Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
€ 59,90
Data di uscita
24/6/2011

F.E.A.R. 3

F.E.A.R. 3 Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Warner Bros. Games
Sviluppatore
Day 1 Studios
Genere
Sparatutto
PEGI
18+
Data di uscita
24/6/2011
Lingua
Tutto in Italiano
Prezzo
€ 59,90

Lati Positivi

  • Una doppia campagna
  • Ritmo sostenuto
  • Co-op ben sfruttato
  • Nemici più scaltri del solito

Lati Negativi

  • Atmosfera ai minimi termini
  • Spesso lineare e ripetitivo
  • Grafica solo discreta

Hardware

F.E.A.R. 3 è disponibile in versione PC, PS3 e Xbox 360 (oggetto dell'articolo). Come sempre, per giocare online su Xbox 360 è richiesto un abbonamento Gold a pagamento.

Multiplayer

Due giocatori possono affrontare la campagna in cooperativa sulla stessa console oppure attraverso la rete. Oltre al co-op è presente una completa sezione multiplayer di tipo competitivo.

Modus Operandi

Il test è riferito sopratutto alla campagna per giocatore singolo, affrontata in single player e giocando in cooperativa. Nella prova, effettuata su una copia finale del gioco fornita dal distributore italiano, abbiamo rigiocato varie missioni cambiando personaggio, opzioni e livello di difficoltà.

Link

Recensione

F.E.A.R. of Duty

Tra cliché, I.A. e scopiazzature evidenti.

di Alessandro Martini, pubblicato il

Rispetto ai due capitoli precedenti, F.E.A.R. 3 adotta una struttura e molti elementi ripresi dagli shooter militari, sacrificando di parecchio l'aspetto narrativo e quindi l'atmosfera. Se le influenze firmate Steve Niles si vedono in alcune scelte stilistiche, John Carpenter è come se non ci fosse, ma sopratutto i momenti di vero terrore praticamente non esistono. Ancora dopo tutti questi anni, dall'inizio della serie, siamo rimasti infatti ai cliché cinematografici più tradizionali.

LA SOLITA OMBRA SULLA PARETE Senza rovinare la sorpresa a chi acquisterà il gioco, possiamo elencare parecchi momenti già visti in mezza dozzina di film e videogame anche non propriamente horror. Dai rumori misteriosi come sottofondo a figure che si muovono sulla distanza, agli assalti improvvisi di un nemico che compare dall'ombra, arrivando agli abusatissimi zombi. Tutto sa di già visto in F.E.A.R. 3, perlomeno sul lato delle soluzioni narrative e dei modi con cui prova a spaventare il giocatore. Anche le apparizioni di Alma, che sono le stesse dei due predecessori, ormai rappresentano un vero e proprio classico e fanno quasi sorridere. Inoltre, il fatto di avere come protagonisti i suoi due figli dotati di poteri sovrannaturali fa sparire l'illusione di essere un "semplice" umano alla mercé dell'oltretomba. Per fortuna, sul lato delle meccaniche di gioco, l'azione e la realizzazione più che competente (sempre ottima la fluidità) sostengono in maniera discreta lo svolgimento di F.E.A.R. 3. Oltretutto, l'ottima intelligenza artificiale dei nemici è una vera e propria rarità per gli FPS attuali, e brilla di luce propria già nelle prime fasi di gioco. I soldati dell'Armacham non solo conoscono metro per metro la mappa e riescono a scovarci in ogni angolo, ma si coordinano tra loro in modi sorprendenti. Ad esempio, se troviamo una copertura e piantiamo le tende dietro di essa, proveranno prima a stanarci con le granate e poi ad aggirarci creando un diversivo per tenerci occupati. Sono rari, insomma, i momenti da semplice shooting gallery così comuni in altri sparatutto, ed è altrettanto raro assistere a bug o falle evidenti nel comportamento dei soldati avversari.

La coordinazione è importante, nel gioco in cooperativa - F.E.A.R. 3
La coordinazione è importante, nel gioco in cooperativa

