Genere
Sportivo
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
2/12/2003

FIFA Football 2004

FIFA Football 2004 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Genere
Sportivo
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
2/12/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Licenze ufficiali
  • Ampie possibilità di personalizzazione
  • Supporto online (perfettibile)

Lati Negativi

  • Frame rate instabile
  • Intelligenza artificiale lacunosa
  • Meccanica di gioco insoddisfacente

Hardware

Per giocare a FIFA Football 2004 servono una confezione originale del gioco, una PlayStation 2 PAL, un joypad Dual Shock e una Memory Card. Le sfide in multiplayer richiedono fino a due MultiTap, mentre per giocare on-line è necessario un adattatore di rete e una connessione ADSL (preferibilmente con IP pubblico).

Multiplayer

FIFA Football 2004 supporta il gioco fino a otto giocatori tramite MultiTap. E' inoltre disponibile la modalità in rete per due giocatori.
Recensione

FIFA Football 2004

Puntuale come la bolletta della luce, anche quest'anno EA propone il nuovo episodio della saga calcistica più famosa di tutti i tempi. La licenza FIFA è sfruttata al massimo, le possibilità di personalizzazione sono (pressoché) infinite, la colonna sonora è di prim'ordine, il motore grafico totalmente rinnovato e la confezione è curata, come da tradizione, nel dettaglio. E il gioco?

di Alberto Cavalli, pubblicato il

FIFA Football 2004 è la più recente incarnazione del gioco che mosse i suoi primi passi nel lontano 1994 su 3DO e Megadrive, guadagnandosi immediatamente i favori del pubblico e della critica. Pur a distanza di dieci anni, la saga rappresenta ancora il punto di riferimento dei titoli calcistici, almeno se consideriamo le classifiche di vendita. Priva di qualsiasi velleità simulativa, la serie si è sempre contraddistinta per l'immediatezza dell'azione e per il divertimento che sapeva offrire ai giocatori esperti come ai neofiti del joypad. Secondo le dichiarazioni di Electronic Arts, tuttavia, nella versione 2004 si è preferito aggiungere un pizzico di complessità in più per soddisfare il fine palato dei calciofili più incalliti, senza tuttavia obbligare il giocatore a soppesare ogni azione sul bilancino del farmacista.
Gli stessi sviluppatori si sono infatti dichiarati grandi ammiratori del famoso concorrente prodotto da Konami, ma hanno ribadito la volontà di non entrare in competizione con questo, ma piuttosto di proporre un'alternativa disimpegnata. Tuttavia, FIFA Football 2004 è un gioco di calcio e deve essere considerato come tale. Quando il confronto si sposta sul divertimento puro, le considerazioni relative all'aspetto più o meno simulativo vengono meno, e qualunque gioco della medesima categoria diventa immediatamente paragonabile.

FAMOSO O FAMIGERATO?

Il retaggio di FIFA Football 2004 è più che evidente sin dalla confezione: il logo FIFA troneggia in bella vista al centro della copertina, sovrastato da tre testimonial d'eccezione: Henry, Ronaldinho e Del Piero. In alto, sotto il tradizionale logo "PlayStation 2" occhieggia l'invitante dicitura "con gioco in rete". Proprio così: accanto all'inesauribile lista di squadre di club e nazionali disponibili, che spaziano dal campionato norvegese alla serie B italiana, FIFA Football 2004 è il primo gioco di calcio a graziare i possessori di console di funzionalità on-line. Questa opzione, disponibile nella sola versione PS2, sarà trattata nel dettaglio nell'apposito box. Tornando a noi, dopo il divertente filmato iniziale, dove potremo assaporare le gesta dei tre succitati campioni, veniamo immersi, come di consueto, nel placido e sterminato mare di opzioni che da sempre contraddistingue la saga. Stranamente, tra queste manca la possibilità di configurare a piacimento i controlli del gioco. Le modalità principali sono la partita singola, la partita in rete e la modalità carriera, a cui si affianca la possibilità di impratichirsi con i comandi e di visionare le novità introdotte in questa incarnazione.
La modalità carriera è il cardine del gioco in singolo e ci vedrà vestire i panni di un allenatore in cerca di fama e gloria. Selezionata una compagine, avremo cinque anni per raggiungere le vette del successo (segnalato da cinque stelline che si illumineranno in sequenza). Il rinnovo del contratto, e in second'ordine la scalata al gotha del calcio mondiale, saranno subordinati al raggiungimento di una serie di obiettivi, che variano ovviamente a seconda del lignaggio della squadra selezionata (portare la Fiorentina in serie A, conquistare un posto in Champions League con in Milan, ecc...). Anche questa modalità, al pari delle altre, è completamente personalizzabile e i limiti sono tracciati solo intorno all'esperienza accumulata dai programmatori. Dopo dieci anni di FIFA potete ben comprendere la portata di questa affermazione.

