Father & Son

Father & Son

Come può inserirsi il videogioco nel rapporto tra genitori e figli? Ce lo raccontano un padre, noto sul nostro forum come DoctorGeo, e un giovane ragazzo, MiniGeo, attraverso esperienze vissute insieme a partire da quel giorno in cui il Dottore, il giocatore "grande", provò a ricollegare una vecchia console a un televisore...
Rubrica

Videogiochi e... cardiochirurgia?

Come distrarsi con i videogame anche nei momenti più critici.

di DoctorGeo, pubblicato il

Fra le criticità della vita, non classificabili come tragedie ma come “grosse seccature”, vi sono certamente quelle operazioni chirurgiche molto pesanti ma che sono poi risolutive del problema che ne ha generato la necessità. Insomma, come nel mio caso, nulla per cui rischiare seriamente la vita, ma certamente qualcosa di impressionante, dato che ti aprono letteralmente la cassa toracica, e di fisicamente pesante visti i dolori del post-operatorio, il tutto relativamente all’intervento di sostituzione della valvola dell’aorta (tricuspide) cui mi sono dovuto sottoporre.
Ebbene, nel momento in cui si convive serenamente con l’idea della necessità di intervenire, dei rischi minimi del tutto e si prende atto del fatto che ultraottantenni subiscono gagliardamente lo stesso intervento, si può tentare di programmare quella settimana abbondante di ospedale in modo da renderla una specie di, uhm, vacanza forzata con prove di resistenza allo stress. E quando c’è di mezzo lo stress, cosa può esistere di più adatto a combatterlo dei videogiochi?

I GIORNI CRUCIALI

Day one: 26 Novembre, venerdì. Il programma prevede il trasferimento al Sant’Orsola di Bologna per gli esami preliminari. Una volta eseguiti, se è tutto a posto e non c’è bisogno di terapie pre-operatorie particolari, si torna a casa per poi rientrare la Domenica alle 14.00. Gli esami sono di varia natura e quindi viaggio tra padiglioni diversi con il pulmino dell’ospedale. Niente di che, alle 16 circa mi mollano e me ne torno a casa. Mi attende il MiniGeo per un week-end videoludico, un po' surreale. Facciamo finta di nulla, si ride e si scherza, ma il pensiero è lì, all'intervento. Il comandante Shepard ci aiuta egregiamente a passare il tempo, anche troppo, dato che il medesimo tempo vola e in un battibaleno è già domenica mattina.

Day two: 28 Novembre, domenica. Ci siamo, è il giorno del non ritorno. Saluto il comandante Shepard , la 360 e Mass Effect. Riporto il Mini a casa da sua madre e lo congedo come qualunque altra volta. In auto, al ritorno, mi fermo perché i lacrimoni di paura mi impediscono di guidare. Vabbé, siamo umani, 5 minuti e riparto. Cacchio, piangere a 48 anni... VERGOGNA!!! A casa, mentre mi preparo per andare, ripeto la frignata in bagno. VERGOGNA!!! Riprendo il controllo e parto.
So già che sarà un pomeriggio di ozio totale, rischioso per il rimuginamento, bisogna farselo scivolare via velocemente. Un aiuto lo danno le partite alla radio, ma il passatempo principale è il mio fido DS, attrezzato per l’occasione con Moon, un FPS fantascientifico che non avevo mai giocato. Il mio rapporto con i FPS è stato controverso, per poi sbocciare. All’inizio fu Metroid Prime, dato che fino a quel momento li avevo sempre evitati perché mi davano proprio fastidio agli occhi, anche nausea leggera qualche volta. Ma Prime era troppo bello, e lì mi sono abituato. Poi furono gli Halo. Amore a prima vista, giocati tutti nell’arco di due mesi. Per farla breve, per l’ospedale, opto per il DS e Moon, oltre a PSP con Resistance e Coded Arms.

