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Datasheet
- Produttore
- EA Sports
- Sviluppatore
- EA Canada
- Genere
- Sportivo
- PEGI
- 3+
- Data di uscita
- 30/9/2011
- Lingua
- Tutto in Italiano
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
FIFA è sempre più in palla
Le novità dell'edizione 12 si preannunciano tante e importanti.
Cech rinvia alto, a centrocampo Nasri e Drogba saltano per il possesso del pallone, ma il più minuto Nasri, sovrastato da Drogba, si sbilancia e finisce gambe all'aria, rovinando con un movimento tanto plateale quanto incredibilmente realistico. Il merito è della principale novità di FIFA 12, il nuovo Impact Engine. Si tratta di un'estensione del motore fisico del gioco, che da quest'anno rivoluzionerà i contatti tra i giocatori generando infinite possibili soluzioni e dando un'ulteriore senso di fisicità a un gioco che da qualche anno punta forte su questo aspetto dell'interazione fra gli atleti virtuali. E rivoluzione non è una parola spesa a caso, perché è proprio il team di sviluppo del gioco ad assicurarci che questa edizione non è di quelle che si limitano alle piccole modifiche: FIFA 12 promette di essere una pietra miliare.
UNA FACCIATA TUTTA NUOVA
Non è per nulla scontato che un gioco che è, di fatto, a quattro mesi pieni dalla pubblicazione e che ha un ciclo di sviluppo annuale sia già giocabile e con la gran parte delle novità chiave al loro posto. Unico limite per la nostra prova, le squadre a disposizione, che erano irremovibilmente Chelsea e Arsenal. Le novità di FIFA 12 si notano già dopo pochi secondi dal caricamento, perché il front end, ovvero i menu e le varie schermate di impostazioni, è tutto nuovo. Il precedente, datato e caratterizzato da un classico feeling EA, è stato rimpiazzato da qualcosa di più moderno e dinamico, con i giocatori impegnati nell'Arena (quindi le stelle della propria squadra preferita, ma volendo anche il proprio avatar) che dominano lo sfondo dei menu. I cambiamenti proseguono anche all'interno della partita, con un nuovo “broadcast package”, che comprende nuove e differenti sequenze di introduzione alla partita e dettagli aggiornati: ad esempio ci è stato promesso che l'ingresso in campo a San Siro avverrà finalmente dal centro, e non da uno dei vertici come non accade più da anni. Nuovi sono anche la telecamera di default, leggermente abbassata per dare un maggiore senso di profondità, e l'intero sistema di illuminazione. E il restyling grafico si estende infine all'HUD, ovvero alle sovrimpressioni presenti durante il match. Insomma una mano di vernice nuova che dà immediatamente al gioco un tocco di tangibile novità.
RADDOPPIO ADDIO
Una volta in partita, ci si imbatte nella prima colossale novità la prima volta che si è in difesa: il “raddoppio”, ovvero la pressione continuata di un tasto per mettere in pressing il portatore di palla avversario, non c'è più. Per chi usava questa tecnica difensiva è un cambiamento radicale. In pratica, adesso l'effetto che si ottiene tenendo premuto lo stesso tasto è che i difensori “tengono” la posizione, rimanendo a debita distanza dal portatore di palla. Premendo una seconda volta il tasto si cerca l'affondo, per rubare palla. Un sistema decisamente più realistico, più strategico e meno “automatico” del precedente: ora l'azione difensiva richiede un livello di attenzione maggiore e non è più una vaga attesa della riconquista del pallone. Spiazzante, sicuro; ma migliore, senza dubbio.

BENVENUTO NELLO STRETTO
Per contro, in attacco la grande novità è un rinnovato sistema di controllo del pallone sullo stretto. Ci eravamo piacevolmente abituati al controllo a 360 gradi, che aveva introdotto un eccezionale livello di dettaglio nella gestione del pallone. Rimaneva però un problema: viaggiare palla al piede richiedeva ampi spazi: un semicerchio ci portava a spasso per un terzo del campo, rendendo impossibile la copertura del pallone dello stretto. Un gioco alla Barcellona, in altri termini, era impossibile. Ora, invece, semplicemente agendo con grazia sullo stick sinistro, in prossimità della rete l'angolo di “sterzo” del portatore di palla si riduce enormemente, permettendo controlli stretti e precisi e soprattutto regalandoci la possibilità di “nascondere” il pallone ai difensori. Un'opzione in più che permette di sfuggire dallo schema obbligato del dribbling plateale o del passaggio. Naturalmente il dribbling continua a essere possibile anche con questo nuovo controllo, che anzi andrà a beneficiare i giocatori che sono abili nello schermare il pallone con il corpo (l'esempio nel filmato di presentazione: Luca Toni).