MI SI SONO INTRECCIATI I DITI...

Oltre alla possibilità di giocare in rete, la maggiore innovazione introdotta in FIFA Football 2004 è il cosiddetto "gioco senza palla", ovvero la possibilità di evidenziare, in fase offensiva, fino a tre compagni, che potranno essere coinvolti nell'azione tramite un passaggio rasoterra, un filtrante o un pallonetto. L'attivazione dell'opzione e la successiva selezione del compagno avviene tramite la ripetuta pressione del tasto L2 e sarà possibile prenderne direttamente il controllo semplicemente intervenendo sulla leva analogica destra. Purtroppo questa innovazione si rivela ben presto assai più macchinosa di quanto i frenetici ritmi del gioco consentano, traducendosi spesso nella perdita del pallone.
Per quanto riguarda la meccanica di base del gioco, invece, non possiamo esimerci dal sottolineare che FIFA Football 2004 è quello che gli anglosassoni definirebbero "a mixed bag". Il decantato maggior realismo del gioco è facilmente riscontrabile nella fisica del pallone, che dà il meglio di sé nei lanci lunghi (controllabili nell'intensità, al pari del tiro e del passaggio filtrante), come nelle splendide animazioni, che purtroppo sono mal raccordate tra loro, mentre la dinamica dei (troppo) frequenti rimpalli farà sollevare il sopracciglio a più di un giocatore. Il tiro dalla lunga distanza è fin troppo efficace e non mancherete di infilare con assiduità il portiere avversario con potenti diagonali nell'angolo opposto, e questo a prescindere dalle capacità balistiche del calciatore utilizzato (Gennaro Gattuso, per fare un esempio, è un fedelissimo dell'angolino basso). Al contrario, i tiri di precisione nell'area piccola saranno spesso facile preda dell'estremo difensore, a meno di indugiare a lungo sul pulsante del tiro per infilare la "minella sapida" sotto la traversa.
Il movimento dei vostri compagni di squadra è tutto sommato soddisfacente, anche se è innegabile la propensione alla trazione anteriore, che si manifesta anche a dispetto di un'impostazione tattica difensivistica (ovviamente selezionabile dall'apposito, immancabile menu). Il gioco sulle fasce è ben realizzato, mentre lo stesso non può dirsi dello schieramento difensivo: subire gol in contropiede dopo un lungo lancio innescato da un pallone rubato al limite dell'area dei vostri avversari è la norma, non l'eccezione, in quanto gli attaccanti si troveranno immancabilmente in superiorità numerica rispetto ai vostri sparuti (e mal posizionati) difensori. Non aiuta la possibilità di chiamare un raddoppio di marcatura mediante pressione del tasto R2, semplicemente la nostra difesa si farà sempre trovare mal posizionata su un repentino ribaltamento di fronte, e il fatto che non sia possibile scegliere manualmente il giocatore da controllare (solo tra un paio di quelli che la CPU ritiene più adatti è possibile alternare il controllo) impedisce di far rientrare un difensore o di realizzare diagonali difensive. La difesa avversaria, inoltre, presenta un'inspiegabile quanto irritante predisposizione al disimpegno elegante, esibendosi spesso e volentieri in una sterile (e perigliosa) serie di passaggi corti, inframezzati da colpi di testa al volo, in prossimità della propria area di rigore. E' inutile sottolineare come questo si traduca con una certa frequenza, a dispetto del livello di difficoltà selezionato o del valore della squadra stessa, nella perdita del possesso di palla, con conseguente uno contro uno del vostro attaccante col portiere avversario.