Day three: IL giorno. Lunedì 29 novembre. Ci siamo, oggi è il giorno in cui tutto sprofonderà nel Limbo della Grande Anestesia. Da cui mi risveglierò (spero, come tutti fanno) come capita a volte ai protagonisti dei videogame all’inizio del gioco. E sarò bionico, potenziato, con una valvola cardiaca meccanica a propulsione nucleare, un braccio cannone, abilità Morfosfera, la Master Sword e il Martello Gravitazionale. Se il medico mi farà una domanda dirò “Obiezione!!!” (o forse "Mamma Mia!")
Non ho tempo di giocare o di frignare dalla fifa, tra docce antibatteriche, depilazioni, colloqui con anestesisti e psicologi. Ho fatto solo un paio di missioni in Moon, ci penserò “dopo”, a Dio piacendo...
Verso le 14 iniziano a prepararmi, quindi, con il camice dell’operando mi stendono a letto in attesa di entrare in sala. Minuti eterni, la fifa è alle stelle. Non posso giocare perché sono sterile, da cui NO toccare DS o PSP.
Arrivano finalmente a prendermi gli alieni con il camice verde e le mascherine e cuffie. Ultimi ricordi prima della Grande Anestesia: mi portano in sala, mi mettono sul lettino freddo e scomodissimo, gli faccio notare che le 20 gocce di Valium NON hanno sortito alcun effetto, quindi ago, “ora la addormentiamo per bene” e io di rimando “signori, buon lavoro a tutti”. Non oppongo resistenza, sono troppi questi dannati marziani per stenderli e darmi alla macchia. E non c’è un “piano B”. Do un'ultima occhiata alla mia barra della vita: è piena. Bene. E ho anche qualche energy tank di riserva.
Poi, cala la Grande Anestesia.
Alle 20 , mi dicono, il cardiochirurgo va dalla Miki (la mia metà) e mia zia per dire che è andato tutto bene, mi hanno tolto il defibrillatore impiantato 5 anni fa dato che il cuore è perfetto, mi hanno cambiato solo la valvola e non il primo pezzo dell’aorta perché era ben elastica e quasi nuova, la hanno solo accuratamente ripulita dalle calcificazioni, insomma, tutto ok. Loro se ne vanno a casa, io no, mi portano in terapia intensiva come sempre per questi post-operatori immediati.

Day four: 30 novembre o giù di lì, notte fra lunedì e martedì. Apro gli occhi, è penombra e una voce gentile mi dice di stare tranquillo, che è andato tutto bene e che ora mi toglie il tubo dell’ossigeno. Tubo? Quale tubo? Nel frattempo sento che mi sfilano un tubo dalla bocca e mi mettono una mascherina. In effetti ho mal di gola e realizzo che era il tubo che mandava ossigeno nei polmoni durante l’intervento. Pensavo peggio il momento dello stubamento, ma d’altronde la Grande Anestesia mi stava ancora gironzolando dentro. Non mi rendo assolutamente conto del tempo, del giorno, vedo solo ombre extraterrestri attorno che mi controllano, mi cambiano flebo, parlottano, vedo che ci sono molti altri letti con quelle strane entità attorno. Tutti rapiti dagli alieni. Vengo a sapere che è la notte tra lunedì e martedì, insomma mi hanno operato da poche ore. Ne passano altre, arriva mezzogiorno e le creature mascherate iniziano a togliermi tubi e controtubi che mi uscivano da ogni dove, quindi mi dicono che mi portano in terapia semi-intensiva. E via, verso una “less restricted area”. Ma su che pianeta sono? Mentre mi portano via, butto l'occhio alla mia barra della vita: è a tre quarti, ma lampeggia perché sta lentamente aumentando. Controllo se ho delle pozioni, ma nulla, me le devono avere portate via gli alieni. Maledizione, non ho neppure lo scudo e la spada o la frusta.

Day five: 1 dicembre, mercoledì. In semi-intensiva, una stanza del reparto di cardiochirurgia, non un locale indipendente come l’intensiva, posso finalmente ricominciare a giocare. I dolori alla cassa toracica, con le mie fide console portatili, sono molto più sopportabili. Lo stesso giorno mi trasferiscono in una normale stanza di degenza. A questo punto realizzo che mi hanno riportato sulla Terra, o almeno credo.
La barra della vita è tornata piena. Controllo lo zaino degli strumenti, c'è tutto: arco, boomerang, fucile a pompa e tutto il resto, compresi potenziamenti vari e armature.

