Genere
Avventura
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
99.900 lire
Data di uscita
30/4/2001

Fear Effect 2: Retro Helix

Fear Effect 2: Retro Helix Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Eidos Interactive
Genere
Avventura
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
30/4/2001
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
99.900 lire

Lati Positivi

  • Temi maturi
  • Giocabile mix tra azione ed enigmi
  • Ambientazione, trama e personaggi

Lati Negativi

  • Poche innovazioni tecniche
  • Enigmi poco impegnativi

Hardware

Retro Helix gira perfettamente su PSOne e Psx PAL. E' supportata la memory card e il dual shock pad, sia nella funzione di vibrazione (per gli spari e i colpi subiti) sia per il controllo analogico.

Multiplayer

Il gioco non dispone di alcuna modalità multiplayer.

Link

Recensione

Fear Effect 2: Retro Helix

Ritorna uno dei survival horror più acclamati degli ultimi anni. Ritornano le piogge di piombo stile film di John Woo, le atmosfere tecnogotiche alla Blade Runner e gli antieroi creati da Eidos Interactive, in un viaggio indietro nel tempo, fino agli eventi antecedenti a Fear Effect. Retro Helix finalmente è qui!

di Gianluca Tabbita, pubblicato il

LINGUAGGIO CINEMATOGRAFICO

Tecnicamente Retro Helix fa onore al vecchio detto secondo cui squadra che vince non si cambia, a tutto vantaggio di chi riteneva il precedente Fear Effect già perfetto, ma con leggero disappunto per chi sperava in qualche innovazione di rilievo. Torna l'area di gioco in formato 16:9 (ovvero con le bande nere in alto e in basso come per lo standard cinematografico) e il FX motion, una tecnologia brevettata da Eidos che sostituisce gli ambienti immobili e cristallizzati degli altri survival horror con un filmato MPEG della durata di qualche secondo, che serve a dare la sensazione di uno scenario in continuo movimento. Ma in realtà é nella sontuosa scenografia, nelle architetture in bilico tra gli slum più sordidi e l'ostentazione dei grattacieli più esclusivi, e nell'atmosfera tecnoviziosa in stile Blade Runner che bisogna rintracciare le ragioni del fascino di Retro Helix, che scaturisce dalle idee della Eidos più che da meri dati tecnici.
Come per il precedente titolo, la coreografia e la fotografia del gioco rivelano la visione cinematografica del team di sviluppo: il montaggio iperdinamico delle numerose sequenze full screen, la continuità perfetta fra queste ultime e la grafica in realtime del gioco donano a Retro Helix il sapore di un film d'animazione. Gli sviluppatori hanno sfruttato genialmente le capacità del FX motion, dando vita ad ambienti finora mai rappresentati in un survival horror, come il party del secondo livello, dove saloni enormi sono presidiati da una variopinta e rumorosa folla di invitati. D'altrocanto, alcune imperfezioni nell'FX motion sussistono ancora, nominalmente, il dettaglio migliorabile delle sequenze MPEG e quel breve istante di pausa al termine delle animazioni che ne rivela il movimento meccanico a loop o ping-pong, anche se, a discolpa di Eidos, bisogna notare come la memoria della PlayStation non sia certo cresciuta di capacità col passare del tempo. Per fortuna, il più seccante difetto del precedente episodio, ovvero il lungo caricamento necessario a ripartire dall'ultima posizione salvata, non esiste più e di questo tutti i giocatori frustrati avranno modo di rendere grazie ai programmatori.
Visivamente, grazie a una scelta migliore dei colori é aumentata l'amalgama tra i fondali prerenderizzati e i modelli dei personaggi: le anatomie tridimensionali sono più arrotondate e piacevoli di quelle del precedente episodio, nonostante le limitate capacità della PlayStation, e risolvono la carenza di poligoni in poche e trascurabili spigolosità, a tutta dimostrazione di un riuscito e accattivante character design che ha saputo concentrare le curve lì dove erano imprescindibilmente necessarie (e a buon intenditor...). Poco é cambiato nel reparto animazioni dei personaggi, dove non si registrano novità rispetto al pur eccellente motion capture del precedente episodio. Musicalmente Retro Helix non é nulla di memorabile, limitandosi a un commento sonoro dalle suggestioni tecnogotiche in linea con l'atmosfera del gioco che in breve diventa parte integrante dei rumori di sottofondo, necessari ma poco o per nulla evocativi. Ma se la colonna sonora di Retro Helix non é destinata a finire nei vostri lettori di CD, rimarrà sicuramente nei vostri padiglioni auricolari l'eco metallico delle armi da fuoco e le deliziose voci dei doppiatori inglesi che, specie nell'articolata performance di Hana e Rain, danno decisamente una marcia in più alle qualità di coinvolgimento di questo titolo.