LE DOLENTI NOTE

Quelli sopraelencati non sono, purtroppo, gli unici tasti dolenti di FIFA Football 2004. L'Intelligenza Artificiale della CPU, per motivi del tutto ignoti, si disinteressa del portatore di palla fino in prossimità dell'area, a patto di camminare. Proprio così: novelli gorilla, i difensori si avventeranno su di voi implacabilmente non appena accennerete il benché minimo scatto, limitandosi a retrocedere se procederete con adeguata cautela. In genere, un paio di passaggi e altrettante tranquille passeggiate saranno sufficienti per garantirvi l'ingresso nella "danger zone", ovvero il limite dell'area. Ivi giunti, sarà sufficiente scoccare un tiro dalla distanza per incrementare senza troppa fatica il vostro bottino. Questo non è tuttavia il limite più grave del titolo. I giochi sportivi, si sa, rendono al massimo nelle sfide multigiocatore, permettendo così di aggirare, almeno in parte, il problema del comportamento irreale dei giocatori gestiti dalla CPU. Nel caso di FIFA Football 2004, invece, il problema principale è dato dall'assoluta predominanza del contrasto sulla difesa del pallone che, unitamente all'assenteismo della terna arbitrale, trasformano le partite tra giocatori umani in furiosi batti e ribatti a centrocampo, che spesso si risolvono in un lancio lungo per l'attaccante che staziona al limite dell'area. Saltare l'uomo si rivela decisamente problematico, anche alla luce della scarsa varietà di finte a disposizione, e anche una volta riuscito non fornisce alcuna garanzia di successo, in quanto un paio di calcioni negli stinchi dell'attaccante involato a rete non si tradurranno in una sacrosanta ammonizione, ma molto più spesso sbilanceranno l'avversario permettendovi di recuperare il pallone senza affanno. Gli interventi arbitrali sono infatti assai sporadici, e quasi sempre daranno l'impressione di essere attivati con un generatore casuale, che sanziona interventi sul pallone e lascia impuniti veri e propri assalti all'arma bianca. Persino proteggere il pallone rappresenta un'impresa disperata, rendendo praticamente superfluo l'utilizzo del tasto per chiamare il raddoppio di marcatura.
Infine, inspiegabilmente, si assiste a una cronica imprecisione nei passaggi corti, specialmente nel caso di "ultimo passaggio". Le intercettazioni sono frequenti, non tanto per la disposizione tattica degli avversari, quanto per l'anarchia che spesso si impadronisce dei vostri stessi giocatori. Immancabilmente, o quasi, il passaggio rivolto a un compagno lanciato a rete si traduce in una palla che sfila mestamente sul fondo.