PASSATA È LA TEMPESTA, ODO I PIXEL FAR FESTA

I giorni seguenti sono stati caratterizzati da 2 cose: i videogiochi e l’assoluta impossibilità di prendere sonno, dato che di notte in reparto c’erano parecchie persone sventurate, soprattutto anziani non più lucidi, che si lamentavano e chiamavano in continuazione anche a voce il personale infermieristico, che tentavano la fuga nonostante le spondine del letto, o che, non essendoci più con la testa, parlavano da soli ad alta voce. Mi facevano una pena tremenda.
Per autodifendermi dovevo far passare il tempo velocemente, e le mie armi già le conoscete. Ho divorato i tre giochi. Moon è carinissimo, mi è parso tuttavia graficamente inadeguato, meglio Metroid Hunters. Magari è stata solo un’impressione dato lo sfasamento. Coded Arms mi ha divertito, un po’ monotono in certi momenti ma carino.
Resistance mi è piaciuto molto, veramente, tanto da procurarmi anche i capitoli PS3.

IL RITORNO

Day eleven: martedì 7 dicembre, a casa. Tanti saluti a tutti, ma io torno a casa mia. Mi farò l’8 dicembre di riposo, ma dal 9 in poi fino a dopo Natale, dato che mi devo muovere, mezza giornata vado in laboratorio, almeno là sto in compagnia, cammino, mi incazzo, insomma, devo riprendermi la mia vita. E l’altra mezza giornata? HA!!!
In compagnia del MiniGeo, videogiochi tutto il giorno. Mass Effect è lì che mi aspetta, nei giorni successivi sarebbe stata un’autentica overdose. Che giocone. Fantastico, e poi il 2, fatto, finito, stupendo. E poi TimeShift, che mi ha davvero tanto impressionato per il dettaglio grafico delle ambientazioni, quindi Singularity che mi è piaciuto moltissimo, a parte gli effetti splatter che mi fanno in generale BLEACH. Poi sono passato alla PS3 e a Resistance 1, che mi sta piacendo tantissimo ed è tutt'ora in campo (sto rileggendo e correggendo alle 6:45 del 21 gennaio, a bocce ferme, in ufficio e dopo perfetta visita di controllo del 14 gennaio), ho già ordinato il 2, ma mi aspettavo di più dalla grafica. La storia mi prende da matti, ma graficamente mi pare inferiore di molto a TimeShift, che pure è datato. Poi in panchina ci sono i Lost Planet, i Fallout, i Conduit... datemi Sony, datemi Microsoft, datemi Nintendo datemi TUTTO!!! Insomma, di carne al fuoco ce n’è davvero tanta (anche Riddick Athena, quello lì insomma). E allora vai di carbonella e teniamo vivo questo barbecue. Tra riposo, fisioterapia, giochi, rientro graduale in laboratorio, voglia di ricominciare tutto, l’importante è lo spirito, sentirsi vivi, reagire, perché chi ben ricomincia è già a metà dell’opera.

Tra non molto, tutta questa avventura, sarà solo - a Dio piacendo - un bizzarro editoriale su Next!
Saluti a tutti!!


Commenti

  1. teoKrazia

     
    #1
    Davvero una bella lettura, Doc, complimenti.
    Divertente, per il modo con cui hai contestualizzato le cose in chiave ludica, ed emozionante, per come sei riuscito a far trasparire il lato più umano della tua vicenda, in cui in larga parte mi sono riconosciuto, a causa di un intervento che avevo fatto qualche anno fa, sebbene MOOOOOOOOOOOLTO meno 'importante' di questo. :)
  2. utente_deiscritto_5167

     
    #2
    DoctorGeo ha scritto:
    Videogiochi e... cardiochirurgia?: Come distrarsi con i videogame anche nei momenti più critici.
     Posso capirti. Sei un mito. Punto.

    Non vedo l'ora di avere un figlio anch'io (la strada è spianata)   :)
  3. Fotone

