenza. La vecchia risponde che sono le “radiazioni velenose che fanno quelle diavolerie elettroniche”. URGH!
Deglutisco e le spiego che non è per nulla così, ma niente, non vuole sentire ragioni e continua a massacrare i cosiddetti al cameriere. Ovviamente propongo di portare le diavolerie in camera e, pur poco convinta, accetta di restare lì. Porto su i Game Boy, scendo, inizio a mangiare. Ciliegina sulla torta, la mummia chiama il cameriere e chiede che venga cambiato il pane, dato che era sul tavolo mentre noi giocavamo ed era stato avvelenato dalle radiazioni. Il giorno dopo, i cortesi proprietari dell’albergo hanno spostato la posizione della australopiteca e noi abbiamo potuto nuovamente portarci a tavola i Game Boy. Ma che roba.

... e noi si gioca!

Vabbè, concludiamola qui. Schegge di follia ci hanno sfiorato, ma fortunatamente non colpito. Abbiamo continuato a giocare insieme, senza tener conto di coloro i quali ritenevano che io fossi troppo vecchio per giocare, o che il MiniGeo potesse essere rovinato intellettualmente dai videogames. Ovviamente continuiamo ancora, gioiosamente. Come in tutte le cose si cerca di non trasformare un divertimento in un vizio, è chiaro, ma di gustarlo alle giuste dosi, tenendo conto di quegli impegni o “doveri” quotidiani che vengono (purtroppo) prima di tutto. Ma va bene così, anzi, benissimo. Siamo tra quei fortunati che sono nati con i recettori giusti nella testa per apprezzare il mondo splendido dei videogames e che quindi lo possono vivere in tutte le sue sfumature, senza dimenticare la buona sorte comunque di essere nati in una zona del pianeta dove c'è la possibilità di giocarci. Insomma, ci consideriamo dei videoprevilegiati. E con tutti i problemi che ci sono, ragazzi miei, ci teniamo ben stretta la nostra nicchia di felicità “virtuale” ma reale.


Commenti

  1. |Sole|

     
    #1
    DoctorGeo ha scritto:
    Videogiochi e pregiudizio: Casi realmente accaduti ad un vecchio e ad un giovane videogamer.


    Doc, complimenti per l'aplomb. Chiunque si fosse permesso di apostrofare mio figlio in quel modo sarebbe finito volando fuori dalla porta. Spero che il tuo ordine, fatto al concorrente, fosse consistente e che qualcuno l'abbia comunicato al "merdaiolo".

    Non fa incavolare tanto l'argomento in sé, ma la maleducazione di chi si permette di interferire. Ma come ti permetti? Bah.
  2. AngeloCT

     
    #2
    Gran bel pezzo.
  3. Seph|rotH

     
    #3
    Le radiazioni del Game Boy non l'avevo ancora sentita. :asd:
    Cla.
  4. xsecuzione

     
    #4
    Bello! Come al solito gradevole e interessante lettura.
    Io alla vecchia sarei sbottato a ridere in faccia :rotfl:
    Il rappresentante invece proprio non lo capisco....a prescindere dall'ignoranza e la scortesia (per usare un eufemismo), un commerciante che si rifiuta di concludere un affare per una cosa del genere è davvero qualcosa di inconcepibile. Secondo me avrà avuto qualche dramma familiare legato ai videogiochi...altrimenti non si spiega :\
  5. the-dreamer

     
    #5
    Bell'articolo, bisognerebbe dedicarlo a tutti quei genitori che riproverano i figli ogni 5 minuti perchè giocano con i videogames mentre loro guardano in tv "Il Grande Fratello" e "Uomini e Donne". Ne ho conosciuti e per fortuna io non ho mai avuto di questi problemi. La cosa che mi fa pena è che non riescono neanche a rendersi conto come in realtà i veri cerebrolesi siano loro...
  6. utente_deiscritto_148337

     
    #6
    Vabbè la vecia se commenta da sola,io invece volevo sapere se davvero il tipaccio t'ha sbroccato in quel modo.
    Se è così è proprio vero che certa gente sta flashata.
    E comunque tornando al discorso della vecia,se fosse così io adesso ghoul o al limite fosforescente.:D

    [Modificato da J VR il 10/12/2010 11:22]

  7. Lorissone

     
    #7
    Io ti avrei arrestato, avvelenare la gente in quel modo è un crimine.
    Quale mancanza di buon senso.
    Pentiti.
    (avatar correlato)
  8. Solidino

     
    #8
    probabilmente gli "amanti del wrestling" se mi sentissero parlare male del wrestling ( e non ci vado leggero), reagirebbero come ha reagito l'autore dell'articolo. :asd:
    .
    La ragione secondo me è di entrambi, ma ovviamente una uscita del genere (cerebrolesi) non poteva restare impunita.
    .
    Io rispetto le tue idee, ma se mi dai del coglione ti spezzo in due insomma. :rotfl:
  9. RALPH MALPH

     
    #9
    il rappresentante/venditore mi ha ricordato il ferdinando caiazzo di ciao belli, probabilmente era fatto di coca non ci sono altre spiegazioni
  10. utente_deiscritto_30839

     
    #10
    come da tradizione ci riporti un pezzo piacevolissimo e scritto molto bene, grazie! sono contento che hai recuperato alla svelta le tue "abitudini"... mi aiutereste con il "trova l'intruso 5-6"? :DD sembrano tutti intrusi!!
Continua sul forum (32)►
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!