LA DOCCIA SCOZZESE

Per quanto riguarda il comparto tecnico, è doveroso sottolineare la perfetta conversione PAL del titolo, priva di bande nere di sorta. Come rovescio della medaglia, dobbiamo purtroppo denunciare che il gioco è letteralmente piagato da continui e fastidiosi cali di frame rate, che non raggiungono mai livelli tali da compromettere la giocabilità, ma si presentano con tale frequenza da innervosire ben presto il giocatore. Spesso, inoltre, alcune texture tendono a scomparire dalla schiena dei giocatori, mostrando per pochi attimi un curioso modello in wireframe. L'audio supporta il Dolby Pro Logic II e sono fedelmente riproposti i cori delle tifoserie più famose (senza cadere nei grotteschi episodi che hanno caratterizzato altre produzioni concorrenti). Gli effetti sonori sono invece modesti, soprattutto quando si colpisce il pallone, ma questo è un neo su cui possiamo tranquillamente soprassedere. La colonna sonora vanta grandi esponenti della musica pop (ovviamente personalizzabili nella scaletta di riproduzione) e il commento è affidato a Bruno Longhi e Giovanni Galli.
I due famosi commentatori dapprima illudono il giocatore, promettendo (finalmente) un commento degno del nome della serie, ma ben presto si abbandonano a frasi decontestualizzate se non semplicemente ridicole. Non è infrequente sentirli esultare per un gol dopo un contrasto a centrocampo, come pure sentigli invocare un cartellino giallo dopo una marcatura. Il climax viene tuttavia raggiunto quando un vero e proprio "gollonzo" viene dipinto come un gesto incredibile "dal punto di vista atletico, tecnico e balistico".
Il nuovo motore grafico non presenta particolari magagne, con la notabile eccezione del frame rate instabile, ma resta inspiegabile la decisione di utilizzare diversi modelli poligonali a seconda delle fasi di gioco: durante lo svolgimento dell'azione i calciatori avranno sembianze umane, vantando spesso una notevole somiglianza con le controparti reali, mentre nelle fasi di gioco fermo, come pure durante i replay o l'esultanza dopo una marcatura, sembrerà quasi di assistere a una puntata dei Thunderbirds con i nostri beniamini come protagonisti. Il tutto per tacere dell'incarnato degli stessi, striato di rosso e bianco come nella migliore tradizione degli zombie di Resident Evil. Infine, cucchiaio di legno anche per il pubblico, realizzato con una pessima texture animata bicolore, che stona terribilmente con la buona modellazione poligonale dei vari stadi. Al commento, come sempre, le considerazioni conclusive.