     
    #3
    Grande Doc, grande!
    Mi hai dato l'occasione per ricordare ancora divertito di quando mi aprirono la schiena per sostituire la mia colonna vertebrale umana (difettosa) con un tecnologicisssimo endoscheletro in carbotanium. Mi ero ripromesso (vaga speranza) che al risveglio dall'anestesia avrei fatto un cretinissimo scherzone ai miei cari, sostenendo di non ricordare chi fossero, cercando di reggere il gioco per un po'. Ma si sa, appena riprendi coscienza da una totale, accadono sempre le peggiocose e non puoi certo metterti a recitare una parte programmata. Prima dell'operazione avevo addirittura pensato di appuntarmi un promemoria sulla mano, per paura di dimenticarlo. Che ne sai. Poi, appena prima dell'operazione, mi ero detto che l'unica cosa volevo era risvegliarmi. Ma quale scherzo e scherzo, pensiamo alle cose serie (strizza...)
    Eppure, tanto era il sentimento ludico dello scherzo in me...
    Apro lentamente gli occhi, mi chiedono se riconosco qualcuno, guardo mia madre e Myriam, scatta la stupidaggine innata, mi viene la faccia di culo e chiedo gentilmente i loro i loro nomi, sostenendo di non ricordare assolutamente chi fossero. Loro due si guardano negli occhi come in un film, mentre io me la rido sotto i baffi, pago e orgoglione. Reggo il gioco -lucidamente -per dieci secondi, poi scoppio a ridere come Nelson (Ah-Ah!), quindi mi addormento (o svengo, bo), poi vaneggio cose, mi risveglio dopo un paio d'ore urlando di dolore alla schiena, svengo di nuovo e continuo a smaltire l'anestesia come tutti: una vera merda.
    Però c'ero riuscito! Che idiota..
    :D

    P.S.
    Il fatto di andarne ancora oggi fiero e addirittura raccontarla su un forum la dice lunga...
    :DD
  4. DoctorGeo

     
    #4
    Pensate che nella penombra della terapia intensiva, l'infermiere mi chiede se voglio sapere qualcosa (mi aveva già detto che l'intervento era andato benissimo), e io gli ho chiesto come fosse finita Barcellona Real.........
  5. Piccolo

     
    #5
    Mamma mia! Mamma mia!
     
    Ho fatto fatica a leggere tutto. Io boh... ho una strana e controversa empatia con gli ospedali e le operazioni. In parole più semplici: mi cago sotto. Anche a leggere di quelle altrui.
    Il momento più terribile è quando ti "spengono" con l' anestesia. E' qualcosa di terribile, ci sono passato per una stupidaggine che non c' è mai morto nessuno ma mi prese la strizza lo stesso. Prima ti fanno quell' iniezione (di Valium???), e poi tu dici: "Ma sta cosa non funziona! Fermate tutto! Qualcosa non funziona! Aiutatemi!". Ma loro ti mettono quella cavolo di mascherina in faccia... e poi niente. Sei morto! Cioè... sei morto! Cazzo!
    E poi all' improvviso riprendi conoscenza, di botto. A me capitò direttamente nel letto in corsia. Da sdraiato mi ritrovai seduto sul letto, occhi sbarrati che mi guardavo mani e torace. Tanta gente intorno. Io non sapevo se erano passati 2 minuti o se erano passati 20 anni. Terribile.
    Poi mi hanno raccontato che mi ero già risvegliato una volta precedentemente, nell' ascensore quando mi riportavano giù dalla sala operatoria... ma in Berserk Mode. Io non c' ero. Non mi ricordo nulla. Ma mi hanno detto che mi hanno dovuto tenere in 5... che menavo e che sputavo sangue addosso ai medici come la bambina dell' Esorcista.
    Però, mi ricordo che quando andai a fare una visita di controllo qualche settimana dopo il medico si mise sulla difensiva: "Io mi ricordo bene di lei, sa?!" mi fece. :DD
     
    Mamma mia! La mia era veramente una stupidaggine. Posso solo immaginare come avrei preso male la tua. Altro che piangere. A me mi ritrovavano per campi.
  6. DevilRyu

     
    #6
    Anche io ho fatto fatica a leggerlo, mi impressionano molto gli ospedali e tutto ciò che li riguarda.
    La scena del tubo dell'ossigeno è capitata anche a me in modo identico, ahahah
    Io rimbambito : uh?
    infermiera: fai un respiro profondo che ti tolgo questo tubo
    io rimbambito? uh? mh a uhm..
    SPLAT
    non so neanche da dove me lo abbia tolto, so solo che riuscivo finalmente a respirare decentemente, minchia mi vien da vomitare solo al pensiero :DD.
    Complimenti come sempre per l'articolo, ci sarà anche la controparte mini? è meglio di una soap :D
  7. richi_one

     
    #7
    Mii,che emozione a leggere!:'(
    Gioia inside perchè è andato tutto bene :D :approved:
    Azz,l'avessi saputo prima che eri a Bologna sarei venuto a trovarti per giocare in wifi con ds e psp,che qui non si trovano mica i giocatori sugli alberi come in jap! :DD
  8. Lightside

     
    #8
    Piccolo ha scritto:
    Mamma mia! Mamma mia!
     