NO KIDS PLEASE

Riguardo i contenuti e l'atmosfera generale del gioco c'é un aspetto che é destinato a lasciare il segno. Forse tra qualche anno non ricorderete più gli anonimi puzzle che avete risolto e con tutta probabilità anche il gameplay di Retro Helix avrà ormai formato un'inestricabile melassa ludica con i concept di tutti gli altri survival horror che hanno affollato il driver della vostra PlayStation, ma non dimenticherete il crudo stupore di alcune fulminanti scene di morte in full motion video, né la sfacciataggine delle allusioni sessuali, più esplicite che sottintese, nè tanto meno il viscerale cinismo dell'ambientazione in perfetto stile Blade Runner: Fear Effect 2 non é un gioco per bambini, per fortuna.
Al contrario, vi sbatte in faccia con spudoratezza una serie di argomenti così detti "per soli adulti" che molti titoli del genere, pur indulgendo senza problemi in cadaveri in putrefazione e mutazioni genetiche, non osano affrontare. Per questo Retro Helix é incisivo e coinvolgente, ma solo per chi ha un'età tale da rintracciare concetti come la banalità della morte in scene che, per un bambino, sono solo una fine feroce e repentina del suo alter ego, oppure il cinismo della società ipotizzata nel gioco (non troppo distante dalla nostra, dopotutto) dove il denaro spinge tutti a servirsi di tutti con gretto utilitarismo, o le sfumature psicopatologiche della personalità dei protagonisti, Hana, Deke e Glas, lontani mille miglia dagli stereotipi degli eroi senza macchia e senza infamia di altri giochi o film d'azione.
Approposito delle sbandierata relazione lesbica che dovrebbe unire le protagoniste Hana e Rain, a parte ogni considerazione su questo elemento come furbo strumento di marketing, bisogna notare come questo aspetto sia stato sviluppato con un certo gustoso autocompiacimento da parte della Kronos Digital Entertainment cosa che, indipendentemente da ogni altra riflessione, lo eleva dallo status di squallida concessione al vouyerismo, stile copertina di Panorama per intenderci, ad apertura narrativa in grado di dire qualcosa di più delle solite machofesserie in stile action movie.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Fear Effect 2: Retro Helix é il survival horror con uno stile grafico che ricalca i film d'animazione, un'ambientazione futuristica alla Blade Runner e una buona dose di approfondimento psicologico. L'azione e i puzzle (un po' banali a dire il vero) sono dosati in egual misura, ma in genere il livello di difficoltà fa in modo che l'azione scorra via fluidamente, evitando al giocatore di perdere troppo tempo su un determinato enigma, e questo coniugato con le geniali ambientazioni e la complessità della trama rende Retro Helix coinvolgente e giocabile. Nonostante l'impressione di trovarsi di fronte a un qualcosa che é essenzialmente un'estensione di Fear Effect, il giudizio su Retro Helix é eccellente perchè, per una formula contenitore che ricalca fedelmente il gameplay e la tecnica del primo episodio, gli sviluppatori hanno trovato contenuti, personaggi e idee come e più affascinanti di quelli del titolo primogenito, liberandosi tralaltro di qualche difetto di troppo nel processo e dimostrando che il meglio sulla serie doveva ancora essere detto. Nonostante sia cambiato poco rispetto al primo episodio, Retro Helix mantiene ed accentua la sua peculiarità, derivante dal fatto di essere l'unico survival horror che indaga a fondo nel lato oscuro dei suoi protagonisti, l'unico ad avere il coraggio di dipingere determinate situazioni, anche a costo di apparire diseducativo, sconcio e volgare. Non un concorrente diretto di Parasite Eve 2 o Bio Hazard 3 (più tradizionali nella forma e nei dialoghi) quindi, ma l'erede ideale di Metal Gear Solid, uno dei pochissimi titoli per console in grado di reggere il paragone con i giochi per adulti sviluppati per PC compatibili, un promettente segno di unificazione tematica dei due mercati. Nel mare di mediocrità in cui navigano le attuali release per la PlayStation é un titolo imperdibile per chi cerca per il vecchio 32 bit Sony giochi in grado di risvegliare ancora l'interesse e le emozioni.