Voto 2 stelle su 5
Voto dei lettori
Alla luce dei pesanti difetti che affliggono quest'ultima incarnazione di FIFA, dai controlli alla meccanica di gioco e persa anche la battaglia dal punto di vista grafico con l'illustre concorrente, non ci resta che consigliare FIFA Football 2004 ai soli utenti PS2 che considerano irrinunciabile la ricchissima licenza ufficiale (con una notabile eccezione), che rimane l'unico, vero pregio di questo gioco. Le pur buone animazioni sono mal raccordate tra loro, il motore grafico è in costante affanno dal punto di vista del frame-rate, la ricca colonna sonora ha nel commento la sua nemesi e molte delle ottime intuizioni (che non ci dispiacerebbe vedere anche in altre, osannate produzioni calcistiche) rimangono tali solo sulla carta, dal controllo senza palla alla possibilità di dosare i la profondità dei passaggi. L'immediatezza del titolo è innegabile, ma purtroppo raggiunta a discapito della meccanica di gioco vera e propria, e questo dispiace, perché la confezione generale di FIFA Football 2004 denota grandissima cura. La speranza è che la prossima incarnazione di questa gloriosa saga riesca a concretizzare quella che al momento pare solo un'occasione mancata. <i>Alberto Cavalli</i> <b>SECONDO COMMENTO</b> Forse fra qualche anno volgeremo lo sguardo al passato e saremo pronti a riconoscere a FIFA Football 2004 i suoi giusti meriti. Il potenziale messo in campo da Electronic Arts quest'anno può anche fare a meno della classica citazione per la realizzazione tecnica (invero non proprio eccelsa e non scevra di qualche difetto di troppo) e per la fedeltà quasi totale al mondo del calcio che deriva dalla licenza FIFA, visto che è proprio nella sostanza che i ragazzi di EA Sports hanno profuso le loro risorse migliori, almeno a livello di idee. Per la prima volta in un gioco di calcio, infatti, in FIFA Football 2004 si è tentato di vedere il gioco più bello del mondo da un'altra prospettiva, quella del movimento bruciante e intelligente di chi "detta" il passaggio invece che incentrare tutta l'azione su portatore di palla e zone limitrofe. L'idea di poter controllare i giocatori senza palla è qualcosa che aspettavamo da tempo in un gioco calcistico e finalmente con FIFA Football 2004 questa possibilità ci è stata data. Il problema, però, è che la meccanica scelta da EA Sports non riesce ad essere all'altezza dell'idea di base: già giocando contro la CPU appaiono evidenti i difetti di dinamica dell'implementazione del controllo "Off the Ball", con gli avversari che a centro campo lasciano troppo spazio ai nostri portatori di palla con l'evidente intenzione di permetterci di selezionare, dopo la pressione di L2, il destinatario del passaggio e di muoverlo a nostro piacimento. L'enfasi su queste azioni è addirittura esagerata, se pensiamo che in uno scontro uno contro uno una nostra punta non riuscirà mai a superare un difensore avversario, mentre lo stesso passaggio, effettuato però utilizzando il controllo "Senza Palla", ci permetterà nel novanta per cento dei casi di superare il diretto avversario e di andare al tiro. Alla fine, quindi, anche a causa di movimenti e azioni dei singoli giocatori molto farraginosi e poco incisivi, ci si riduce a premere L2, dare un tocchetto in una direzione qualsiasi sullo stick destro per imprimere un movimento a una punta ed effettuare un pallonetto nella sua direzione, consapevoli che nella maggioranza dei casi il ricevitore supererà con uno stop di petto a seguire di dubbia efficacia il suo diretto marcatore e potrà così tirare da fuori area una delle classiche bordate "con la fionda" in puro stile FIFA. Provare a costruire azioni più fluide è spesso causa di grande scoramento, visto che i giocatori si muovono sul campo in maniera piuttosto approssimativa a meno che non vengano in qualche modo controllati dal giocatore (merita menzione l'ottima introduzione di un comando per "chiamare lo scatto" di un giocatore, forse l'idea più riuscita nel comparto "Off the Ball"). Ci si trova più che spesso con cinque-sei giocatori contro tre-quattro difensori senza riuscire a concludere un'azione, vuoi per la scarsa propensione dei giocatori a difendere palla (è un eufemismo, in pratica il difensore ruba sempre palla al portatore, anche da tergo), vuoi per la tendenza dei giocatori di sbagliare sempre l'ultimo, definitivo passaggio. Inoltre, sfruttare nelle vicinanze dell'area di rigore il controllo senza palla è semplicemente impossibile: le icone tra cui scegliere il destinatario con ripetute pressioni del tasto L2 vengono poste sempre sugli stessi giocatori, e non è raro, quindi, che uno di questi (solitamente il primo ad essere selezionato, naturalmente) sia in effetti... il portatore di palla stesso! Premere L2 per scegliere un altro destinatario, muoverlo, effettuare un passaggio... impossibile quando si è nelle vicinanze dell'area avversaria, troppe cose da fare, in modo confuso, in una finestra temporale troppo ristretta. Le cose non migliorano analizzando altri comparti della giocabilità: è apprezzabile l'idea di controllare i movimenti dei giocatori in mezzo all'area durante i calci piazzati, ma anche qui la realizzazione è discutibile, sia per l'angolo di visuale scelto, sia per una dinamica che si avvicina molto ai Laser Game. Inoltre sono state effettuate scelte incomprensibili: perché se tutto il gioco è incentrato su chi riceve il pallone, le rimesse laterali sono realizzate nel modo opposto? Oltretutto adottando un'inquadratura sul lato basso del campo che impedisce di fatto l'esecuzione di una rimessa decente... Oppure, che senso ha proporre schemi di grande efficacia per i calci da fermo, quando il gioco ci obbliga a tirare in porta anche da posizioni decisamente impossibili? Insomma, FIFA Football 2004 è campione nelle intenzioni, ma purtroppo delude nella realizzazione. I difetti vengono al pettine quasi subito e, a lungo andare, il divertimento ne risente troppo. La nostra speranza, comunque, è che EA Sports prosegua sulla strada intrapresa: se quest'anno la ciambella è riuscita senza buco, non è detto che facendo tesoro delle critiche ricevute non si possa realizzare un gioco migliore. E, per inciso, gli avversari non staranno certo a guardare... <i>Simone Soletta</i>