Father & Son
Evoluzione della specie
Ovvero come assistere alla trasformazione di tuo padre da paciocco a belva sanguinaria.
“ Ehi... il mio Charmander si sta evolvendo... ” Cit. Ash Ketchum (salute)
“Ehi... il mio papà si sta evolvendo... ” Cit. MiniGeo.
Ma buongiorno a tutti e bentrovati carissimi.
Cominciamo, mumble, con una riflessione: che strano. Cosa? Che solitamente si dice sempre che dopo una certa età, le idee, i gusti, le abitudini, non si cambiano più. Quante volte in effetti abbiamo sentito i “grandi” dire “Insomma, non mi piace, sono fatto così e ormai non c’è nulla da fare”.
Il mio vecchio invece , a parte alcune cose per cui è talmente testardo che mi viene da pensare che da giovane sia stato morso da un mulo radioattivo, non si può dire che non sia aperto ad imparare cose nuove. D’altronde, da buon scienziato, ha innato quello spirito dell’eterno studente che non finisce mai di testare, cercare ed assimilare novità (soprattutto a tavola). In campo videoludico, però, fino a poco tempo fa non era così. Le sue vetuste mani non avevano mai sfiorato un pad su cui non campeggiasse una grande “N”.Devo essere sincero, avevo perso le speranze. Mi stavo rassegnando al fatto che era diventato un autentico fossile vivente , con qualche dubbio sull’ultima parola quando lo vedevo ipnotizzato davanti a Metroid o Mario, e poco dopo addormentarsi di colpo. Poi, improvvisamente, non so proprio perché o percome, fu avvolto da un cono di luce ed immerso in un coro angelico.
UN NUOVO MONDO
Personalmente all'alta definizione mi sono convertito già da un po’, da oltre due anni. In questo tempo ho potuto sperimentare la nuova grafica e tanti altri giochi, nuovi generi: mi sono specializzato negli shooter e negli FPS (che a malapena sapevo esistessero), lasciando un po' indietro i vari platform e gli storici Pokèmon. Ho scoperto Halo, Mass Effect e tantissimi altri giochi "spaziali" che affascinavano anche mio papà (ma sempre da lontano): appassionato di fantascienza com'è, non potevano lasciarlo indifferente. Cercavo di renderlo partecipe, gli raccontavo le mie imprese e quanto quei giochi mi prendessero, quanto ne fossi estasiato. Mi guardava giocare online (specialmente ad Halo: Reach) quando tiravo tardi, ben dopo la mezzanotte, ascoltando in cuffia i commenti (LOL) dei miei compagni matti di Next, che gli giravo in tempo reale finchè restava sveglio. Ma ancora di più rideva la mattina dopo, quando dovevo andare a scuola con quattro ore di sonno e mi trascinavo come uno zombi. Fatto sta che un giorno ha deciso di toccare questo nuovo mondo con mano, comprando la sua personale Xbox 360 e iniziando a smaltire quella pila di capolavori che gli avevo provocatoriamente messo in posizione strategica. Non avevo tuttavia ancora pensato ad una cosa, formidabile: per me cominciava un periodo di folle divertimento.
ALLE PRIME ARMI
La cosa più divertente è stata di sicuro la sua niubbaggine totale riguardo tutto. A fatica teneva in mano il pad, all'inizio, e figuratevi come doveva trovarsi a giocare ad Halo, con la visuale in prima persona e tutte quelle azioni diverse legate a tasti diversi. Lui concepiva il gioco come: con A salti, con B fai quest altro e con lo stick ti muovi. Eppure un precedente c'era: i Metroid Prime, di cui aveva padroneggiato benissimo la visuale di gioco e le meccaniche. Però, con Halo non ci si trovava. Fortunatamente la cosa fu passeggera, perché poi è stato più che bravo a continuare (in realtà si era follemente innamorato dell’ambientazione) ed effettivamente ha cominciato a ingranare. Faceva fuori i Covenant come fossero zanzare, davvero, specialmente quando gli capitava per le mani il martello. E così abbiamo cominciato a condividere un'altra fetta di divertimento, l'ennesima. Stranamente a parti invertite, ma questa volta era naturale: io il maestro e lui l'allievo, io l'esperto e lui - lo dico - il n00b (perdonami papo, mi piace troppo dirlo!!!).