DUE ARMI E L'ENERGIA RICARICABILE Peraltro, restano chiare le scopiazzature da Call of Duty e continuiamo a chiederci perché tutti cerchino di inserirne gli elementi più caratteristici anche dove non hanno ragion d'essere. In questo caso, Day 1 Studios ha preso in prestito gli indicatori a schermo, la gestione dell'arsenale e dell'energia ricaricabile, le fasi pesantemente scriptate (si muore di continuo uscendo di un metro dal copione) e perfino alcune trovate come lo slow motion dopo aver sfondato una porta. Se il primo F.E.A.R. si era distinto grazie all'atmosfera e all'uso creativo del bullet time, il terzo episodio punta in maniera fin troppo sfacciata al pubblico mainstream, perdendo gran parte della sua identità. Un elemento che invece funziona discretamente, anch'esso prelevato dall'illustre rivale, è quello dei livelli da conquistare con il punteggio e delle abilità aggiuntive che sbloccano. Anche in singolo, completando azioni specifiche, si accumulano punti che fanno crescere il nostro personaggio dandogli capacità extra. In questo modo, si ha sempre voglia di tentare qualche azione più creativa del solito, come uccidere un certo numero di nemici usando solo gli attacchi ravvicinati. Inoltre, l'aspetto realizzativo è molto competente per solidità e ottimizzazione, nonostante un impatto visivo inferiore ai migliori sparatutto sulla piazza. La fluidità sostenuta è un pregio superiore al dettaglio a tutti i costi (vero Crysis 2?) e sulla distanza se ne apprezzano i vantaggi, quando si riesce a mirare ottimamente perfino nel caos di esplosioni e sparatorie. Anche il sonoro mantiene la linea fatta di luci e ombre degli altri settori: buone le musiche ma altalenante il doppiaggio in italiano, con troppe frasi ripetute e troppe imprecazioni anche nei momenti di calma. Ma sappiamo che nemmeno questo aspetto può mancare in uno shooter moderno, ed ecco che F.E.A.R. 3 riempie perfettamente un'altra casella.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
F.E.A.R. 3 non vuol essere da meno degli altri FPS: ampio supporto online, multiplayer cooperativo, violenza e linguaggio sopra le righe. Peccato manchi un elemento chiave: la paura.

Commenti

  1. Lylot72

     
    #1
    Giocato e finito tutti e 2 i precedenti.
    La rece non invoglia assolutamente all' acquisto... per ora lo lascio sullo scaffale.
  2. Meno D Zero

     
    #2
    penso sia piuttosto soggettivo il consumo della paura nei games, per dire, c'è gente che sostiene di non essersi spavantata nemmeno col primo dead space.

    detto questo sono sicuro che questo fear 3 qualche saltarellino sul divano me lo farà fare lo stesso, anche perchè sono solito giocarlo di notte, con le cuffie e al buio, al contrario di molti altri che invece lo giocano la mattina presto....
  3. dogget76

     
    #3
    Fear Non ha mai brillato per originalità, questo è sicuro, ma i due episodi precedenti sono tra gli sparatutto più giocabili, godibili e 'puliti' presenti sul mercato. Inoltre l' IA continua a essere la più credibile in assoluto, magari non sarà la più sofisticata ma di sicuro è quella che funziona meglio a livello videoludico. Crytek ad esempio ha parecchio da imparare in questo senso, se solo la piantassero di ammazzare le zanzare a cannonate...
  4. PaulVanDyk

     
    #4
    dogget76Fear Non ha mai brillato per originalità, questo è sicuro, ma i due episodi precedenti sono tra gli sparatutto più giocabili, godibili e 'puliti' presenti sul mercato. Inoltre l' IA continua a essere la più credibile in assoluto, magari non sarà la più sofisticata ma di sicuro è quella che funziona meglio a livello videoludico. Crytek ad esempio ha parecchio da imparare in questo senso, se solo la piantassero di ammazzare le zanzare a cannonate...
    amen fratello
  5. maxlaiena

     
    #5
    Come fatto notare giustamente nella rece l'unica cosa che manca nell'ultimo FEAR è la paura o quanto meno il mistero... ormai la storia non presenta più novità e le apparizioni/visioni non inquietano più nessuno.

    Quello che rimane è un buon sparatutto con una ottima IA o poco più... per la serie "battiamo il ferro finchè è caldo"...
  6. Meno D Zero

     
    #6
    Cazzo e pensare che hanno chiamato apposta un regista di film horror in declino proprio per lavorare coi programmatori e trasmettere l'elemento paura, e invece nisba.
  7. Bluemoon

     
    #7
    ma carpenter è un regista western! ed è uno dei registi più raffinati sulla piazza, tecnicamente di giovani (di una volta) che sappiano maneggiare la camera un po' bene, nel b-movie d'autore, c'è forse tarantino, che però è più citazionista, meno originale o fantasioso, mentre carpenter ti governa il film a tutto tondo e, nonostante il riferimento ai classici, è un'invenzione continua.

    comunque non credo ci abbia messo molto mano sul gioco. dice anche lui che il suo lavoro si è limitato a giocarlo e commentare qua e là. ha fatto un'esperienza. magari han un po' seguito lo stile delle produzioni masters of horror, ecco.
  8. aleZ

     
    #8
    Bluemoonma carpenter è un regista western! ed è uno dei registi più raffinati sulla piazza,

    Insomma, dipende che intendi per "raffinato" se è "rafifnato da B movie" allora OK (basti vedere essi vivono) diciamo che ha il suo stile finto-amatoriale di fare le cose, sempre sopra le righe e d'impatto, quando tutto gli esce bene (il villaggio dei dannati, brrr). Per dire, se Point Man fosse stato simile allo Jena Plisskin di Fuga da NY-LA, già se ne vedevano delle belle. Invece non proferisce parola, come così tanti compari nel genere FPS.
  9. Lylot72

     
    #9
    Be la Cosa è un cult.

    Fantasmi su Marte è un classico del trash.....
  10. Meno D Zero

     
    #10
    e halloween è forse uno dei padri del filone slasher, insomma proprio uno sprovveduto non era sto carpenter.
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