    Ho fatto fatica a leggere tutto. Io boh... ho una strana e controversa empatia con gli ospedali e le operazioni. In parole più semplici: mi cago sotto. Anche a leggere di quelle altrui.
    Il momento più terribile è quando ti "spengono" con l' anestesia. E' qualcosa di terribile, ci sono passato per una stupidaggine che non c' è mai morto nessuno ma mi prese la strizza lo stesso. Prima ti fanno quell' iniezione (di Valium???), e poi tu dici: "Ma sta cosa non funziona! Fermate tutto! Qualcosa non funziona! Aiutatemi!". Ma loro ti mettono quella cavolo di mascherina in faccia... e poi niente. Sei morto! Cioè... sei morto! Cazzo!
    E poi all' improvviso riprendi conoscenza, di botto. A me capitò direttamente nel letto in corsia. Da sdraiato mi ritrovai seduto sul letto, occhi sbarrati che mi guardavo mani e torace. Tanta gente intorno. Io non sapevo se erano passati 2 minuti o se erano passati 20 anni. Terribile.
    Poi mi hanno raccontato che mi ero già risvegliato una volta precedentemente, nell' ascensore quando mi riportavano giù dalla sala operatoria... ma in Berserk Mode. Io non c' ero. Non mi ricordo nulla. Ma mi hanno detto che mi hanno dovuto tenere in 5... che menavo e che sputavo sangue addosso ai medici come la bambina dell' Esorcista.
    Però, mi ricordo che quando andai a fare una visita di controllo qualche settimana dopo il medico si mise sulla difensiva: "Io mi ricordo bene di lei, sa?!" mi fece. :DD
     
    Mamma mia! La mia era veramente una stupidaggine. Posso solo immaginare come avrei preso male la tua. Altro che piangere. A me mi ritrovavano per campi.
     Credo che la cosa peggiore sia capitata a mia zia per una banale operazione di calcoli ai reni. Della serie "non ci è mai morto nessuno ma l'eccezione che conferma la regola rischia di esserci sempre" (con questo non voglio spaventare nessuno, alla fine un'operazione semplice è come il volo su un aereo: la disgrazia può capitare ma le probabilità sono assai poche, rispetto ad altri modi).
    In sostanza, le fecero l'anestesia per via endovenosa, solo che il medico non si accorse di averle messo in circolo un embolo. So solo che mia zia (che chiuse gli occhi per l'effetto del Valium) non si addromentò ma si paralizzò. Il brutto è che era sveglia, ma non riusciva nè ad aprire gli occhi nè a dire appunto che era sveglia e il terrore che iniziassero ad operarla in quello stato, credendo fosse anestetizzata, la pervase per quei pochi istanti utili ad addormentarsi poi per davvero.
    Quando si risvegliò, raccontò la sua esperienza al medico e disse di avere problemi respiratori. Da li il medico capiì immediatamente e le fece l'esame per trovarle l'embolo che infatti trovò. Fortunatamente si era fermato nei polmoni, perchè se avesse proseguito la sua corsa arrivando al cuore mia zia avrebbe seriamente rischiato l'arresto cardiaco.
    Le hanno così fatto un buco nel polmone e glie lo hanno letteralmente aspirato fuori.
  9. Gidus

     
    #9
    Bello bello.
    .
    Complimenti doc, è un articolo pieno di umanità e passione. ;)
    E poi dicono che i videogiochi non sono terapeutici; dovrebbero metterli come dotazione standard per tutti i degenti :D
    .
    In bocca al lupo per tutto.
  10. Magallo

     
    #10
    Gran bella lettura Doc, complimenti davvero. Complimenti per l'umanita' e la volonta' di mettere in gioco un aspetto cosi' personale ed intimo della tua vita privata. Spero sia andato tutto bene e che adesso tu sia tranquillamente tornato alla quotidianita' della vita. Un saluto.
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